L’elemento fondamentale di questo sport sta proprio nell’unire due aspetti che comunemente è difficile trovare insieme, ovvero l’amore e la pratica dello sport unito al fenomeno della disabilità, tutto questo sotto un’unica semplice parola: inclusione. Si può già notare dal nome della disciplina esaminata come questo termine sia l’elemento chiave, infatti BASKIN deriva dall’unione di due parole: BASKET con il suffisso finale IN, iniziale della parola INCLUSIONE. E’ proprio su questo che il Baskin si vuole basare, ossia l’unione tra l’amore per questo magnifico sport, la pallacanestro, e la disabilità, che rappresenta molto spesso un ostacolo per chi vuole praticare un’attività ludica di gruppo. Questo ci dice molto sul fatto che, in questa particolare disciplina, nessuno è escluso, ma tutti possono sperimentare e dare un qualcosa al fine ultimo di divertirsi e di mantenere del sano e produttivo agonismo, oltre ad un immancabile successo sportivo e morale. L’idea iniziale del Baskin è nata proprio dal mettere in primo piano le persone con disabilità facendo in modo di creare una situazione di gioco che permettesse a tutti di esprimersi al massimo, oltre che a creare un ambiente socievole e amichevole. La peculiarità che risalta molto di questa disciplina è che non è la persona a doversi adattare ma è lo sport stesso che è stato progettato per tutti, ognuno secondo le proprie abilità. Fin da subito, sono stato affascinato dall’atmosfera che si respirava in questo mondo bello, ma soprattutto arricchente. Informandomi e partecipando anche ad alcuni corsi di formazione, sono giunto a conoscenza che all’interno del mondo del Baskin esistono dei test specifici creati per visionare e valutare che ogni giocatore sia correttamente inserito nel proprio Ruolo assegnatogli. Questi test sono divisi a seconda del Ruolo da analizzare e variano di intensità e difficoltà; l’obiettivo finale è quello di verificare se effettivamente il soggetto rientra all’interno delle caratteristiche requisite per poter essere nei limiti del Ruolo ad esso indicato, ed eventualmente, capire se deve essere inserito in una categoria superiore o, in casi rari, anche in una categoria inferiore. [...] Osservando questi test, ho voluto informarmi sulla presenza di altre tipologie simili anche al di fuori del Baskin, ma sempre attive nel mondo dello sport non inclusivo, dato il reale interesse di voler sviluppare una mia idea di test che potesse valutare ed incrementare le capacità fisiche di persone con disabilità. Dopo alcune ricerche sono giunto a conoscenza, di un test composto da un percorso a stazioni e andature, dove sono racchiuse tutte le basi dei movimenti motori primari di qualsiasi persona (corsa, salto, presa e lancio) e che permettesse di valutare l’efficienza e le capacità motorie dei ragazzi; il test in questione è il test TEM (Test di Efficienza Motoria). Con questa tesi, quindi, ho voluto raccontare la mia esperienza nell’ambiente del Baskin, dimostrando come questo mondo sia riuscito a condizionarmi a livello emotivo, osservando come molte persone con disabilità, spinte dall’amore per la pallacanestro e dal gioco di squadra, si impegnino per ottenere dei miglioramenti nel corso del tempo. Inoltre, ho centrato questo elaborato nella spiegazione e applicazione del test TEM riadattato, somministrandolo una volta al mese per tutta la stagione sportiva, a ragazzi con disabilità, verificando, ove possibile, un miglioramento a livello motorio.
IL BASKIN ATTRAVERSO GLI OCCHI DELL'ISTRUTTORE: UN PERCORSO DI INCLUSIONE E LA CREAZIONE DI UN TEST DI SVILUPPO MOTORIO
GRANZIERO, PAOLO
2024/2025
Abstract
L’elemento fondamentale di questo sport sta proprio nell’unire due aspetti che comunemente è difficile trovare insieme, ovvero l’amore e la pratica dello sport unito al fenomeno della disabilità, tutto questo sotto un’unica semplice parola: inclusione. Si può già notare dal nome della disciplina esaminata come questo termine sia l’elemento chiave, infatti BASKIN deriva dall’unione di due parole: BASKET con il suffisso finale IN, iniziale della parola INCLUSIONE. E’ proprio su questo che il Baskin si vuole basare, ossia l’unione tra l’amore per questo magnifico sport, la pallacanestro, e la disabilità, che rappresenta molto spesso un ostacolo per chi vuole praticare un’attività ludica di gruppo. Questo ci dice molto sul fatto che, in questa particolare disciplina, nessuno è escluso, ma tutti possono sperimentare e dare un qualcosa al fine ultimo di divertirsi e di mantenere del sano e produttivo agonismo, oltre ad un immancabile successo sportivo e morale. L’idea iniziale del Baskin è nata proprio dal mettere in primo piano le persone con disabilità facendo in modo di creare una situazione di gioco che permettesse a tutti di esprimersi al massimo, oltre che a creare un ambiente socievole e amichevole. La peculiarità che risalta molto di questa disciplina è che non è la persona a doversi adattare ma è lo sport stesso che è stato progettato per tutti, ognuno secondo le proprie abilità. Fin da subito, sono stato affascinato dall’atmosfera che si respirava in questo mondo bello, ma soprattutto arricchente. Informandomi e partecipando anche ad alcuni corsi di formazione, sono giunto a conoscenza che all’interno del mondo del Baskin esistono dei test specifici creati per visionare e valutare che ogni giocatore sia correttamente inserito nel proprio Ruolo assegnatogli. Questi test sono divisi a seconda del Ruolo da analizzare e variano di intensità e difficoltà; l’obiettivo finale è quello di verificare se effettivamente il soggetto rientra all’interno delle caratteristiche requisite per poter essere nei limiti del Ruolo ad esso indicato, ed eventualmente, capire se deve essere inserito in una categoria superiore o, in casi rari, anche in una categoria inferiore. [...] Osservando questi test, ho voluto informarmi sulla presenza di altre tipologie simili anche al di fuori del Baskin, ma sempre attive nel mondo dello sport non inclusivo, dato il reale interesse di voler sviluppare una mia idea di test che potesse valutare ed incrementare le capacità fisiche di persone con disabilità. Dopo alcune ricerche sono giunto a conoscenza, di un test composto da un percorso a stazioni e andature, dove sono racchiuse tutte le basi dei movimenti motori primari di qualsiasi persona (corsa, salto, presa e lancio) e che permettesse di valutare l’efficienza e le capacità motorie dei ragazzi; il test in questione è il test TEM (Test di Efficienza Motoria). Con questa tesi, quindi, ho voluto raccontare la mia esperienza nell’ambiente del Baskin, dimostrando come questo mondo sia riuscito a condizionarmi a livello emotivo, osservando come molte persone con disabilità, spinte dall’amore per la pallacanestro e dal gioco di squadra, si impegnino per ottenere dei miglioramenti nel corso del tempo. Inoltre, ho centrato questo elaborato nella spiegazione e applicazione del test TEM riadattato, somministrandolo una volta al mese per tutta la stagione sportiva, a ragazzi con disabilità, verificando, ove possibile, un miglioramento a livello motorio.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Granziero_Paolo.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.37 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.37 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/99932