Le malattie cardiovascolari (MCV) rappresentano la principale causa di morte a livello mondiale, con circa 17,9 milioni di decessi all’anno, pari al 32% di tutte le morti globali secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, i dati ISTAT indicano che il 38% dei decessi annuali è imputabile a patologie cardiovascolari. Tra i fattori di rischio, l’ipercolesterolemia svolge un ruolo centrale, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’aterosclerosi e degli eventi cardiovascolari maggiori, come infarto miocardico e ictus. Il colesterolo LDL (low-density lipoprotein) è il parametro lipidico più fortemente associato al rischio cardiovascolare. Secondo lo SCORE2 dell’ESC (European Society of Cardiology), per ogni riduzione di 1 mmol/L del colesterolo LDL si ottiene una riduzione del rischio cardiovascolare maggiore del 20%. Le Statine costituiscono il trattamento di prima linea per la gestione dell’ipercolesterolemia, ma fino al 20% dei pazienti non raggiunge i target terapeutici raccomandati o manifesta intolleranza agli effetti collaterali. In questo contesto, un’opzione innovativa è rappresentata da Inclisiran, un siRNA (small interfering RNA) che riduce la sintesi epatica della proteina PCSK9, favorendo l’aumento dei recettori LDL. I trial ORION-9, -10 e -11 hanno dimostrato una riduzione media del colesterolo LDL di circa il 50%, con una somministrazione iniziale, seguita da un richiamo a 90 giorni che prosegue tramite iniezioni sottocutanee successive ogni sei mesi. In combinazione con le Statine, l’efficacia si potenzia, raggiungendo riduzioni fino al 60% del colesterolo LDL, con un’aderenza terapeutica che si aggira al 95%. La presente tesi si apre con un inquadramento generale su metabolismo del colesterolo e dislipidemie, fisiopatologia dell’aterosclerosi e della sindrome coronarica acuta, funzione di LDLR e PCSK9 e strategie ipolipidemizzanti. Successivamente vengono descritti i saggi sperimentali condotti. Gli studi sono stati condotti in vitro, su cellule HepG2 di epatocarcinoma umano. Nelle prime fasi, è stato verificato che, alle concentrazioni designate, il trattamento non altera la vitalità cellulare: i test di citotossicità non hanno mostrato differenze significative rispetto ai controlli, consentendo di proseguire con gli studi di attività molecolare. L’analisi mediante RT-qPCR ha evidenziato una riduzione trascrizionale di PCSK9, mentre il Western blot ha confermato una diminuzione del livello proteico, accompagnata da un aumento di LDLR. L’andamento dose-dipendente osservato per entrambi i marcatori supporta il legame tra silenziamento di PCSK9 e miglioramento della capacità di rimozione delle LDL. Definita la finestra attiva e non citotossica, è stata scelta 5 µM come concentrazione di riferimento per i time-course. I dati hanno indicato un’insorgenza precoce della modulazione dell’asse PCSK9-LDLR già dalle prime ore e un mantenimento dell’effetto nelle finestre temporali successive. In ultima analisi, la combinazione con Simvastatina ha confermato in vitro quanto riportato in clinica dallo studio INCLIVEN dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, in cui la somministrazione congiunta dei due trattamenti determinava una riduzione aggiuntiva del 15,7% del colesterolo LDL rispetto al solo Inclisiran. La Statina, in monosomministrazione, ha indotto un aumento di PCSK9, oltre che di LDLR, mentre l’aggiunta di Inclisiran ha attenuato questo effetto, consolidando anche l’incremento del recettore. I risultati confermano l’efficacia cellulare della cosomministrazione ed il razionale alla base del suo impiego.

Valutazione della cinetica d'azione di Inclisiran e della sua attività farmacologica in presenza di Simvastatina in cellule HepG2

BEGHETTO, ANDREA
2024/2025

Abstract

Le malattie cardiovascolari (MCV) rappresentano la principale causa di morte a livello mondiale, con circa 17,9 milioni di decessi all’anno, pari al 32% di tutte le morti globali secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia, i dati ISTAT indicano che il 38% dei decessi annuali è imputabile a patologie cardiovascolari. Tra i fattori di rischio, l’ipercolesterolemia svolge un ruolo centrale, contribuendo in modo significativo allo sviluppo dell’aterosclerosi e degli eventi cardiovascolari maggiori, come infarto miocardico e ictus. Il colesterolo LDL (low-density lipoprotein) è il parametro lipidico più fortemente associato al rischio cardiovascolare. Secondo lo SCORE2 dell’ESC (European Society of Cardiology), per ogni riduzione di 1 mmol/L del colesterolo LDL si ottiene una riduzione del rischio cardiovascolare maggiore del 20%. Le Statine costituiscono il trattamento di prima linea per la gestione dell’ipercolesterolemia, ma fino al 20% dei pazienti non raggiunge i target terapeutici raccomandati o manifesta intolleranza agli effetti collaterali. In questo contesto, un’opzione innovativa è rappresentata da Inclisiran, un siRNA (small interfering RNA) che riduce la sintesi epatica della proteina PCSK9, favorendo l’aumento dei recettori LDL. I trial ORION-9, -10 e -11 hanno dimostrato una riduzione media del colesterolo LDL di circa il 50%, con una somministrazione iniziale, seguita da un richiamo a 90 giorni che prosegue tramite iniezioni sottocutanee successive ogni sei mesi. In combinazione con le Statine, l’efficacia si potenzia, raggiungendo riduzioni fino al 60% del colesterolo LDL, con un’aderenza terapeutica che si aggira al 95%. La presente tesi si apre con un inquadramento generale su metabolismo del colesterolo e dislipidemie, fisiopatologia dell’aterosclerosi e della sindrome coronarica acuta, funzione di LDLR e PCSK9 e strategie ipolipidemizzanti. Successivamente vengono descritti i saggi sperimentali condotti. Gli studi sono stati condotti in vitro, su cellule HepG2 di epatocarcinoma umano. Nelle prime fasi, è stato verificato che, alle concentrazioni designate, il trattamento non altera la vitalità cellulare: i test di citotossicità non hanno mostrato differenze significative rispetto ai controlli, consentendo di proseguire con gli studi di attività molecolare. L’analisi mediante RT-qPCR ha evidenziato una riduzione trascrizionale di PCSK9, mentre il Western blot ha confermato una diminuzione del livello proteico, accompagnata da un aumento di LDLR. L’andamento dose-dipendente osservato per entrambi i marcatori supporta il legame tra silenziamento di PCSK9 e miglioramento della capacità di rimozione delle LDL. Definita la finestra attiva e non citotossica, è stata scelta 5 µM come concentrazione di riferimento per i time-course. I dati hanno indicato un’insorgenza precoce della modulazione dell’asse PCSK9-LDLR già dalle prime ore e un mantenimento dell’effetto nelle finestre temporali successive. In ultima analisi, la combinazione con Simvastatina ha confermato in vitro quanto riportato in clinica dallo studio INCLIVEN dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, in cui la somministrazione congiunta dei due trattamenti determinava una riduzione aggiuntiva del 15,7% del colesterolo LDL rispetto al solo Inclisiran. La Statina, in monosomministrazione, ha indotto un aumento di PCSK9, oltre che di LDLR, mentre l’aggiunta di Inclisiran ha attenuato questo effetto, consolidando anche l’incremento del recettore. I risultati confermano l’efficacia cellulare della cosomministrazione ed il razionale alla base del suo impiego.
2024
Assessment of the Action Kinetics and Pharmacological Activity of Inclisiran in the presence of Simvastatin in HepG2 Cells
Inclisiran
Ipercolesterolemia
Simvastatina
PCSK9
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102651