Il calcio è lo sport più antico e popolare al mondo, che ha saputo unire generazioni, culture e paesi diversi tra loro, accomunati da un’unica lingua: quella del pallone. Nato ufficialmente in Inghilterra nel 1863 con la fondazione della Football Association, il calcio è dapprima un’attività sostanzialmente associazionistico-ricreativa da usufruirne nel tempo libero con amici e per il mantenimento del benessere fisico. Ad oggi, invece, è diventato più di un passatempo e più di uno sport, perché muove coscienze, politiche e sposta grossi capitali di denaro contando ogni anno in tutto il mondo miliardi di tifosi che grazie al calcio rivendicano una propria identità, territoriale, nazionale o etnica che sia, che in altri contesti quotidiani non troverebbero. Universalmente viene riconosciuta l’enorme popolarità che ha raggiunto questo sport, ma il suo impatto sociale non è lo stesso per tutti i paesi. In Italia, ad esempio, il tifo calcistico ha una dimensione di elevata emotività, in particolare a Napoli, dove il calcio viene vissuto con un’intensità di passione che si fatica a trovare in altre città al mondo. Qui il calcio è una parte integrante della vita quotidiana che tocca ogni strato sociale unendo un’intera collettività sotto un unico cielo azzurro, lo stesso colore della maglia indossata dai giocatori partenopei quando scendono in campo allo Stadio Diego Armando Maradona (ex stadio San Paolo). Lo stadio è stato intitolato alla sua memoria dal dicembre 2020, circa un mese dopo la sua scomparsa, per onorare eternamente la leggenda del pibe de oro, che a Napoli è tutt’altro che uno dei tanti ottimi giocatori passati a calcare quel prato verde, lui è il giocatore per eccellenza, ma non basta, è un’istituzione, un Dio da venerare. Nato a Buenos Aires il 30 ottobre 1960, Maradona mostra un talento sconfinato fin da giovanissimo come testimonia l’esordio tra i professionisti a soli quindici anni con l’Argentinos Juniors, dove giocherà per cinque anni, per poi passare al Boca Juniors e successivamente al Barcellona nel 1982, nei quali vivrà due anni non facili a livello calcistico. Ma è l’estate del 1984 che segnerà una svolta per lui e la sua carriera, infatti dopo lunghe trattative il giocatore argentino viene acquistato dal Napoli, dove ad accoglierlo ci saranno decine di migliaia di tifosi entusiasti. Mai prima d’ora una stella del calcio mondiale aveva scelto di giocare per una squadra del sud Italia, in una realtà che ancora non poteva competere con i principali centri di potere calcistico come potevano esserlo il Nord Italia. Diventa allora fondamentale in questa tesi cercare di analizzare il ruolo simbolico, identitario e culturale che la figura di Diego Armando Maradona ha avuto per i napoletani, partendo dagli aspetti sociali peculiari della città in relazione al giocatore argentino, a tal punto che ancora oggi si rivela essere una figura centrale nella cultura popolare partenopea, adottando uno sguardo razionale a tratti critico, analizzando anche gli aspetti meno elogiativi del calciatore come le questioni etiche spesso ignorate, messe in ombra dalla sua santificazione sociale.

Il calcio come fenomeno sociale: il legame tra Diego Armando Maradona e la città di Napoli

MENATO, ALESSIO
2024/2025

Abstract

Il calcio è lo sport più antico e popolare al mondo, che ha saputo unire generazioni, culture e paesi diversi tra loro, accomunati da un’unica lingua: quella del pallone. Nato ufficialmente in Inghilterra nel 1863 con la fondazione della Football Association, il calcio è dapprima un’attività sostanzialmente associazionistico-ricreativa da usufruirne nel tempo libero con amici e per il mantenimento del benessere fisico. Ad oggi, invece, è diventato più di un passatempo e più di uno sport, perché muove coscienze, politiche e sposta grossi capitali di denaro contando ogni anno in tutto il mondo miliardi di tifosi che grazie al calcio rivendicano una propria identità, territoriale, nazionale o etnica che sia, che in altri contesti quotidiani non troverebbero. Universalmente viene riconosciuta l’enorme popolarità che ha raggiunto questo sport, ma il suo impatto sociale non è lo stesso per tutti i paesi. In Italia, ad esempio, il tifo calcistico ha una dimensione di elevata emotività, in particolare a Napoli, dove il calcio viene vissuto con un’intensità di passione che si fatica a trovare in altre città al mondo. Qui il calcio è una parte integrante della vita quotidiana che tocca ogni strato sociale unendo un’intera collettività sotto un unico cielo azzurro, lo stesso colore della maglia indossata dai giocatori partenopei quando scendono in campo allo Stadio Diego Armando Maradona (ex stadio San Paolo). Lo stadio è stato intitolato alla sua memoria dal dicembre 2020, circa un mese dopo la sua scomparsa, per onorare eternamente la leggenda del pibe de oro, che a Napoli è tutt’altro che uno dei tanti ottimi giocatori passati a calcare quel prato verde, lui è il giocatore per eccellenza, ma non basta, è un’istituzione, un Dio da venerare. Nato a Buenos Aires il 30 ottobre 1960, Maradona mostra un talento sconfinato fin da giovanissimo come testimonia l’esordio tra i professionisti a soli quindici anni con l’Argentinos Juniors, dove giocherà per cinque anni, per poi passare al Boca Juniors e successivamente al Barcellona nel 1982, nei quali vivrà due anni non facili a livello calcistico. Ma è l’estate del 1984 che segnerà una svolta per lui e la sua carriera, infatti dopo lunghe trattative il giocatore argentino viene acquistato dal Napoli, dove ad accoglierlo ci saranno decine di migliaia di tifosi entusiasti. Mai prima d’ora una stella del calcio mondiale aveva scelto di giocare per una squadra del sud Italia, in una realtà che ancora non poteva competere con i principali centri di potere calcistico come potevano esserlo il Nord Italia. Diventa allora fondamentale in questa tesi cercare di analizzare il ruolo simbolico, identitario e culturale che la figura di Diego Armando Maradona ha avuto per i napoletani, partendo dagli aspetti sociali peculiari della città in relazione al giocatore argentino, a tal punto che ancora oggi si rivela essere una figura centrale nella cultura popolare partenopea, adottando uno sguardo razionale a tratti critico, analizzando anche gli aspetti meno elogiativi del calciatore come le questioni etiche spesso ignorate, messe in ombra dalla sua santificazione sociale.
2024
Football as a Social Phenomenon: The Relationship between Diego Armando Maradona and Naples
Napoli
Maradona
Legame
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/100440