In letteratura si definisce sempre più quanto la partecipazione attiva del paziente al percorso di cura sia un aspetto necessario per migliorare l’efficacia del trattamento e lo stato di salute del paziente stesso. Identificando come outcome primario il range articolare, lo stretching statico è considerato il gold standard per l’aumento dell’estensibilità dei tessuti. L’ipotesi su cui si fonda questo studio è che l’utilizzo delle Pushing Isometric Muscle Action (PIMA), secondo principi e posologia noti in letteratura per l’aumento della forza massima, possa indurre modifiche strutturali e neurofisiologiche al fine di aumentare il range articolare dei partecipanti. Lo studio, trial pilota randomizzato, multicentrico, è stato eseguito nelle palestre Time to Fitness (Conegliano,TV) e Move (Monselice,PD) per un periodo di circa 4 mesi, tra marzo 2025 e luglio 2025. Sono stati reclutati in totale 36 soggetti frequentanti le palestre, compresi tra i 18 e 59 anni, suddivisi in 2 gruppi: gruppo sperimentale PIMA (n=22 soggetti) e gruppo di controllo Stretching Statico (n= 14 soggetti). Gli interventi prevedevano in totale 3 sedute: la prima composta da valutazione T0 a freddo, riscaldamento, seduta di trattamento PIMA o Stretching Statico a seconda del gruppo di appartenenza, rivalutazione T1; la seconda (a 2 settimane) composta da rivalutazione T2 a freddo; la terza (a 4 settimane) composta da rivalutazione T3 a freddo. Tra la prima e la seconda seduta è previsto un autotrattamento 3 volte a settimana che riproduce la seduta di trattamento eseguita in prima seduta. L’outcome primario considerato è il range articolare in estensione di ginocchio, valutato da posizione supina con ausilio di un cubo h=50cm e una bosu ball in zona lombare, misurato dallo stesso operatore tramite inclinometro. I risultati presentano efficacia sovrapponibile tra utilizzo di PIMA e Stretching Statico, con un incremento medio a T2 di 7,9% PIMA e 7,33% Stretching Statico. I risultati sembrano quindi confermare l’ipotesi iniziale, ma sono da considerare limiti come valutazione intra-operatore, mancanza di cieco e impossibilità di astrarre le valutazioni da un contesto ambientale lavorativo e sociale dei partecipanti.
Efficacia delle Pushing Isometric Muscle Action versus Stretching Statico nell'incremento del range articolare in soggetti sani: studio pilota randomizzato
COSTANTIN, DAVIDE
2024/2025
Abstract
In letteratura si definisce sempre più quanto la partecipazione attiva del paziente al percorso di cura sia un aspetto necessario per migliorare l’efficacia del trattamento e lo stato di salute del paziente stesso. Identificando come outcome primario il range articolare, lo stretching statico è considerato il gold standard per l’aumento dell’estensibilità dei tessuti. L’ipotesi su cui si fonda questo studio è che l’utilizzo delle Pushing Isometric Muscle Action (PIMA), secondo principi e posologia noti in letteratura per l’aumento della forza massima, possa indurre modifiche strutturali e neurofisiologiche al fine di aumentare il range articolare dei partecipanti. Lo studio, trial pilota randomizzato, multicentrico, è stato eseguito nelle palestre Time to Fitness (Conegliano,TV) e Move (Monselice,PD) per un periodo di circa 4 mesi, tra marzo 2025 e luglio 2025. Sono stati reclutati in totale 36 soggetti frequentanti le palestre, compresi tra i 18 e 59 anni, suddivisi in 2 gruppi: gruppo sperimentale PIMA (n=22 soggetti) e gruppo di controllo Stretching Statico (n= 14 soggetti). Gli interventi prevedevano in totale 3 sedute: la prima composta da valutazione T0 a freddo, riscaldamento, seduta di trattamento PIMA o Stretching Statico a seconda del gruppo di appartenenza, rivalutazione T1; la seconda (a 2 settimane) composta da rivalutazione T2 a freddo; la terza (a 4 settimane) composta da rivalutazione T3 a freddo. Tra la prima e la seconda seduta è previsto un autotrattamento 3 volte a settimana che riproduce la seduta di trattamento eseguita in prima seduta. L’outcome primario considerato è il range articolare in estensione di ginocchio, valutato da posizione supina con ausilio di un cubo h=50cm e una bosu ball in zona lombare, misurato dallo stesso operatore tramite inclinometro. I risultati presentano efficacia sovrapponibile tra utilizzo di PIMA e Stretching Statico, con un incremento medio a T2 di 7,9% PIMA e 7,33% Stretching Statico. I risultati sembrano quindi confermare l’ipotesi iniziale, ma sono da considerare limiti come valutazione intra-operatore, mancanza di cieco e impossibilità di astrarre le valutazioni da un contesto ambientale lavorativo e sociale dei partecipanti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/102916