La hantologie, termine coniato da Jacques Derrida in «Spectres de Marx», ha avuto una vasta fortuna in diversi ambiti disciplinari che si sono dimostrati ricettivi verso l'intimazione derridiana di "pensare la possibilità dello spettro", dando vita al cosiddetto "spectral turn". Purtroppo, la ricerca filosofica sembra essere stata tra le discipline meno propense a percorrere o sviluppare una tale linea di ricerca auspicata da Derrida. Muovendo dall'intenzione del filosofo francese di "pensare la possibilità dello spettro" per "rivolgersi agli spiriti", la tesi analizza se e in che modo la hantologie possa configurarsi come una linea di ricerca filosofica contemporanea. Tale interrogazione viene sviluppata in quattro movimenti: dapprima si esamina il discorso sulla "fine della storia" e lo specifico lavoro del lutto individuato da Derrida in tale discorso, assunto dall'egemonia capitalistica di fine Novecento, chiarendo la distanza tra ontologia e logica spettrale. Successivamente, vengono analizzate le nozioni e i concetti di spettro, spirito, phantasme (o fantasme). In seguito, si discute il ruolo della nostalgia, della melanconia e del lutto nell'indagine hantologica, esibendo l'importanza svolta dalla messianicità e dall'avvenire nella teorizzazione del gesto ermeneutico-trasformativo dello scholar hantologico. Dopo aver indagato lo statuto della "nuova Internazionale" derridiana, concependola come un poltergeist, vengono prese in esame le relazioni che intercorrono tra le nozioni e i concetti di revenant, spettro, spirito, phantasme (o fantasme) e il suddetto poltergeist, insieme al legame tra spettralità e tele-tecnologie con particolare riferimento alle manifestazioni di certe pratiche artistiche contemporanee svolte nell'ambito digitale. La tesi si conclude mostrando un possibile modo in cui la hantologie possa configurarsi come campo d'indagine filosofica aperto alla pluralità degli spettri che infestano la nostra contemporaneità e capace di riformulare rappresentazioni dominanti e tradizionali del pensiero di un determinato ambito socioculturale. Nelle ultime pagine, si valutano le questioni lasciate aperte dalla hantologie e si delineano delle possibili direzioni future all'interno di questa particolare ricerca filosofica.
Hantologie: pensare la spettralità a partire da Jacques Derrida
ZORDAN, MARCO
2024/2025
Abstract
La hantologie, termine coniato da Jacques Derrida in «Spectres de Marx», ha avuto una vasta fortuna in diversi ambiti disciplinari che si sono dimostrati ricettivi verso l'intimazione derridiana di "pensare la possibilità dello spettro", dando vita al cosiddetto "spectral turn". Purtroppo, la ricerca filosofica sembra essere stata tra le discipline meno propense a percorrere o sviluppare una tale linea di ricerca auspicata da Derrida. Muovendo dall'intenzione del filosofo francese di "pensare la possibilità dello spettro" per "rivolgersi agli spiriti", la tesi analizza se e in che modo la hantologie possa configurarsi come una linea di ricerca filosofica contemporanea. Tale interrogazione viene sviluppata in quattro movimenti: dapprima si esamina il discorso sulla "fine della storia" e lo specifico lavoro del lutto individuato da Derrida in tale discorso, assunto dall'egemonia capitalistica di fine Novecento, chiarendo la distanza tra ontologia e logica spettrale. Successivamente, vengono analizzate le nozioni e i concetti di spettro, spirito, phantasme (o fantasme). In seguito, si discute il ruolo della nostalgia, della melanconia e del lutto nell'indagine hantologica, esibendo l'importanza svolta dalla messianicità e dall'avvenire nella teorizzazione del gesto ermeneutico-trasformativo dello scholar hantologico. Dopo aver indagato lo statuto della "nuova Internazionale" derridiana, concependola come un poltergeist, vengono prese in esame le relazioni che intercorrono tra le nozioni e i concetti di revenant, spettro, spirito, phantasme (o fantasme) e il suddetto poltergeist, insieme al legame tra spettralità e tele-tecnologie con particolare riferimento alle manifestazioni di certe pratiche artistiche contemporanee svolte nell'ambito digitale. La tesi si conclude mostrando un possibile modo in cui la hantologie possa configurarsi come campo d'indagine filosofica aperto alla pluralità degli spettri che infestano la nostra contemporaneità e capace di riformulare rappresentazioni dominanti e tradizionali del pensiero di un determinato ambito socioculturale. Nelle ultime pagine, si valutano le questioni lasciate aperte dalla hantologie e si delineano delle possibili direzioni future all'interno di questa particolare ricerca filosofica. | File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Zordan_Marco.pdf
Accesso riservato
Dimensione
3.08 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.08 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/100596