Il volontariato è oggi una pratica sempre più diffusa, che però inevitabilmente espone i partecipanti al contatto diretto con la sofferenza. Ciò rende necessaria la presenza di risorse psicologiche che proteggano da rischi come il burnout e l’affaticamento emotivo. In questo senso si possono menzionare compassione, resilienza e motivazione come fattori di protezione rispetto a quanto affermato. La compassione, intesa come sensibilità alla sofferenza altrui accompagnata dal desiderio di alleviarla (Goetz et al., 2010; Hayden et al., 2022), rappresenta una risorsa centrale, ma può divenire fonte di stress se non sostenuta da adeguati meccanismi di regolazione emotiva. La self-compassion, secondo il modello di Neff (2023), consiste nella capacità di rivolgere gentilezza, umanità condivisa e consapevolezza verso sé stessi, costituendo un fattore protettivo associato al benessere dei volontari (Mason et al., 2022). In sinergia, la resilienza, intesa come processo dinamico di adattamento (Troy et al., 2023), contribuisce a mantenere equilibrio e significato nell’esperienza di aiuto. La motivazione, invece, è il motore stesso dell'agire prosociale, soprattutto quando orientata da valori intrinseci e non da elementi esterni al soggetto. Nel presente elaborato viene proposta dunque una ricerca sperimentale condotta su 20 volontari dell'associazione fiorentina Noi Per Voi ODV, ai quali sono stati somministrati dei questionari self-report che hanno consentito d'indagare proprio le tematiche sopra descritte. I risultati, seppur non completamente sufficienti per confermare le ipotesi di ricerca data la bassa numerosità campionaria, sostengono la letteratura. Fare volontariato è un dare e ricevere, un creare continuo di significati con l'altro. La nicchia di cura che si crea è uno spazio dove sia l'agente che l'utente vengono ad arricchirsi, e capire come tutelarli in questo è fondamentale per consentire benessere psicologico di entrambe le parti.
Volontariato e benessere: uno studio empirico su resilienza, compassione, motivazione e burnout
MARRI, MARTA
2024/2025
Abstract
Il volontariato è oggi una pratica sempre più diffusa, che però inevitabilmente espone i partecipanti al contatto diretto con la sofferenza. Ciò rende necessaria la presenza di risorse psicologiche che proteggano da rischi come il burnout e l’affaticamento emotivo. In questo senso si possono menzionare compassione, resilienza e motivazione come fattori di protezione rispetto a quanto affermato. La compassione, intesa come sensibilità alla sofferenza altrui accompagnata dal desiderio di alleviarla (Goetz et al., 2010; Hayden et al., 2022), rappresenta una risorsa centrale, ma può divenire fonte di stress se non sostenuta da adeguati meccanismi di regolazione emotiva. La self-compassion, secondo il modello di Neff (2023), consiste nella capacità di rivolgere gentilezza, umanità condivisa e consapevolezza verso sé stessi, costituendo un fattore protettivo associato al benessere dei volontari (Mason et al., 2022). In sinergia, la resilienza, intesa come processo dinamico di adattamento (Troy et al., 2023), contribuisce a mantenere equilibrio e significato nell’esperienza di aiuto. La motivazione, invece, è il motore stesso dell'agire prosociale, soprattutto quando orientata da valori intrinseci e non da elementi esterni al soggetto. Nel presente elaborato viene proposta dunque una ricerca sperimentale condotta su 20 volontari dell'associazione fiorentina Noi Per Voi ODV, ai quali sono stati somministrati dei questionari self-report che hanno consentito d'indagare proprio le tematiche sopra descritte. I risultati, seppur non completamente sufficienti per confermare le ipotesi di ricerca data la bassa numerosità campionaria, sostengono la letteratura. Fare volontariato è un dare e ricevere, un creare continuo di significati con l'altro. La nicchia di cura che si crea è uno spazio dove sia l'agente che l'utente vengono ad arricchirsi, e capire come tutelarli in questo è fondamentale per consentire benessere psicologico di entrambe le parti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100230