Introduzione: le lesioni del legamento crociato anteriore (LCA) sono una tipologia di infortunio legata per lo più alla popolazione sportiva. Esiste la possibilità, documentata da evidenze scientifiche, di rientrare alle attività sportive per pazienti con lesione del LCA anche senza sottoporsi ad un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento. Tuttavia, in letteratura manca un documento di indirizzo (linee guida o revisioni sistematiche) riguardo ai criteri di valutazione per il ritorno allo sport (RTS) di questa particolare categoria di pazienti. Obiettivo: l’obiettivo di questa ricerca è di individuare e riordinare le evidenze disponibili in letteratura riguardo gli strumenti di valutazione utilizzati e la presenza di criteri specifici per valutare il ritorno allo sport in pazienti con rottura del LCA gestiti in maniera conservativa. Metodi: la ricerca è stata effettuata, mediante stringa, nei database PubMed e Scopus. I risultati sono stati caricati sulla piattaforma online Rayyan per il processo di screening, che è avvenuto dapprima con l’eliminazione dei duplicati e successivamente con la valutazione di titoli ed abstract secondo i criteri di inclusione ed esclusione della revisione. Infine è stato analizzato il testo completo degli articoli inclusi nel precedente processo di screening e sono stati estratti i dati dagli articoli che rispettavano i criteri prestabiliti. Risultati: dodici articoli rispondono pienamente ai criteri di inclusione ed esclusione; inoltre sono stati considerati altri cinque studi utili al quesito, che non riportano i criteri per il RTS, ma strumenti utilizzati per valutazioni ai follow-up prestabiliti. Dall’estrazione dati emerge che la valutazione funzionale è la più ricorrente, in particolare quella della forza di quadricipite e muscoli posteriori della coscia, così come quella dei test di salto, ma ricorre frequentemente anche l’analisi della qualità dei movimenti funzionali. Questi sono gli strumenti più utilizzati e i risultati di queste valutazioni vengono spesso confrontati con quelli dell’arto controlaterale. È ricorrente anche il tempo trascorso dall’infortunio: nonostante ciò i dati riportati sono eterogenei. Sono presenti, anche se con minor frequenza, dei questionari autovalutativi e la valutazione della prontezza psicologica, ma i dati di riferimento non sono sufficienti per esprimere un giudizio sui risultati delle valutazioni. Sono stati riportati anche diversi parametri clinici, tra cui il versamento articolare, il range of motion (ROM), il dolore e i test di stabilità del ginocchio, tuttavia i criteri riportati non risultano sufficientemente definiti per consentirne un utilizzo oggettivo nella pratica clinica. Conclusioni: non è stato riscontrato un consenso unanime né sugli strumenti né, in misura ancor più rilevante, sui criteri di valutazione del ritorno allo sport. Ciononostante, gli strumenti più utilizzati sono quelli di tipo funzionale, in particolare la valutazione della forza e dei test di salto. La componente di prontezza psicologica appare ancora poco considerata e scarsamente integrata.
Criteri di valutazione per il ritorno allo sport in atleti con lesione di LCA trattati conservativamente: una scoping review
CAVALLIN, ROMINA
2024/2025
Abstract
Introduzione: le lesioni del legamento crociato anteriore (LCA) sono una tipologia di infortunio legata per lo più alla popolazione sportiva. Esiste la possibilità, documentata da evidenze scientifiche, di rientrare alle attività sportive per pazienti con lesione del LCA anche senza sottoporsi ad un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento. Tuttavia, in letteratura manca un documento di indirizzo (linee guida o revisioni sistematiche) riguardo ai criteri di valutazione per il ritorno allo sport (RTS) di questa particolare categoria di pazienti. Obiettivo: l’obiettivo di questa ricerca è di individuare e riordinare le evidenze disponibili in letteratura riguardo gli strumenti di valutazione utilizzati e la presenza di criteri specifici per valutare il ritorno allo sport in pazienti con rottura del LCA gestiti in maniera conservativa. Metodi: la ricerca è stata effettuata, mediante stringa, nei database PubMed e Scopus. I risultati sono stati caricati sulla piattaforma online Rayyan per il processo di screening, che è avvenuto dapprima con l’eliminazione dei duplicati e successivamente con la valutazione di titoli ed abstract secondo i criteri di inclusione ed esclusione della revisione. Infine è stato analizzato il testo completo degli articoli inclusi nel precedente processo di screening e sono stati estratti i dati dagli articoli che rispettavano i criteri prestabiliti. Risultati: dodici articoli rispondono pienamente ai criteri di inclusione ed esclusione; inoltre sono stati considerati altri cinque studi utili al quesito, che non riportano i criteri per il RTS, ma strumenti utilizzati per valutazioni ai follow-up prestabiliti. Dall’estrazione dati emerge che la valutazione funzionale è la più ricorrente, in particolare quella della forza di quadricipite e muscoli posteriori della coscia, così come quella dei test di salto, ma ricorre frequentemente anche l’analisi della qualità dei movimenti funzionali. Questi sono gli strumenti più utilizzati e i risultati di queste valutazioni vengono spesso confrontati con quelli dell’arto controlaterale. È ricorrente anche il tempo trascorso dall’infortunio: nonostante ciò i dati riportati sono eterogenei. Sono presenti, anche se con minor frequenza, dei questionari autovalutativi e la valutazione della prontezza psicologica, ma i dati di riferimento non sono sufficienti per esprimere un giudizio sui risultati delle valutazioni. Sono stati riportati anche diversi parametri clinici, tra cui il versamento articolare, il range of motion (ROM), il dolore e i test di stabilità del ginocchio, tuttavia i criteri riportati non risultano sufficientemente definiti per consentirne un utilizzo oggettivo nella pratica clinica. Conclusioni: non è stato riscontrato un consenso unanime né sugli strumenti né, in misura ancor più rilevante, sui criteri di valutazione del ritorno allo sport. Ciononostante, gli strumenti più utilizzati sono quelli di tipo funzionale, in particolare la valutazione della forza e dei test di salto. La componente di prontezza psicologica appare ancora poco considerata e scarsamente integrata.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102914