The Italian reception system for people seeking asylum currently relies largely on the Emergency Reception Centers (Centri di Accoglienza Straordinaria - CAS), facilities that were originally created as an emergency response but have in practice become a structural and ordinary component of institutional hospitality. Despite their widespread presence, scientific research on these settings remains limited, particularly regarding the daily experiences of those who work and live there. This paper is situated within this context, as part of the C.A.S. Project – Costruiamo Ambienti Sicuri, which aims to explore psychosocial well-being in the CAS facilities in the Padua area. Using a participatory action research approach, the study involved the implementation of three complementary tools: a Photovoice project with 22 asylum seekers, participant observations in three CAS, and semi-structured interviews with social workers. This combination allowed us to understand how the same dynamics are perceived and interpreted by both actors in the reception system, highlighting similarities and discrepancies between the daily experiences of beneficiaries and the professional interpretations. The collected materials reveal diverse yet interconnected representations of life in reception centers: on one hand, the condition of suspension, boredom, uncertainty, and dependency that shapes the everyday lives of asylum seekers; on the other, the existence of relational resources and both formal and informal support networks. The findings seem to suggest that well-being in CAS depends not only on the material resources provided but also on the possibility of self-determination and the establishment of recognized relationships. The use of participatory methods and the comparison of different perspectives within the reception system prove to be crucial tools for giving voice to lived experiences and fostering a deeper and more shared understanding of life within reception centers.

Il sistema di accoglienza italiano per persone richiedenti asilo si regge oggi in larga parte sui Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), strutture nate come risposta emergenziale ma di fatto divenute un dispositivo strutturale e ordinario dell’ospitalità istituzionale. Nonostante la loro diffusione, la ricerca scientifica su questi contesti risulta ancora limitata, in particolare rispetto al vissuto quotidiano di chi vi opera e di chi vi vive. Il presente elaborato si inserisce in questa cornice, all’interno del Progetto C.A.S. – Costruiamo Ambienti Sicuri, che si pone l’obiettivo di esplorare il benessere psicosociale nei CAS del territorio di Padova. Lo studio, utilizzando il metodo di ricerca-azione partecipata, ha previsto l'implementazione di tre strumenti complementari: un percorso di Photovoice con 22 persone richiedenti asilo, osservazioni partecipate in tre CAS e interviste semi-strutturate con operatori e operatrici sociali. Questa combinazione ha permesso di cogliere come le stesse dinamiche vengano percepite e interpretate da entrambi gli attori dell’accoglienza, evidenziando consonanze e discrepanze tra i vissuti quotidiani dei beneficiari e le letture professionali. Dai materiali raccolti emergono rappresentazioni differenziate ma interconnesse del vivere in accoglienza: da un lato, la condizione di sospensione, noia, incertezza e dipendenza che caratterizza la quotidianità per le persone richiedenti asilo; dall’altro, la presenza di risorse relazionali e reti di supporto formali e informali. I risultati sembrano evidenziare come il benessere nei CAS non dipenda solo dalle risorse materiali offerte, ma dalla possibilità di autodeterminarsi e di abitare relazioni riconosciute. L’impiego di metodologie partecipative e il confronto tra le diverse prospettive dell’accoglienza si rivelano strumenti cruciali per restituire voce alle esperienze vissute e promuovere una comprensione più profonda e condivisa del vivere in accoglienza.

Fattori di rischio per il benessere psicologico delle persone richiedenti asilo nei Centri di Accoglienza Straordinaria: una ricerca-azione partecipata

TORTORELLA, ILARIA
2024/2025

Abstract

The Italian reception system for people seeking asylum currently relies largely on the Emergency Reception Centers (Centri di Accoglienza Straordinaria - CAS), facilities that were originally created as an emergency response but have in practice become a structural and ordinary component of institutional hospitality. Despite their widespread presence, scientific research on these settings remains limited, particularly regarding the daily experiences of those who work and live there. This paper is situated within this context, as part of the C.A.S. Project – Costruiamo Ambienti Sicuri, which aims to explore psychosocial well-being in the CAS facilities in the Padua area. Using a participatory action research approach, the study involved the implementation of three complementary tools: a Photovoice project with 22 asylum seekers, participant observations in three CAS, and semi-structured interviews with social workers. This combination allowed us to understand how the same dynamics are perceived and interpreted by both actors in the reception system, highlighting similarities and discrepancies between the daily experiences of beneficiaries and the professional interpretations. The collected materials reveal diverse yet interconnected representations of life in reception centers: on one hand, the condition of suspension, boredom, uncertainty, and dependency that shapes the everyday lives of asylum seekers; on the other, the existence of relational resources and both formal and informal support networks. The findings seem to suggest that well-being in CAS depends not only on the material resources provided but also on the possibility of self-determination and the establishment of recognized relationships. The use of participatory methods and the comparison of different perspectives within the reception system prove to be crucial tools for giving voice to lived experiences and fostering a deeper and more shared understanding of life within reception centers.
2024
Risk factors for psychological well-being among asylum seekers in emergency reception centers: a participatory action research
Il sistema di accoglienza italiano per persone richiedenti asilo si regge oggi in larga parte sui Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), strutture nate come risposta emergenziale ma di fatto divenute un dispositivo strutturale e ordinario dell’ospitalità istituzionale. Nonostante la loro diffusione, la ricerca scientifica su questi contesti risulta ancora limitata, in particolare rispetto al vissuto quotidiano di chi vi opera e di chi vi vive. Il presente elaborato si inserisce in questa cornice, all’interno del Progetto C.A.S. – Costruiamo Ambienti Sicuri, che si pone l’obiettivo di esplorare il benessere psicosociale nei CAS del territorio di Padova. Lo studio, utilizzando il metodo di ricerca-azione partecipata, ha previsto l'implementazione di tre strumenti complementari: un percorso di Photovoice con 22 persone richiedenti asilo, osservazioni partecipate in tre CAS e interviste semi-strutturate con operatori e operatrici sociali. Questa combinazione ha permesso di cogliere come le stesse dinamiche vengano percepite e interpretate da entrambi gli attori dell’accoglienza, evidenziando consonanze e discrepanze tra i vissuti quotidiani dei beneficiari e le letture professionali. Dai materiali raccolti emergono rappresentazioni differenziate ma interconnesse del vivere in accoglienza: da un lato, la condizione di sospensione, noia, incertezza e dipendenza che caratterizza la quotidianità per le persone richiedenti asilo; dall’altro, la presenza di risorse relazionali e reti di supporto formali e informali. I risultati sembrano evidenziare come il benessere nei CAS non dipenda solo dalle risorse materiali offerte, ma dalla possibilità di autodeterminarsi e di abitare relazioni riconosciute. L’impiego di metodologie partecipative e il confronto tra le diverse prospettive dell’accoglienza si rivelano strumenti cruciali per restituire voce alle esperienze vissute e promuovere una comprensione più profonda e condivisa del vivere in accoglienza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100347