Questo studio mira ad analizzare la relazione tra la didattica in movimento e le funzioni esecutive in bambini di quarta elementare. Il focus è stato posto sull’effetto in acuto dell’attività fisica sull’attenzione e sull’effetto cronico sulle rotazioni mentali. Sono stati selezionati due campioni, uno sperimentale e uno di controllo, composti rispettivamente da due classi di 21 (13 M, 8 F) e 23 (11 M, 12 F) alunni. Il gruppo sperimentale ha svolto 3 lezioni di geometria della durata di 2 ore ciascuna attraverso la didattica in movimento, mentre il gruppo di controllo ha svolto gli stessi argomenti con la medesima suddivisione temporale mediante la didattica tradizionale. L’effetto cronico dell’attività fisica sulle rotazioni mentali è stato analizzato con un test creato ad hoc e composto da 10 items riguardanti le rotazioni nello spazio di diverse figure. L’effetto in acuto sull’attenzione è stato studiato attraverso il test validato di cancellazione dei quadratini tratto dal Manuale “Attenzione e Metacognizione” di Marzocchi (2000). Sono stati inoltre somministrati test e questionari per indagare l’effetto sull’apprendimento della geometria, il livello di comprensione della lingua italiana e l’influenza dell’intervento sulla quantità di attività fisica svolta in classe (PAQ-C). Dalle analisi è risultato un effetto significativo della didattica in movimento sull’attenzione e un effetto positivo sulle rotazioni mentali, mentre non è stato riscontrato alcun miglioramento nei risultati riguardanti il livello di attività fisica svolta.
Attività fisica e funzioni esecutive: l’effetto della didattica in movimento su attenzione e rotazioni mentali nella scuola primaria.
DE VIVO, FRANCESCO
2024/2025
Abstract
Questo studio mira ad analizzare la relazione tra la didattica in movimento e le funzioni esecutive in bambini di quarta elementare. Il focus è stato posto sull’effetto in acuto dell’attività fisica sull’attenzione e sull’effetto cronico sulle rotazioni mentali. Sono stati selezionati due campioni, uno sperimentale e uno di controllo, composti rispettivamente da due classi di 21 (13 M, 8 F) e 23 (11 M, 12 F) alunni. Il gruppo sperimentale ha svolto 3 lezioni di geometria della durata di 2 ore ciascuna attraverso la didattica in movimento, mentre il gruppo di controllo ha svolto gli stessi argomenti con la medesima suddivisione temporale mediante la didattica tradizionale. L’effetto cronico dell’attività fisica sulle rotazioni mentali è stato analizzato con un test creato ad hoc e composto da 10 items riguardanti le rotazioni nello spazio di diverse figure. L’effetto in acuto sull’attenzione è stato studiato attraverso il test validato di cancellazione dei quadratini tratto dal Manuale “Attenzione e Metacognizione” di Marzocchi (2000). Sono stati inoltre somministrati test e questionari per indagare l’effetto sull’apprendimento della geometria, il livello di comprensione della lingua italiana e l’influenza dell’intervento sulla quantità di attività fisica svolta in classe (PAQ-C). Dalle analisi è risultato un effetto significativo della didattica in movimento sull’attenzione e un effetto positivo sulle rotazioni mentali, mentre non è stato riscontrato alcun miglioramento nei risultati riguardanti il livello di attività fisica svolta.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
DeVivo_Francesco.pdf
accesso aperto
Dimensione
805.01 kB
Formato
Adobe PDF
|
805.01 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/99930