La tesi esamina il rebranding come strumento strategico utilizzato dalle aziende, nello specifico in ambito automotive. Dopo una prima analisi teorica che affronta il rebranding in maniera più organica, il lavoro entra nello specifico analizzando quattro casi emblematici di rebranding in ambito automotive: MINI, FIAT 500, VW Maggiolino e infine Jaguar, in maniera da dare una lettura poliedrica dell'utilizzo del rebranding in questo contesto specifico, permettendo di analizzarne vantaggi e svantaggi, e, nello specifico, in quali casi lo strumento si è rivelato utile per rinnovare il brand e l'immagine del marchio che ne fa uso. I risultati mostrano che il rebranding è efficace quando conserva un nucleo identitario riconoscibile, lo traduce in forme contemporanee e procede con una sequenza coerente tra prodotto e comunicazione, supportata da una governance chiara e da metriche orientate all’esperienza (qualità percepita, affidabilità, usabilità, disponibilità a pagare). MINI e FIAT 500 esemplificano un rilancio riuscito grazie all’integrazione di heritage e design attuale, il Maggiolino evidenzia i limiti di un richiamo simbolico non sostenuto da un allineamento funzionale e di posizionamento, Jaguar mette in luce rischi e opportunità di un riposizionamento radicale in un contesto di elettrificazione e lusso tecnologico.
IL REBRANDING IN AMBITO AUTOMOTIVE
CALDART, CRISTIANO
2024/2025
Abstract
La tesi esamina il rebranding come strumento strategico utilizzato dalle aziende, nello specifico in ambito automotive. Dopo una prima analisi teorica che affronta il rebranding in maniera più organica, il lavoro entra nello specifico analizzando quattro casi emblematici di rebranding in ambito automotive: MINI, FIAT 500, VW Maggiolino e infine Jaguar, in maniera da dare una lettura poliedrica dell'utilizzo del rebranding in questo contesto specifico, permettendo di analizzarne vantaggi e svantaggi, e, nello specifico, in quali casi lo strumento si è rivelato utile per rinnovare il brand e l'immagine del marchio che ne fa uso. I risultati mostrano che il rebranding è efficace quando conserva un nucleo identitario riconoscibile, lo traduce in forme contemporanee e procede con una sequenza coerente tra prodotto e comunicazione, supportata da una governance chiara e da metriche orientate all’esperienza (qualità percepita, affidabilità, usabilità, disponibilità a pagare). MINI e FIAT 500 esemplificano un rilancio riuscito grazie all’integrazione di heritage e design attuale, il Maggiolino evidenzia i limiti di un richiamo simbolico non sostenuto da un allineamento funzionale e di posizionamento, Jaguar mette in luce rischi e opportunità di un riposizionamento radicale in un contesto di elettrificazione e lusso tecnologico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100503