Questa tesi esplora il rapporto tra neurodiversità, ben-essere e inclusione, focalizzandosi sulle transizioni all'età adulta delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). L'obiettivo è dimostrare come l'applicazione dei principi dell'Universal Design (nelle declinazioni for Learning e for Work) possa trasformare università e aziende in ambienti accessibili e abilitanti. Attraverso l'analisi di normative, letteratura e best practices internazionali, la ricerca evidenzia risultati che portano ad affermare come il passaggio da un approccio compensativo (reattivo) a uno proattivo sia fondamentale per ridurre i tassi di abbandono universitario e di disoccupazione. Le pratiche di successo analizzate comprendono la flessibilità didattica, la creazione di ambienti sensorialmente consapevoli, il Supported Employment e processi di reclutamento skill-based. In questo scenario, emerge la centralità della figura del Pedagogista: non semplice assistente, ma progettista di contesti e Case Manager, capace di orchestrare un continuum inclusivo tra formazione e professione. La tesi conclude dimostrando che valorizzare la neurodiversità attraverso la progettazione universale non risponde solo a un imperativo etico, ma genera innovazione e ben-essere diffuso per l'intera comunità educativa e organizzativa.
"Benessere e inclusione di studenti e lavoratori con disturbo dello spettro autistico: il ruolo dell'Universal Design nei contesti educativi e professionali"
LOMBARDI, EMMA
2024/2025
Abstract
Questa tesi esplora il rapporto tra neurodiversità, ben-essere e inclusione, focalizzandosi sulle transizioni all'età adulta delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). L'obiettivo è dimostrare come l'applicazione dei principi dell'Universal Design (nelle declinazioni for Learning e for Work) possa trasformare università e aziende in ambienti accessibili e abilitanti. Attraverso l'analisi di normative, letteratura e best practices internazionali, la ricerca evidenzia risultati che portano ad affermare come il passaggio da un approccio compensativo (reattivo) a uno proattivo sia fondamentale per ridurre i tassi di abbandono universitario e di disoccupazione. Le pratiche di successo analizzate comprendono la flessibilità didattica, la creazione di ambienti sensorialmente consapevoli, il Supported Employment e processi di reclutamento skill-based. In questo scenario, emerge la centralità della figura del Pedagogista: non semplice assistente, ma progettista di contesti e Case Manager, capace di orchestrare un continuum inclusivo tra formazione e professione. La tesi conclude dimostrando che valorizzare la neurodiversità attraverso la progettazione universale non risponde solo a un imperativo etico, ma genera innovazione e ben-essere diffuso per l'intera comunità educativa e organizzativa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/100646