The thesis examines the issue of gender political representation in Latvia, analyzing the role and composition of the country’s main institutions, such as the Saeima (Latvian Parliament) and the government, in the period following the Soviet occupation. The objective is to understand how and under what conditions women have gained access to positions of political power, and whether their presence has influenced the development of gender-related policies in a country without quotas or formal corrective measures. Latvia offers an interesting case study because, despite the absence of gender quotas, it has nevertheless recorded significant progress in female representation, achieved in a “natural” way. The first part of the thesis traces the evolution of women’s rights from Latvia’s first independence to the Soviet period, highlighting how a system that was formally advanced for its time especially regarding women’s rights and political representation, often translated into limited achievements due to prevailing social attitudes, resulting in a female political presence that was largely formal and never truly decisive. The second part focuses on the current institutional framework, the electoral system, and political party dynamics, showing how the increase in female representation in the Saeima has not led to significant changes in public policies regarding gender equality, and how this phenomenon is closely linked to Latvia’s Soviet past. Finally, the last part is dedicated to some female figures who have reached top political positions in Latvia, in particular Vaira Vīķe-Freiberga, Laimdota Straujuma, and Evika Siliņa. The analysis of their cases shows that access to top roles does not necessarily coincide with the adoption of a structured feminist political agenda. Overall, the thesis highlights the contradictions of gender political representation in Latvia, showing that the presence of women at the top political roles does not automatically lead to real progress in equality policies and is often strongly influenced by cultural and social factors.

La tesi esamina il tema della rappresentanza politica di genere in Lettonia, analizzando il ruolo e sulla composizione delle principali istituzioni del paese, come la Saeima (Parlamento lettone) e il governo, nel periodo successivo all’occupazione sovietica. L’obiettivo è capire in che modo e a quali condizioni le donne hanno avuto accesso alle posizioni di potere politico e se la loro presenza abbia influenzato l’evoluzione delle politiche di genere, in un paese privo di quote o strumenti correttivi formali. La Lettonia offre un caso di studio interessante perché, pur senza quote di genere, ha comunque registrato significativi progressi nella rappresentanza femminile, ottenuti in modo “naturale”. Nella prima parte del lavoro si ripercorre l’evoluzione dei diritti delle donne dalla prima indipendenza della Lettonia fino al periodo sovietico, mettendo in luce come un sistema formalmente avanzato per l’epoca, soprattutto in tema di diritti e rappresentanza politica femminile, si traducesse spesso in conquiste limitate dalla mentalità dominante e in una presenza politica femminile meramente formale e mai determinante. La seconda parte si concentra sull’assetto istituzionale attuale, sul sistema elettorale e sulle dinamiche partitiche, evidenziando come l’aumento della rappresentanza femminile nella Saeima non abbia portato a un cambiamento significativo delle politiche pubbliche in materia di uguaglianza di genere e come questo fenomeno sia strettamente collegato al passato sovietico della Lettonia. Infine, l’ultima parte è dedicata ad alcune figure femminili che hanno raggiunto posizioni di vertice nella politica lettone, in particolare Vaira Vīķe-Freiberga, Laimdota Straujuma ed Evika Siliņa. Dall’analisi dei loro casi emerge come l’accesso a ruoli di primo piano non coincida necessariamente con l’adozione di un’agenda politica femminista strutturata. Nel complesso, il lavoro mette in luce le contraddizioni della rappresentanza politica di genere in Lettonia, mostrando come la presenza delle donne ai vertici non garantisca in maniera automatica un reale progresso nelle politiche di uguaglianza e resti spesso fortemente influenzata da fattori culturali e sociali.

Rappresentanza politica di genere in Lettonia: istituzioni, partiti e leadership femminili

SCARAMUZZA, FEDERICO
2025/2026

Abstract

The thesis examines the issue of gender political representation in Latvia, analyzing the role and composition of the country’s main institutions, such as the Saeima (Latvian Parliament) and the government, in the period following the Soviet occupation. The objective is to understand how and under what conditions women have gained access to positions of political power, and whether their presence has influenced the development of gender-related policies in a country without quotas or formal corrective measures. Latvia offers an interesting case study because, despite the absence of gender quotas, it has nevertheless recorded significant progress in female representation, achieved in a “natural” way. The first part of the thesis traces the evolution of women’s rights from Latvia’s first independence to the Soviet period, highlighting how a system that was formally advanced for its time especially regarding women’s rights and political representation, often translated into limited achievements due to prevailing social attitudes, resulting in a female political presence that was largely formal and never truly decisive. The second part focuses on the current institutional framework, the electoral system, and political party dynamics, showing how the increase in female representation in the Saeima has not led to significant changes in public policies regarding gender equality, and how this phenomenon is closely linked to Latvia’s Soviet past. Finally, the last part is dedicated to some female figures who have reached top political positions in Latvia, in particular Vaira Vīķe-Freiberga, Laimdota Straujuma, and Evika Siliņa. The analysis of their cases shows that access to top roles does not necessarily coincide with the adoption of a structured feminist political agenda. Overall, the thesis highlights the contradictions of gender political representation in Latvia, showing that the presence of women at the top political roles does not automatically lead to real progress in equality policies and is often strongly influenced by cultural and social factors.
2025
Gender political representation in Latvia: institutions, political parties, and female leadership
La tesi esamina il tema della rappresentanza politica di genere in Lettonia, analizzando il ruolo e sulla composizione delle principali istituzioni del paese, come la Saeima (Parlamento lettone) e il governo, nel periodo successivo all’occupazione sovietica. L’obiettivo è capire in che modo e a quali condizioni le donne hanno avuto accesso alle posizioni di potere politico e se la loro presenza abbia influenzato l’evoluzione delle politiche di genere, in un paese privo di quote o strumenti correttivi formali. La Lettonia offre un caso di studio interessante perché, pur senza quote di genere, ha comunque registrato significativi progressi nella rappresentanza femminile, ottenuti in modo “naturale”. Nella prima parte del lavoro si ripercorre l’evoluzione dei diritti delle donne dalla prima indipendenza della Lettonia fino al periodo sovietico, mettendo in luce come un sistema formalmente avanzato per l’epoca, soprattutto in tema di diritti e rappresentanza politica femminile, si traducesse spesso in conquiste limitate dalla mentalità dominante e in una presenza politica femminile meramente formale e mai determinante. La seconda parte si concentra sull’assetto istituzionale attuale, sul sistema elettorale e sulle dinamiche partitiche, evidenziando come l’aumento della rappresentanza femminile nella Saeima non abbia portato a un cambiamento significativo delle politiche pubbliche in materia di uguaglianza di genere e come questo fenomeno sia strettamente collegato al passato sovietico della Lettonia. Infine, l’ultima parte è dedicata ad alcune figure femminili che hanno raggiunto posizioni di vertice nella politica lettone, in particolare Vaira Vīķe-Freiberga, Laimdota Straujuma ed Evika Siliņa. Dall’analisi dei loro casi emerge come l’accesso a ruoli di primo piano non coincida necessariamente con l’adozione di un’agenda politica femminista strutturata. Nel complesso, il lavoro mette in luce le contraddizioni della rappresentanza politica di genere in Lettonia, mostrando come la presenza delle donne ai vertici non garantisca in maniera automatica un reale progresso nelle politiche di uguaglianza e resti spesso fortemente influenzata da fattori culturali e sociali.
Lettonia
Donne
Femminile
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104424