In questo elaborato, a seguito di una riesamina sulla natura della creatività attraverso le cornici teoriche classiche di studio (Guilford, 1950; Rhodes, 1961; Torrance, 1967; Runco & Jaeger, 2012), concentrandosi sulle abilità cognitive che lo sostengono (Gilhooly et al., 2007; Diamond, 2013; Xia et al., 2022; Pasarín-Lavín et al., 2023; Hernandez Sibo et al., 2024) e gli strumenti di valutazione utilizzati per la sua misurazione (Guilford, 1967; Torrance, 1974; 1981, Hoicka, 2013). A seguito dell’approfondimento della cornice teorica dell’embodied cognition (Wilson, 2002; Marmeleira & Duarte Santos, 2019; Pearce & Miller;2025) e dello sviluppo delle competenze motorie (van der Fels et al., 2015; Zeng et al., 2017; Capio et al., 2024) è stata approfondita la relazione tra le competenze motorie, nello specifico le abilità fino motorie, e il pensiero divergente in un campione di bambini in età prescolare, grazie all’uso dell’Unusual Box Test (Hoicka, 2013). Indagando in che modo le prassie, le abilità di manipolazione oggetti, afferramento e potessero contribuire alla produzione di idee e comportamenti creativi, sono state rilevate delle differenze di genere per le abilità fino motorie, a favore del genere femminile, in linea con altre evidenze in letteratura (Peyre et al., 2019; Bondi et al., 2022). Inoltre, i risultati confermano come le competenze motorie migliorino progressivamente all’aumentare dell’età, in accordo con precedenti studi (Diamond, 2000; van der Fels et al., 2015; Zeng et al., 2017; Capio et al., 2024). Misurando il pensiero divergente attraverso l’impiego dell’Unusual Box (Hoicka, 2013), è stata rilevata una correlazione positiva significativa tra gli indici di Fluenza ed Originalità. Infine, i risultati presentano una correlazione negativa tra gli indici di manipolazione e Fluenza, in direzione opposta rispetto ad altre evidenze empiriche (Hoicka, 2013; Bijvoet van den Berg, 2014; Vasilopulos, 2024). Questo effetto potrebbe riflettere la tendenza, nei soggetti in possesso di buone competenze fino-motorie, a manipolare maggiormente l’oggetto in sé, in virtù del suo elevato grado di novità, influenzando così la quantità di azioni oggetto-scatola eseguite, le quali hanno un peso maggiore rispetto a quelle solo sull’oggetto in fase di codifica. Il limite principale di questo studio si individua nella dimensione ridotta del campione, che ne limita la potenza statistica e la generalizzabiltà dei risultati. Inoltre, tutti i partecipanti provenivano dalla medesima scuola dell’infanzia: la condivisione dello stesso contesto educativo e socio-cultuale può ridurre la variabilità interindividuale per quanto riguarda esperienze motorie, linguistiche o creative, riducendo la rappresentatività dei dati. Il progetto da cui trae origine questa tesi permetterà di ampliare notevolmente il campione, consentendo di superare il principale limite dello studio; i nuovi partecipanti verranno reclutati da altre scuole permettendo di controllare in modo più efficace influenza dei fattori educativi e socio-culturali sulla globalità dei risultati. Il rapporto tra competenze motorie e pensiero divergente in età prescolare è un campo di indagine sicuramente interessante e prospettive, sia per i bambini monolingui che per quelli bilingui; sebbene l’ipotesi sperimentale sul ruolo delle competenze motorie nel pensiero divergente, misurato mediante l’Unusual Box Test, non sia stata confermata, i risultati prodotti aprono la strada ad ulteriori ricerche che, sopperendo ai limiti della presente, possano meglio evidenziare in modo più accurato la natura complessa di questo rapporto.
Competenze motorie e pensiero divergente in età prescolare: un’indagine esplorativa
SALUTINI, TOMMASO
2024/2025
Abstract
In questo elaborato, a seguito di una riesamina sulla natura della creatività attraverso le cornici teoriche classiche di studio (Guilford, 1950; Rhodes, 1961; Torrance, 1967; Runco & Jaeger, 2012), concentrandosi sulle abilità cognitive che lo sostengono (Gilhooly et al., 2007; Diamond, 2013; Xia et al., 2022; Pasarín-Lavín et al., 2023; Hernandez Sibo et al., 2024) e gli strumenti di valutazione utilizzati per la sua misurazione (Guilford, 1967; Torrance, 1974; 1981, Hoicka, 2013). A seguito dell’approfondimento della cornice teorica dell’embodied cognition (Wilson, 2002; Marmeleira & Duarte Santos, 2019; Pearce & Miller;2025) e dello sviluppo delle competenze motorie (van der Fels et al., 2015; Zeng et al., 2017; Capio et al., 2024) è stata approfondita la relazione tra le competenze motorie, nello specifico le abilità fino motorie, e il pensiero divergente in un campione di bambini in età prescolare, grazie all’uso dell’Unusual Box Test (Hoicka, 2013). Indagando in che modo le prassie, le abilità di manipolazione oggetti, afferramento e potessero contribuire alla produzione di idee e comportamenti creativi, sono state rilevate delle differenze di genere per le abilità fino motorie, a favore del genere femminile, in linea con altre evidenze in letteratura (Peyre et al., 2019; Bondi et al., 2022). Inoltre, i risultati confermano come le competenze motorie migliorino progressivamente all’aumentare dell’età, in accordo con precedenti studi (Diamond, 2000; van der Fels et al., 2015; Zeng et al., 2017; Capio et al., 2024). Misurando il pensiero divergente attraverso l’impiego dell’Unusual Box (Hoicka, 2013), è stata rilevata una correlazione positiva significativa tra gli indici di Fluenza ed Originalità. Infine, i risultati presentano una correlazione negativa tra gli indici di manipolazione e Fluenza, in direzione opposta rispetto ad altre evidenze empiriche (Hoicka, 2013; Bijvoet van den Berg, 2014; Vasilopulos, 2024). Questo effetto potrebbe riflettere la tendenza, nei soggetti in possesso di buone competenze fino-motorie, a manipolare maggiormente l’oggetto in sé, in virtù del suo elevato grado di novità, influenzando così la quantità di azioni oggetto-scatola eseguite, le quali hanno un peso maggiore rispetto a quelle solo sull’oggetto in fase di codifica. Il limite principale di questo studio si individua nella dimensione ridotta del campione, che ne limita la potenza statistica e la generalizzabiltà dei risultati. Inoltre, tutti i partecipanti provenivano dalla medesima scuola dell’infanzia: la condivisione dello stesso contesto educativo e socio-cultuale può ridurre la variabilità interindividuale per quanto riguarda esperienze motorie, linguistiche o creative, riducendo la rappresentatività dei dati. Il progetto da cui trae origine questa tesi permetterà di ampliare notevolmente il campione, consentendo di superare il principale limite dello studio; i nuovi partecipanti verranno reclutati da altre scuole permettendo di controllare in modo più efficace influenza dei fattori educativi e socio-culturali sulla globalità dei risultati. Il rapporto tra competenze motorie e pensiero divergente in età prescolare è un campo di indagine sicuramente interessante e prospettive, sia per i bambini monolingui che per quelli bilingui; sebbene l’ipotesi sperimentale sul ruolo delle competenze motorie nel pensiero divergente, misurato mediante l’Unusual Box Test, non sia stata confermata, i risultati prodotti aprono la strada ad ulteriori ricerche che, sopperendo ai limiti della presente, possano meglio evidenziare in modo più accurato la natura complessa di questo rapporto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100315