La metainfiammazione è una condizione di infiammazione cronica di basso grado, tipicamente associata all’obesità, che si sviluppa in seguito alla combinazione di diversi fattori, tra i quali rientrano l’eccesso di nutrienti, la crescita disfunzionale del tessuto adiposo, le alterazioni del microbiota intestinale, e fenomeni di stress cellulare. Tutti questi elementi insieme portano a un’attivazione costante, seppur lieve, del sistema immunitario, che alimenta uno stato di infiammazione cronica e predispone all’insorgenza di malattie metaboliche, come il diabete di tipo 2 (T2D) e la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD). I macrofagi svolgono un ruolo centrale nella metainfiammazione. Nei soggetti obesi, queste cellule dell’immunità innata si accumulano nel tessuto adiposo e nel fegato, dove subiscono una polarizzazione da fenotipo M2 (anti-infiammatorio) a fenotipo M1 (pro-infiammatorio), in risposta a un microambiente tissutale ricco di fattori pro-infiammatori. Questo cambiamento fenotipico è accompagnato da un aumento della produzione e del rilascio di citochine pro-infiammatorie e chemochine, che alimentano lo stato infiammatorio cronico, promuovendo resistenza all’insulina e contribuendo allo sviluppo di patologie metaboliche croniche. Il recettore del mannosio (mannose receptor, MR) è una proteina transmembrana espressa principalmente da alcune sottopopolazioni di macrofagi, cellule dendritiche e cellule endoteliali. Oltre a essere coinvolto nell’uptake e nella presentazione antigenica, il MR gioca un ruolo rilevante nello sviluppo di diverse patologie infiammatorie. Evidenze recenti mostrano che, in condizioni di obesità e disfunzione metabolica, il MR è coinvolto nell’attivazione pro-infiammatoria dei macrofagi nei tessuti metabolicamente attivi, aggravando lo squilibrio dell’omeostasi sistemica. Per questo motivo, oggi il MR è considerato un regolatore chiave della metainfiammazione associata all’obesità. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare l’efficacia di un polimero in grado di bloccare il recettore del mannosio (MR) nel ridurre le alterazioni metaboliche in un modello murino di metainfiammazione ottenuto alimentando con una dieta ad alto contenuto di grassi (high-fat diet, HFD) topi maschi del ceppo C57BL/6. Durante il trattamento sono stati monitorati peso corporeo, consumo di cibo e apporto calorico, glicemia e parametri biochimici di funzionalità epatica. Sono stati, inoltre, effettuati test di tolleranza al glucosio (GTT) e all’insulina (ITT) per valutare la risposta metabolica. Al termine del trattamento, è stata eseguita un’analisi citofluorimetrica su fegato e tessuto adiposo per valutare il fenotipo della popolazione macrofagica in questi tessuti. Infine, sono state condotte analisi istologiche sul fegato, mediante colorazioni ematossilina-eosina (H&E) e Oil Red O, per valutare la steatosi epatica, e sul tessuto adiposo, con H&E, per esaminare le caratteristiche morfologiche degli adipociti.

Valutazione dell'efficacia di un polisaccaride solfato in un modello murino di metainfiammazione

DALLA VIA, CHIARA
2024/2025

Abstract

La metainfiammazione è una condizione di infiammazione cronica di basso grado, tipicamente associata all’obesità, che si sviluppa in seguito alla combinazione di diversi fattori, tra i quali rientrano l’eccesso di nutrienti, la crescita disfunzionale del tessuto adiposo, le alterazioni del microbiota intestinale, e fenomeni di stress cellulare. Tutti questi elementi insieme portano a un’attivazione costante, seppur lieve, del sistema immunitario, che alimenta uno stato di infiammazione cronica e predispone all’insorgenza di malattie metaboliche, come il diabete di tipo 2 (T2D) e la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD). I macrofagi svolgono un ruolo centrale nella metainfiammazione. Nei soggetti obesi, queste cellule dell’immunità innata si accumulano nel tessuto adiposo e nel fegato, dove subiscono una polarizzazione da fenotipo M2 (anti-infiammatorio) a fenotipo M1 (pro-infiammatorio), in risposta a un microambiente tissutale ricco di fattori pro-infiammatori. Questo cambiamento fenotipico è accompagnato da un aumento della produzione e del rilascio di citochine pro-infiammatorie e chemochine, che alimentano lo stato infiammatorio cronico, promuovendo resistenza all’insulina e contribuendo allo sviluppo di patologie metaboliche croniche. Il recettore del mannosio (mannose receptor, MR) è una proteina transmembrana espressa principalmente da alcune sottopopolazioni di macrofagi, cellule dendritiche e cellule endoteliali. Oltre a essere coinvolto nell’uptake e nella presentazione antigenica, il MR gioca un ruolo rilevante nello sviluppo di diverse patologie infiammatorie. Evidenze recenti mostrano che, in condizioni di obesità e disfunzione metabolica, il MR è coinvolto nell’attivazione pro-infiammatoria dei macrofagi nei tessuti metabolicamente attivi, aggravando lo squilibrio dell’omeostasi sistemica. Per questo motivo, oggi il MR è considerato un regolatore chiave della metainfiammazione associata all’obesità. L’obiettivo di questo studio è quello di valutare l’efficacia di un polimero in grado di bloccare il recettore del mannosio (MR) nel ridurre le alterazioni metaboliche in un modello murino di metainfiammazione ottenuto alimentando con una dieta ad alto contenuto di grassi (high-fat diet, HFD) topi maschi del ceppo C57BL/6. Durante il trattamento sono stati monitorati peso corporeo, consumo di cibo e apporto calorico, glicemia e parametri biochimici di funzionalità epatica. Sono stati, inoltre, effettuati test di tolleranza al glucosio (GTT) e all’insulina (ITT) per valutare la risposta metabolica. Al termine del trattamento, è stata eseguita un’analisi citofluorimetrica su fegato e tessuto adiposo per valutare il fenotipo della popolazione macrofagica in questi tessuti. Infine, sono state condotte analisi istologiche sul fegato, mediante colorazioni ematossilina-eosina (H&E) e Oil Red O, per valutare la steatosi epatica, e sul tessuto adiposo, con H&E, per esaminare le caratteristiche morfologiche degli adipociti.
2024
Evaluation of the efficacy of a sulfated polysaccharide in a murine model of metaflammation
polisaccaride
modello murino
metainfiammazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/102658