La presente tesi affronta il tema del gioco euristico come strumento fondamentale di apprendimento nei primi anni di vita, con particolare attenzione alla all'età compresa 0-3. L'introduzione è dedicata ai principali aspetti dello sviluppo infantile in questo periodo, il lavoro si concentra sul gioco euristico, esplorandone origini, caratteristiche e valore pedagogico. Viene evidenziato come l’esplorazione spontanea e la manipolazione di materiali non strutturati, dunque il concetto di bambino come attore e protagonista della propria crescita, favoriscano la curiosità, l’autonomia e lo sviluppo cognitivo, motorio e relazionale del bambino stesso. Un capitolo specifico è dedicato al ruolo dell’adulto educatore, inteso non come guida direttiva, ma come osservatore attento e facilitatore di contesti sicuri e stimolanti, capaci di sostenere i processi esplorativi del bambino senza limitarne l’iniziativa, ma aiutandolo nel processo di sviluppo autonomo, creando un ambinte il più adatto possibile, tenendo conto anche delle diverse affinità del bambino, nonchè delle sue caratteristiche peculiari. Poste sotto analisi sono inoltre le caratteristiche essenziale che deve avere un educatore, in un ambito in cui esistono variegate diversificazioni per quanto riguarda i bisogni di ogni bambino. Infine, la tesi presenta esperienze e casi concreti tratti dall’osservazione diretta e dalla pratica educativa, che consentono di evidenziare l’efficacia del gioco euristico nel quotidiano dei servizi per l’infanzia e dunque di creare un'analisi critica del ruolo che hanno i v ari educatori all'interno di questi servizi. In conclusione, il lavoro mette in luce come il gioco euristico rappresenti una modalità privilegiata per apprendere attraverso l’esperienza, rispondendo ai bisogni di scoperta, curiosità e autonomia tipici dei primi anni di vita, e sottolinea la necessità di una formazione consapevole degli adulti che accompagnano i bambini in questo percorso.
"Il gioco euristico: apprendere attraverso l'esplorazione nei primi tre anni di vita."
SCOMAZZON, CHIARA
2024/2025
Abstract
La presente tesi affronta il tema del gioco euristico come strumento fondamentale di apprendimento nei primi anni di vita, con particolare attenzione alla all'età compresa 0-3. L'introduzione è dedicata ai principali aspetti dello sviluppo infantile in questo periodo, il lavoro si concentra sul gioco euristico, esplorandone origini, caratteristiche e valore pedagogico. Viene evidenziato come l’esplorazione spontanea e la manipolazione di materiali non strutturati, dunque il concetto di bambino come attore e protagonista della propria crescita, favoriscano la curiosità, l’autonomia e lo sviluppo cognitivo, motorio e relazionale del bambino stesso. Un capitolo specifico è dedicato al ruolo dell’adulto educatore, inteso non come guida direttiva, ma come osservatore attento e facilitatore di contesti sicuri e stimolanti, capaci di sostenere i processi esplorativi del bambino senza limitarne l’iniziativa, ma aiutandolo nel processo di sviluppo autonomo, creando un ambinte il più adatto possibile, tenendo conto anche delle diverse affinità del bambino, nonchè delle sue caratteristiche peculiari. Poste sotto analisi sono inoltre le caratteristiche essenziale che deve avere un educatore, in un ambito in cui esistono variegate diversificazioni per quanto riguarda i bisogni di ogni bambino. Infine, la tesi presenta esperienze e casi concreti tratti dall’osservazione diretta e dalla pratica educativa, che consentono di evidenziare l’efficacia del gioco euristico nel quotidiano dei servizi per l’infanzia e dunque di creare un'analisi critica del ruolo che hanno i v ari educatori all'interno di questi servizi. In conclusione, il lavoro mette in luce come il gioco euristico rappresenti una modalità privilegiata per apprendere attraverso l’esperienza, rispondendo ai bisogni di scoperta, curiosità e autonomia tipici dei primi anni di vita, e sottolinea la necessità di una formazione consapevole degli adulti che accompagnano i bambini in questo percorso.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101491