Hong Kong è una regione amministrativa speciale a sudest della Cina, ex colonia britannica, che ospita una popolazione di 7,524 milioni di persone. Scommetto che parlando di Hong Kong le prime cose che vengono richiamate dalle nostre menti sono l’importante polo finanziario, un panorama costellato da grattacieli, lo shopping, il mare, il vivace centro città densamente popolato. Forse pochi sanno che Hong Kong, oltre a tutto questo, nella storia è stata segnata da numerose ferite e tutt’oggi la sua popolazione sta lottando contro una pressione politica crescente da parte della Cina che piano piano sta incombendo su di loro. Per troppi anni questa metropoli non è stata ascoltata e per troppi anni è stata vittima di decisioni prese da colossi più grandi di lei. L’isola di Hong Kong è una città che non è britannica, che non vuole essere cinese e che ogni anno vede crescere il bisogno di affermare una propria distinta identità. Questa tesi prenderà in analisi il complesso rapporto tra Hong Kong e la Cina, concentrandosi sul ruolo che le giovani generazioni hanno nell’affrontare questa guerra politica e di come siano stati essenziali per la nascita, prima di una comunità politica, e successivamente di una vera e propria identità hongkonghese. Non inglese, non cinese, ma di Hong Kong. Inizierò introducendo la storia politica, analizzando il processo di transizione del 1997 che ha visto la restituzione di Hong Kong, da parte della Gran Bretagna, alla madre patria. Analizzeremo come dietro questo accordo, che avrebbe dovuto mantenere la città di Hong Kong una Regione Amministrativa speciale fino al 2047, siano celate numerose contraddizioni e di come tutte le promesse fatte ai cittadini hongkonghesi si siano progressivamente erose, rendendo la città apparentemente autonoma ma in realtà costantemente controllata dal potere centrale cinese. Analizzeremo come in risposta a questo clima di crescente instabilità politica e di forte controllo da parte del potere centrale cinese, siano nati movimenti studenteschi e di come le giovani generazioni siano diventate protagoniste e attori principali della mobilitazione politica e sociale. Porremo l’attenzione sulle modalità con cui la Cina ha affrontato queste forme di dissenso e questa resistenza, attraverso forme di censura e strumenti di repressione, e su come queste dinamiche abbiano portato a una frattura profonda tra istituzioni e società civili, danneggiando irreversibilmente la fiducia e il rapporto tra la città e il governo centrale.
Identità politica e culturale a Hong Kong: la risposta giovanile alla pressione statale cinese
RINALDI, SILVIA ADA
2025/2026
Abstract
Hong Kong è una regione amministrativa speciale a sudest della Cina, ex colonia britannica, che ospita una popolazione di 7,524 milioni di persone. Scommetto che parlando di Hong Kong le prime cose che vengono richiamate dalle nostre menti sono l’importante polo finanziario, un panorama costellato da grattacieli, lo shopping, il mare, il vivace centro città densamente popolato. Forse pochi sanno che Hong Kong, oltre a tutto questo, nella storia è stata segnata da numerose ferite e tutt’oggi la sua popolazione sta lottando contro una pressione politica crescente da parte della Cina che piano piano sta incombendo su di loro. Per troppi anni questa metropoli non è stata ascoltata e per troppi anni è stata vittima di decisioni prese da colossi più grandi di lei. L’isola di Hong Kong è una città che non è britannica, che non vuole essere cinese e che ogni anno vede crescere il bisogno di affermare una propria distinta identità. Questa tesi prenderà in analisi il complesso rapporto tra Hong Kong e la Cina, concentrandosi sul ruolo che le giovani generazioni hanno nell’affrontare questa guerra politica e di come siano stati essenziali per la nascita, prima di una comunità politica, e successivamente di una vera e propria identità hongkonghese. Non inglese, non cinese, ma di Hong Kong. Inizierò introducendo la storia politica, analizzando il processo di transizione del 1997 che ha visto la restituzione di Hong Kong, da parte della Gran Bretagna, alla madre patria. Analizzeremo come dietro questo accordo, che avrebbe dovuto mantenere la città di Hong Kong una Regione Amministrativa speciale fino al 2047, siano celate numerose contraddizioni e di come tutte le promesse fatte ai cittadini hongkonghesi si siano progressivamente erose, rendendo la città apparentemente autonoma ma in realtà costantemente controllata dal potere centrale cinese. Analizzeremo come in risposta a questo clima di crescente instabilità politica e di forte controllo da parte del potere centrale cinese, siano nati movimenti studenteschi e di come le giovani generazioni siano diventate protagoniste e attori principali della mobilitazione politica e sociale. Porremo l’attenzione sulle modalità con cui la Cina ha affrontato queste forme di dissenso e questa resistenza, attraverso forme di censura e strumenti di repressione, e su come queste dinamiche abbiano portato a una frattura profonda tra istituzioni e società civili, danneggiando irreversibilmente la fiducia e il rapporto tra la città e il governo centrale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104417