La selezione della razza dobermann iniziò intorno al 1860 per sviluppare una razza di cani da difesa personale. Da quel momento il suo percorso selettivo aveva come unico fine la creazione di una razza forte, carismatica, leale, prediligendo soprattutto l’aspetto estetico. Tuttavia questo orientamento selettivo trascurò spesso altri aspetti fondamentali quali la salute e la robustezza genetica. Con il passare del tempo emersero molte patologie ereditarie della razza che ne compromisero il benessere. Tra queste troviamo la mutazione del fattore di von Willebrand, la cardiomiopatia dilatativa, la sindrome di Wobbler, le oculopatie congenite e per finire displasia di anca e gomito. Lo scopo di questa tesi è di analizzare le principali patologie sotto il profilo genetico, clinico e diagnostico, descrivere mutazioni genetiche note e i loro meccanismi patogenetici, riportare la frequenza delle malattie nelle popolazioni osservate e proporre possibili strategie preventive e di allevamento volte a ridurre l’incidenza di tali patologie.
Le principali patologie ereditarie della razza Dobermann
BONAZZI, IRIS
2024/2025
Abstract
La selezione della razza dobermann iniziò intorno al 1860 per sviluppare una razza di cani da difesa personale. Da quel momento il suo percorso selettivo aveva come unico fine la creazione di una razza forte, carismatica, leale, prediligendo soprattutto l’aspetto estetico. Tuttavia questo orientamento selettivo trascurò spesso altri aspetti fondamentali quali la salute e la robustezza genetica. Con il passare del tempo emersero molte patologie ereditarie della razza che ne compromisero il benessere. Tra queste troviamo la mutazione del fattore di von Willebrand, la cardiomiopatia dilatativa, la sindrome di Wobbler, le oculopatie congenite e per finire displasia di anca e gomito. Lo scopo di questa tesi è di analizzare le principali patologie sotto il profilo genetico, clinico e diagnostico, descrivere mutazioni genetiche note e i loro meccanismi patogenetici, riportare la frequenza delle malattie nelle popolazioni osservate e proporre possibili strategie preventive e di allevamento volte a ridurre l’incidenza di tali patologie.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101208