Introduction: Children with blood and brain cancers require intensive medical treatments and long hospital stays, which can affect various aspects of neurodevelopment (Hodges et al., 2021), especially if they occur during the first three years of life, a critical period for cognitive development (Ismail et al., 2017). Objective: The aim of this study is to analyse the first data relating to the effectiveness of an early speech therapy stimulation, based on shared reading, aimed at children under 36 months of age, affected by different forms of blood and brain cancers. Methods and materials: The study involves a sample of 22 children aged between 2 and 35 months (M 21 and SD 9.99). The evaluation was conducted using direct observation tools at different linguistic levels: lexical (PinG), morphosyntactic (PCGO, Gals), articulatory (BAMF), and cognitive (Griffiths). The speech therapy intervention included face-to-face shared reading sessions and parental counseling sessions. Results: The results of the initial evaluation, pre-treatment, highlighted a discrepancy between production and comprehension skills, with deficiencies especially in lexical production (47.3% of children performed below 5°). Data analysis revealed a statistically significant difference between comprehension and lexical production skills (p = 0.049). In the sample examined, no statistically significant differences in linguistic performance emerged between males and females, while regarding the pathological variable, linguistic skill performance, at all levels, was slightly lower for the liquid tumor group compared to the solid tumor one (p = 0.028). The investigation of lexical, morphosyntactic and articulatory aspects in production after a 6-month treatment showed a collective improvement in all the levels examined (p<0.05). Conclusion: Understanding and addressing the communication difficulties of children with oncohematological diseases is essential to ensuring effective communication abilities and, subsequently, adequate social reintegration, thus improving the quality of life of this population.

Introduzione: I bambini affetti da patologie oncologiche ematiche e cerebrali necessitano di intensi trattamenti medici e lunghi periodi di ospedalizzazione, i quali possono inficiare diversi aspetti del neuro-sviluppo (Hodges et al., 2021), soprattutto se avvengono durante i primi tre anni di vita del bambino, periodo critico per lo sviluppo cognitivo (Ismail et al., 2017). Obiettivo: L’obiettivo del presente studio è stato quello di analizzare i primi dati relativi all’efficacia di un intervento di stimolazione logopedica precoce, basato sulla lettura condivisa, rivolto a bambini di età inferiore ai 36 mesi, affetti da diverse forme di tumori ematologici e cerebrali. Materiali e metodi: Lo studio coinvolge un campione di 22 bambini di età compresa tra i 2 e i 35 mesi (M 21 e DS 9,99). La valutazione è stata condotta mediante strumenti di osservazione diretta dei diversi livelli linguistici: lessicale (PinG), morfosintattico (PCGO, Gals), articolatorio (BAMF) e cognitivo (Griffiths). L’intervento di stimolazione logopedica ha previsto incontri diretti di lettura condivisa e sedute di counselling genitoriale. Risultati: I risultati della valutazione iniziale, pre-trattamento, hanno evidenziato discrepanza tra le competenze in produzione e quelle in comprensione, con prestazioni deficitarie soprattutto nella produzione lessicale (47.3% dei bambini si colloca in fascia clinica). L’analisi dei dati ha evidenziato una differenza statisticamente significativa tra le abilità di comprensione e produzione lessicale (p = 0.049). Nel campione preso in esame, non sono emerse differenze statisticamente significative nelle prestazioni linguistiche fra maschi e femmine, mentre per quanto riguarda la variabile patologica le performance delle abilità linguistiche, a tutti i livelli, risultano lievemente inferiori per il gruppo dei tumori liquidi, rispetto a quello dei solidi (p=0.028). L’indagine degli aspetti lessicali, morfosintattici e articolatori in produzione dopo un trattamento di 6 mesi ha registrato un miglioramento collettivo di tutti i livelli presi in esame (p<0.05). Conclusione: Comprendere ed affrontare le fragilità comunicative dei bambini affetti da patologie oncoematologiche risulta essenziale per garantire una comunicazione efficace e, successivamente, un adeguato reinserimento sociale, migliorando così la qualità di vita di questa popolazione.

Lo sviluppo comunicativo - linguistico in Oncoematologia Pediatrica: caratteristiche di popolazione e proposta di trattamento.

SPAGNA, CECILIA
2024/2025

Abstract

Introduction: Children with blood and brain cancers require intensive medical treatments and long hospital stays, which can affect various aspects of neurodevelopment (Hodges et al., 2021), especially if they occur during the first three years of life, a critical period for cognitive development (Ismail et al., 2017). Objective: The aim of this study is to analyse the first data relating to the effectiveness of an early speech therapy stimulation, based on shared reading, aimed at children under 36 months of age, affected by different forms of blood and brain cancers. Methods and materials: The study involves a sample of 22 children aged between 2 and 35 months (M 21 and SD 9.99). The evaluation was conducted using direct observation tools at different linguistic levels: lexical (PinG), morphosyntactic (PCGO, Gals), articulatory (BAMF), and cognitive (Griffiths). The speech therapy intervention included face-to-face shared reading sessions and parental counseling sessions. Results: The results of the initial evaluation, pre-treatment, highlighted a discrepancy between production and comprehension skills, with deficiencies especially in lexical production (47.3% of children performed below 5°). Data analysis revealed a statistically significant difference between comprehension and lexical production skills (p = 0.049). In the sample examined, no statistically significant differences in linguistic performance emerged between males and females, while regarding the pathological variable, linguistic skill performance, at all levels, was slightly lower for the liquid tumor group compared to the solid tumor one (p = 0.028). The investigation of lexical, morphosyntactic and articulatory aspects in production after a 6-month treatment showed a collective improvement in all the levels examined (p<0.05). Conclusion: Understanding and addressing the communication difficulties of children with oncohematological diseases is essential to ensuring effective communication abilities and, subsequently, adequate social reintegration, thus improving the quality of life of this population.
2024
Communicative-linguistic development in pediatric oncohematology: population characteristics and treatment proposal
Introduzione: I bambini affetti da patologie oncologiche ematiche e cerebrali necessitano di intensi trattamenti medici e lunghi periodi di ospedalizzazione, i quali possono inficiare diversi aspetti del neuro-sviluppo (Hodges et al., 2021), soprattutto se avvengono durante i primi tre anni di vita del bambino, periodo critico per lo sviluppo cognitivo (Ismail et al., 2017). Obiettivo: L’obiettivo del presente studio è stato quello di analizzare i primi dati relativi all’efficacia di un intervento di stimolazione logopedica precoce, basato sulla lettura condivisa, rivolto a bambini di età inferiore ai 36 mesi, affetti da diverse forme di tumori ematologici e cerebrali. Materiali e metodi: Lo studio coinvolge un campione di 22 bambini di età compresa tra i 2 e i 35 mesi (M 21 e DS 9,99). La valutazione è stata condotta mediante strumenti di osservazione diretta dei diversi livelli linguistici: lessicale (PinG), morfosintattico (PCGO, Gals), articolatorio (BAMF) e cognitivo (Griffiths). L’intervento di stimolazione logopedica ha previsto incontri diretti di lettura condivisa e sedute di counselling genitoriale. Risultati: I risultati della valutazione iniziale, pre-trattamento, hanno evidenziato discrepanza tra le competenze in produzione e quelle in comprensione, con prestazioni deficitarie soprattutto nella produzione lessicale (47.3% dei bambini si colloca in fascia clinica). L’analisi dei dati ha evidenziato una differenza statisticamente significativa tra le abilità di comprensione e produzione lessicale (p = 0.049). Nel campione preso in esame, non sono emerse differenze statisticamente significative nelle prestazioni linguistiche fra maschi e femmine, mentre per quanto riguarda la variabile patologica le performance delle abilità linguistiche, a tutti i livelli, risultano lievemente inferiori per il gruppo dei tumori liquidi, rispetto a quello dei solidi (p=0.028). L’indagine degli aspetti lessicali, morfosintattici e articolatori in produzione dopo un trattamento di 6 mesi ha registrato un miglioramento collettivo di tutti i livelli presi in esame (p<0.05). Conclusione: Comprendere ed affrontare le fragilità comunicative dei bambini affetti da patologie oncoematologiche risulta essenziale per garantire una comunicazione efficace e, successivamente, un adeguato reinserimento sociale, migliorando così la qualità di vita di questa popolazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99914