I disturbi alimentari rappresentano un fenomeno di crescente rilevanza nella popolazione generale, influenzato da molteplici fattori biologici, psicologici e socioculturali. Tra i modelli teorici utili a comprenderne le dinamiche, la teoria dell’auto-oggettivazione (Fredrickson & Roberts, 1997) offre una chiave di lettura per analizzare il modo in cui il corpo femminile viene interiorizzato come oggetto di osservazione esterna. Il presente lavoro si propone di esplorare la relazione tra processi di auto-oggettivazione, body concealment e body exposure in un gruppo di giovani donne con diagnosi di disturbo alimentare. Lo studio adotta una metodologia qualitativa, basata su un’analisi tematica (Fereday & Muir-Cochrane, 2006) condotta su un focus group composto da sei partecipanti in trattamento in regime di day hospital per disturbi alimentari. L’analisi, articolata in fasi iterative di codifica deduttiva e induttiva, ha permesso di individuare tre macro-temi principali riguardanti il vissuto corporeo, le strategie di nascondimento/esposizione e le dinamiche di auto-osservazione. I risultati evidenziano come il body concealment sia associato a vissuti di vergogna, paura del giudizio e bisogno di protezione, mentre il body exposure si configuri come esperienza ambivalente, oscillante tra vulnerabilità e senso di empowerment. L’auto-oggettivazione emerge come cornice interpretativa, influenzando sia la percezione del corpo come oggetto valutabile sia le strategie comportamentali di gestione della corporeità.
LA RELAZIONE TRA BODY CONCEALMENT, BODY EXPOSURE E AUTO-OGGETTIVAZIONE IN DONNE CON DISTURBO ALIMENTARE: ANALISI DI UN FOCUS GROUP
BANFI, LUDOVICA
2024/2025
Abstract
I disturbi alimentari rappresentano un fenomeno di crescente rilevanza nella popolazione generale, influenzato da molteplici fattori biologici, psicologici e socioculturali. Tra i modelli teorici utili a comprenderne le dinamiche, la teoria dell’auto-oggettivazione (Fredrickson & Roberts, 1997) offre una chiave di lettura per analizzare il modo in cui il corpo femminile viene interiorizzato come oggetto di osservazione esterna. Il presente lavoro si propone di esplorare la relazione tra processi di auto-oggettivazione, body concealment e body exposure in un gruppo di giovani donne con diagnosi di disturbo alimentare. Lo studio adotta una metodologia qualitativa, basata su un’analisi tematica (Fereday & Muir-Cochrane, 2006) condotta su un focus group composto da sei partecipanti in trattamento in regime di day hospital per disturbi alimentari. L’analisi, articolata in fasi iterative di codifica deduttiva e induttiva, ha permesso di individuare tre macro-temi principali riguardanti il vissuto corporeo, le strategie di nascondimento/esposizione e le dinamiche di auto-osservazione. I risultati evidenziano come il body concealment sia associato a vissuti di vergogna, paura del giudizio e bisogno di protezione, mentre il body exposure si configuri come esperienza ambivalente, oscillante tra vulnerabilità e senso di empowerment. L’auto-oggettivazione emerge come cornice interpretativa, influenzando sia la percezione del corpo come oggetto valutabile sia le strategie comportamentali di gestione della corporeità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100070