Le allucinazioni uditive nella schizofrenia rappresentano uno dei fenomeni più complessi della psicopatologia, in cui i contenuti interni vengono vissuti con la stessa intensità e realtà delle percezioni esterne. L’obiettivo di questa tesi è indagare i correlati neurobiologici delle allucinazioni uditive, attraverso una meta-analisi basata sulle coordinate (ALE) e su una revisione qualitativa degli studi fMRI in letteratura, al fine di comprendere se esista un pattern di attivazione ricorrente che possa costituire una “firma neurale” del fenomeno. Sono stati selezionati 17 studi che confrontano soggetti con schizofrenia affetti, e non, da allucinazioni uditive, con i controlli sani. Le coordinate riportate sono state analizzate tramite il software GingerALE; l’analisi non ha prodotto cluster statisticamente significativi, probabilmente a causa dell’eterogeneità nei campioni e nei metodi degli studi inclusi. Per questo, è stata condotta una sintesi qualitativa delle attivazioni ricorrenti. I dati qualitativi evidenziano la costante implicazione delle aree uditive e del linguaggio (STG, MTG, giro di Heschl, area di Broca), dei sistemi di memoria (ippocampo e parahippocampo), del sistema della salienza (insula e ACC) e del Default Mode Network. Sebbene queste regioni non mostrino una convergenza quantitativa, il quadro che ne emerge è comunque coerente: l’interazione disfunzionale tra processi di monitoraggio interno, meccanismi predittivi, attribuzione di salienza e attività spontanea del DMN potrebbe contribuire alla perdita dei confini tra pensiero e percezione. In questo contesto, la voce interna può assumere le caratteristiche di una voce esterna, venendo interpretata come proveniente da una fonte distinta dal sé. Oltre al contributo neuroscientifico, il lavoro riflette sulle implicazioni psicologiche e sociali delle allucinazioni uditive, spesso stigmatizzate e misconosciute. Mostrare che tali esperienze hanno una base neurobiologica concreta contribuisce a restituire dignità alla sofferenza dei pazienti e a contrastare le rappresentazioni distorte ancora diffuse nella società.
Quando la realtà non è reale: le allucinazioni uditive nella schizofrenia e i correlati neurobiologici attraverso un'analisi fMRI
BALLARIN, GIULIA
2024/2025
Abstract
Le allucinazioni uditive nella schizofrenia rappresentano uno dei fenomeni più complessi della psicopatologia, in cui i contenuti interni vengono vissuti con la stessa intensità e realtà delle percezioni esterne. L’obiettivo di questa tesi è indagare i correlati neurobiologici delle allucinazioni uditive, attraverso una meta-analisi basata sulle coordinate (ALE) e su una revisione qualitativa degli studi fMRI in letteratura, al fine di comprendere se esista un pattern di attivazione ricorrente che possa costituire una “firma neurale” del fenomeno. Sono stati selezionati 17 studi che confrontano soggetti con schizofrenia affetti, e non, da allucinazioni uditive, con i controlli sani. Le coordinate riportate sono state analizzate tramite il software GingerALE; l’analisi non ha prodotto cluster statisticamente significativi, probabilmente a causa dell’eterogeneità nei campioni e nei metodi degli studi inclusi. Per questo, è stata condotta una sintesi qualitativa delle attivazioni ricorrenti. I dati qualitativi evidenziano la costante implicazione delle aree uditive e del linguaggio (STG, MTG, giro di Heschl, area di Broca), dei sistemi di memoria (ippocampo e parahippocampo), del sistema della salienza (insula e ACC) e del Default Mode Network. Sebbene queste regioni non mostrino una convergenza quantitativa, il quadro che ne emerge è comunque coerente: l’interazione disfunzionale tra processi di monitoraggio interno, meccanismi predittivi, attribuzione di salienza e attività spontanea del DMN potrebbe contribuire alla perdita dei confini tra pensiero e percezione. In questo contesto, la voce interna può assumere le caratteristiche di una voce esterna, venendo interpretata come proveniente da una fonte distinta dal sé. Oltre al contributo neuroscientifico, il lavoro riflette sulle implicazioni psicologiche e sociali delle allucinazioni uditive, spesso stigmatizzate e misconosciute. Mostrare che tali esperienze hanno una base neurobiologica concreta contribuisce a restituire dignità alla sofferenza dei pazienti e a contrastare le rappresentazioni distorte ancora diffuse nella società.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/101578