La malattia di Alzheimer (AD) è una malattia neurodegenerativa progressiva, caratterizzata da accumulo di β-amiloide in placche extracellulari, grovigli neurofibrillari di proteina Tau iperfosforilata, neuroinfiammazione cronica e perdita sinaptica che si manifesta con demenza, con perdita delle abilità intellettive e della memoria. L’eziopatogenesi dell’Alzheimer, come evidenziato da dati epidemiologici e preclinici, non è ancora completamente compresa, tuttavia è noto che l’infiammazione sistemica e la neuroinfiammazione influenzano il decorso naturale della malattia e diversi studi epidemiologici indicano una maggiore prevalenza di AD nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale, indicando quindi una condizione di infiammazione periferica come possibile legame con la malattia neurodegenerativa. Attualmente il complesso multiproteico inflammosoma NLRP3 risulta coinvolto in molte malattie sistemiche su base infiammatoria. Sulla base di tali osservazioni lo scopo del presente progetto di tesi è quello di valutare, in un modello murino di deperimento cognitivo precoce tempo-dipendente, il ruolo dell’NLRP3 e il possibile contributo di un’infiammazione intestinale ottenuta tramite somministrazione di DSS (destrano solfato sodico). Tale farmaco induce negli animali trattati una condizione di colite. A tal fine, utilizzando tecniche di Western blot (WB) ed ELISA, in animali SAMP8 sono stati valutati i parametri di malattia, l’infiammazione e la permeabilità sia a livello centrale che periferico. I dati ottenuti in questo modello sperimentale indicano che nei topi SAMP8, con deperimento cognitivo si osserva un aumento di parametri di malattia NLRP3-dipendenti e che tali effetti sono ridotti in presenza di inibizione farmacologica dell’NLRP3 e accompagnati dalla riduzione di citochine infiammatorie a livello periferico. Nella nostre condizioni sperimentali, probabilmente a causa della ridotta numerosità degli animali trattati con DSS, l’induzione della colite non aumenta i parametri di malattia a livello celebrale ma piuttosto aumenta in periferia i livelli di citochine infiammatorie NLRP3 dipendenti. Questi dati risultano essere molto promettenti, ma si necessita di ulteriori studi per poter riuscire a capire con più chiarezza quale sia il ruolo dell’NLRP3 a livello periferico nella malattia dell’Alzheimer.
STUDIO PRELIMINARE SUL CONTRIBUTO DELLA COLITE NELL’INDUZIONE DELLA MALATTIA NEURODEGENERATIVA IN UN MODELLO MURINO DI ALZHEIMER
CUTRONA, MARTINA
2024/2025
Abstract
La malattia di Alzheimer (AD) è una malattia neurodegenerativa progressiva, caratterizzata da accumulo di β-amiloide in placche extracellulari, grovigli neurofibrillari di proteina Tau iperfosforilata, neuroinfiammazione cronica e perdita sinaptica che si manifesta con demenza, con perdita delle abilità intellettive e della memoria. L’eziopatogenesi dell’Alzheimer, come evidenziato da dati epidemiologici e preclinici, non è ancora completamente compresa, tuttavia è noto che l’infiammazione sistemica e la neuroinfiammazione influenzano il decorso naturale della malattia e diversi studi epidemiologici indicano una maggiore prevalenza di AD nei pazienti con malattia infiammatoria intestinale, indicando quindi una condizione di infiammazione periferica come possibile legame con la malattia neurodegenerativa. Attualmente il complesso multiproteico inflammosoma NLRP3 risulta coinvolto in molte malattie sistemiche su base infiammatoria. Sulla base di tali osservazioni lo scopo del presente progetto di tesi è quello di valutare, in un modello murino di deperimento cognitivo precoce tempo-dipendente, il ruolo dell’NLRP3 e il possibile contributo di un’infiammazione intestinale ottenuta tramite somministrazione di DSS (destrano solfato sodico). Tale farmaco induce negli animali trattati una condizione di colite. A tal fine, utilizzando tecniche di Western blot (WB) ed ELISA, in animali SAMP8 sono stati valutati i parametri di malattia, l’infiammazione e la permeabilità sia a livello centrale che periferico. I dati ottenuti in questo modello sperimentale indicano che nei topi SAMP8, con deperimento cognitivo si osserva un aumento di parametri di malattia NLRP3-dipendenti e che tali effetti sono ridotti in presenza di inibizione farmacologica dell’NLRP3 e accompagnati dalla riduzione di citochine infiammatorie a livello periferico. Nella nostre condizioni sperimentali, probabilmente a causa della ridotta numerosità degli animali trattati con DSS, l’induzione della colite non aumenta i parametri di malattia a livello celebrale ma piuttosto aumenta in periferia i livelli di citochine infiammatorie NLRP3 dipendenti. Questi dati risultano essere molto promettenti, ma si necessita di ulteriori studi per poter riuscire a capire con più chiarezza quale sia il ruolo dell’NLRP3 a livello periferico nella malattia dell’Alzheimer.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102657