La tesi approfondisce il ruolo della famiglia come contesto pedagogico fondamentale nello sviluppo del minore, soffermandosi in particolare sulle trasformazioni sociali e culturali che hanno modificato strutture, ruoli e funzioni nel corso del tempo. L'obiettivo principale dell'elaborato è indagare in che modo i cambiamenti nelle forme genitoriali incidano sullo sviluppo del bambino e riflettere, in una prospettiva pedagogica e psicologica, su come sia possibile interrompere la trasmissione intergenerazionale di stili educativi disfunzionali attraverso percorsi di cura e accompagnamento. Il primo capitolo si concentra sull'evoluzione storica del concetto di famiglia, mettendo in luce la crescente pluralizzazione delle sue forme nella società contemporanea e l'emergere di nuovi stili genitoriali. Viene sottolineata l'importanza dei primi mille giorni di vita per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino e il peso della famiglia come il primo ambiente relazionale in cui si costruiscono le basi dell'identità individuale e delle competenze emotive. Il secondo capitolo entra nel merito delle situazioni di fragilità familiare, analizzando il concetto di vulnerabilità e le sue implicazioni educative. Si approfondiscono le diverse forme di maltrattamento e il concetto di resilienza, intesa come la capacità dei bambini di attivare risorse interiori e relazionali per fronteggiare situazioni avverse. Il terzo capitolo presenta una riflessione del tirocinio formativo svolto presso la Comunità diurna Ramaloch, struttura che accoglie minori dai 12 ai 18 anni provenienti da contesti familiari complessi. Dopo una breve contestualizzazione storica del modello comunitario, il focus si sposta su un caso emblematico che ha permesso di osservare direttamente il potenziale educativo della comunità come luogo di cura e riparazione. Viene approfondito il ruolo dell'educatore, figura centrale nella relazione d'aiuto capace di offrire modelli di sostegno alla famiglia e di sostenere il minore nella costruzione di una nuova narrazione di sé. L'educatore si configura come un ponte tra passato e futuro, tra esperienza traumatica e possibilità di trasformazione. In sintesi, il presente elaborato intende offrire uno sguardo pedagogico sula possibilità di cambiamento attraverso la relazione educativa e la valorizzazione di contesti di cura di sostegno alla famiglia.
Educare oltre il trauma: il ruolo della comunità nel contrastare le disfunzionalità della trasmissione intergenerazionale
BONOTTO, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
La tesi approfondisce il ruolo della famiglia come contesto pedagogico fondamentale nello sviluppo del minore, soffermandosi in particolare sulle trasformazioni sociali e culturali che hanno modificato strutture, ruoli e funzioni nel corso del tempo. L'obiettivo principale dell'elaborato è indagare in che modo i cambiamenti nelle forme genitoriali incidano sullo sviluppo del bambino e riflettere, in una prospettiva pedagogica e psicologica, su come sia possibile interrompere la trasmissione intergenerazionale di stili educativi disfunzionali attraverso percorsi di cura e accompagnamento. Il primo capitolo si concentra sull'evoluzione storica del concetto di famiglia, mettendo in luce la crescente pluralizzazione delle sue forme nella società contemporanea e l'emergere di nuovi stili genitoriali. Viene sottolineata l'importanza dei primi mille giorni di vita per lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale del bambino e il peso della famiglia come il primo ambiente relazionale in cui si costruiscono le basi dell'identità individuale e delle competenze emotive. Il secondo capitolo entra nel merito delle situazioni di fragilità familiare, analizzando il concetto di vulnerabilità e le sue implicazioni educative. Si approfondiscono le diverse forme di maltrattamento e il concetto di resilienza, intesa come la capacità dei bambini di attivare risorse interiori e relazionali per fronteggiare situazioni avverse. Il terzo capitolo presenta una riflessione del tirocinio formativo svolto presso la Comunità diurna Ramaloch, struttura che accoglie minori dai 12 ai 18 anni provenienti da contesti familiari complessi. Dopo una breve contestualizzazione storica del modello comunitario, il focus si sposta su un caso emblematico che ha permesso di osservare direttamente il potenziale educativo della comunità come luogo di cura e riparazione. Viene approfondito il ruolo dell'educatore, figura centrale nella relazione d'aiuto capace di offrire modelli di sostegno alla famiglia e di sostenere il minore nella costruzione di una nuova narrazione di sé. L'educatore si configura come un ponte tra passato e futuro, tra esperienza traumatica e possibilità di trasformazione. In sintesi, il presente elaborato intende offrire uno sguardo pedagogico sula possibilità di cambiamento attraverso la relazione educativa e la valorizzazione di contesti di cura di sostegno alla famiglia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100416