L’apprendimento associativo implicito rappresenta uno dei processi fondamentali che permettono agli individui di adattarsi all’ambiente, acquisendo nuove conoscenze grazie all’esperienza. In contesti caratterizzati da elevata variabilità ambientale, dove le relazioni tra stimoli ed eventi possono mutare velocemente, la capacità di estrarre regolarità risulta fondamentale. È stato evidenziato come nei bambini con disturbi del neurosviluppo, in particolare nel Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) tale capacità risulta compromessa. Partendo da questo quadro, si è voluto indagare se la vulnerabilità genetica presente nei Siblings (fratelli o sorelle) di bambini ADHD, abbia un impatto sull’apprendimento associativo implicito. Il presente elaborato si inserisce all’interno del progetto di ricerca CALM (sviluppo del Controllo Cognitivo Adattivo: un lavoro multicentrico), il cui obiettivo è esplorare le traiettorie di sviluppo delle capacità di regolazione attentiva, emotiva e comportamentale in risposta a richieste ambientali volatili in bambini con sviluppo tipico (TD), con sviluppo atipico (ADHD, DSA, ASD, etc.) e soggetti a rischio (Siblings). In particolare, questo elaborato si è concentrato sull’indagare come la vulnerabilità genetica e la volatilità ambientale influenzano l’apprendimento associativo implicito, confrontando bambini ADHD con i Siblings e il gruppo di controllo. Per il presente studio è stato utilizzato un compito sperimentale di apprendimento associativo dinamico (Dynamic Associative Learning Task - DAL) denominato Mario task (Stefanelli et al.; in prep.). Il compito è stato somministrato ad un campione di 466 partecipanti di età compresa tra i 4 e i 14 anni. Dopo aver applicato i criteri di esclusione (e.g, performance) il campione finale risulta composto da 403 partecipanti (TD: 218, Sviluppo atipico: 185). I dati analizzati nel presente elaborato riguardano un sottocampione composto da 42 bambini (14 per gruppo: ADHD, siblings, controlli) abbianti per sesso e età cronologica. Sono stati analizzati i tempi di reazione (RT) e l’accuratezza come misure dell’efficacia dell’apprendimento implicito in contesti volatili. Le analisi dei dati hanno evidenziato un’interazione significativa tra associazione, tipo di blocco e gruppo. I risultati mostrano che i bambini con sviluppo tipico presentano una migliore capacità di apprendimento e aggiornamento delle associazioni implicite nei blocchi predittivi, mentre i bambini con ADHD evidenziano una difficoltà nel modulare le proprie risposte in funzione della volatilità ambientale. I siblings, pur mostrando prestazioni più simili ai controlli rispetto al gruppo clinico, manifestano un andamento intermedio, suggerendo la presenza di una vulnerabilità cognitiva condivisa ma non di rilevanza clinica. Questi risultati mettono in luce come la capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali rappresenti un aspetto cruciale dei processi di apprendimento implicito e come tale abilità possa essere influenzata da fattori di vulnerabilità genetica. L’evidenza di un profilo intermedio nei siblings sostiene l’idea di una continuità tra popolazione clinica e sviluppo tipico, offrendo nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi cognitivi alla base dell’ADHD e per l’individuazione precoce di indicatori di rischio.
Il ruolo della vulnerabilità genetica e della volatilità ambientale nell'apprendimento associativo implicito: confronto tra ADHD, Siblings e sviluppo tipico
ERMINI, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
L’apprendimento associativo implicito rappresenta uno dei processi fondamentali che permettono agli individui di adattarsi all’ambiente, acquisendo nuove conoscenze grazie all’esperienza. In contesti caratterizzati da elevata variabilità ambientale, dove le relazioni tra stimoli ed eventi possono mutare velocemente, la capacità di estrarre regolarità risulta fondamentale. È stato evidenziato come nei bambini con disturbi del neurosviluppo, in particolare nel Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) tale capacità risulta compromessa. Partendo da questo quadro, si è voluto indagare se la vulnerabilità genetica presente nei Siblings (fratelli o sorelle) di bambini ADHD, abbia un impatto sull’apprendimento associativo implicito. Il presente elaborato si inserisce all’interno del progetto di ricerca CALM (sviluppo del Controllo Cognitivo Adattivo: un lavoro multicentrico), il cui obiettivo è esplorare le traiettorie di sviluppo delle capacità di regolazione attentiva, emotiva e comportamentale in risposta a richieste ambientali volatili in bambini con sviluppo tipico (TD), con sviluppo atipico (ADHD, DSA, ASD, etc.) e soggetti a rischio (Siblings). In particolare, questo elaborato si è concentrato sull’indagare come la vulnerabilità genetica e la volatilità ambientale influenzano l’apprendimento associativo implicito, confrontando bambini ADHD con i Siblings e il gruppo di controllo. Per il presente studio è stato utilizzato un compito sperimentale di apprendimento associativo dinamico (Dynamic Associative Learning Task - DAL) denominato Mario task (Stefanelli et al.; in prep.). Il compito è stato somministrato ad un campione di 466 partecipanti di età compresa tra i 4 e i 14 anni. Dopo aver applicato i criteri di esclusione (e.g, performance) il campione finale risulta composto da 403 partecipanti (TD: 218, Sviluppo atipico: 185). I dati analizzati nel presente elaborato riguardano un sottocampione composto da 42 bambini (14 per gruppo: ADHD, siblings, controlli) abbianti per sesso e età cronologica. Sono stati analizzati i tempi di reazione (RT) e l’accuratezza come misure dell’efficacia dell’apprendimento implicito in contesti volatili. Le analisi dei dati hanno evidenziato un’interazione significativa tra associazione, tipo di blocco e gruppo. I risultati mostrano che i bambini con sviluppo tipico presentano una migliore capacità di apprendimento e aggiornamento delle associazioni implicite nei blocchi predittivi, mentre i bambini con ADHD evidenziano una difficoltà nel modulare le proprie risposte in funzione della volatilità ambientale. I siblings, pur mostrando prestazioni più simili ai controlli rispetto al gruppo clinico, manifestano un andamento intermedio, suggerendo la presenza di una vulnerabilità cognitiva condivisa ma non di rilevanza clinica. Questi risultati mettono in luce come la capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali rappresenti un aspetto cruciale dei processi di apprendimento implicito e come tale abilità possa essere influenzata da fattori di vulnerabilità genetica. L’evidenza di un profilo intermedio nei siblings sostiene l’idea di una continuità tra popolazione clinica e sviluppo tipico, offrendo nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi cognitivi alla base dell’ADHD e per l’individuazione precoce di indicatori di rischio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100155