This thesis analyses the placement of minors in residential educational communities as an exceptional and temporary protective measure within the Italian child and adolescent protection system. Starting from a theoretical and normative framework, the study explores the main conditions that make the removal of a minor from the family of origin necessary, focusing on the role of the educational community as a living environment, a space of protection, and a context for intentional educational intervention. Particular attention is paid to the structural organization and internal functioning of residential communities, as outlined in national guidelines, highlighting the value of everyday life as a privileged space for observation, social and emotional learning, and the promotion of development. Drawing on the internship experience, the thesis offers a critical reflection on operational practices, identifying both the strengths of the community-based model and several recurring challenges, such as discontinuity of educational staff, organizational difficulties, standardization of interventions, and the gap between normative guidelines and their practical implementation. Within this framework, the study also investigates the potential role of the psychologist within residential educational communities, despite the absence of a stable in-house presence within these services. The contribution of psychological expertise is highlighted as a significant resource for understanding relational dynamics, supporting individualized educational planning, and providing supervision for staff, thereby enhancing the overall quality and sustainability of community-based interventions. The thesis concludes by emphasizing the importance of individualized educational planning, coherent organizational structures, and adequate support for professionals in order to ensure interventions that are truly oriented toward the well-being and development of minors.

La presente tesi analizza il collocamento dei minori nelle comunità educative residenziali come misura di tutela eccezionale e temporanea all’interno del sistema italiano di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza. Partendo da un inquadramento normativo e teorico, il lavoro approfondisce le principali condizioni che rendono necessario l’allontanamento del minore dal contesto familiare d’origine, soffermandosi sul ruolo della comunità educativa come ambiente di vita, di protezione e di intervento educativo intenzionale. Particolare attenzione è rivolta all’organizzazione strutturale e al funzionamento interno delle comunità residenziali, così come delineati dalle Linee di indirizzo nazionali, evidenziando il valore della quotidianità come spazio privilegiato di osservazione, apprendimento sociale ed emotivo e promozione dello sviluppo. Attraverso il contributo dell’esperienza di tirocinio, la tesi propone una riflessione critica sulle prassi operative, mettendo in luce sia le potenzialità del modello comunitario sia alcune criticità ricorrenti, quali la discontinuità delle figure educative, le difficoltà organizzative, la standardizzazione degli interventi e la distanza tra indicazioni normative e applicazione concreta. In questo quadro, il lavoro approfondisce anche le potenzialità del ruolo dello psicologo all’interno delle comunità educative residenziali, pur in assenza di una presenza stabile prevista dall’organizzazione dei servizi. Viene evidenziato come il contributo psicologico possa rappresentare una risorsa significativa in termini di lettura delle dinamiche relazionali, supporto alla progettualità educativa individualizzata e supervisione degli operatori, rafforzando la qualità degli interventi e la tenuta del sistema comunitario. Il lavoro si conclude sottolineando l’importanza di una progettualità educativa individualizzata, di un’organizzazione comunitaria coerente e di un adeguato supporto agli operatori, al fine di garantire interventi realmente orientati al benessere e allo sviluppo dei minori accolti.

“Il ruolo dello psicologo all’interno delle comunità educative minorili residenziali” Una ricerca bibliografica integrata all’analisi di un caso ispirata all’esperienza di tirocinio presso una comunità educativa per minori.

GIRARDELLI, ALLISON
2025/2026

Abstract

This thesis analyses the placement of minors in residential educational communities as an exceptional and temporary protective measure within the Italian child and adolescent protection system. Starting from a theoretical and normative framework, the study explores the main conditions that make the removal of a minor from the family of origin necessary, focusing on the role of the educational community as a living environment, a space of protection, and a context for intentional educational intervention. Particular attention is paid to the structural organization and internal functioning of residential communities, as outlined in national guidelines, highlighting the value of everyday life as a privileged space for observation, social and emotional learning, and the promotion of development. Drawing on the internship experience, the thesis offers a critical reflection on operational practices, identifying both the strengths of the community-based model and several recurring challenges, such as discontinuity of educational staff, organizational difficulties, standardization of interventions, and the gap between normative guidelines and their practical implementation. Within this framework, the study also investigates the potential role of the psychologist within residential educational communities, despite the absence of a stable in-house presence within these services. The contribution of psychological expertise is highlighted as a significant resource for understanding relational dynamics, supporting individualized educational planning, and providing supervision for staff, thereby enhancing the overall quality and sustainability of community-based interventions. The thesis concludes by emphasizing the importance of individualized educational planning, coherent organizational structures, and adequate support for professionals in order to ensure interventions that are truly oriented toward the well-being and development of minors.
2025
“The role of the psychologist in residential educational care for minors” A literature review integrated with a case analysis inspired by a traineeship experience in a residential educational setting for minors.
La presente tesi analizza il collocamento dei minori nelle comunità educative residenziali come misura di tutela eccezionale e temporanea all’interno del sistema italiano di protezione dell’infanzia e dell’adolescenza. Partendo da un inquadramento normativo e teorico, il lavoro approfondisce le principali condizioni che rendono necessario l’allontanamento del minore dal contesto familiare d’origine, soffermandosi sul ruolo della comunità educativa come ambiente di vita, di protezione e di intervento educativo intenzionale. Particolare attenzione è rivolta all’organizzazione strutturale e al funzionamento interno delle comunità residenziali, così come delineati dalle Linee di indirizzo nazionali, evidenziando il valore della quotidianità come spazio privilegiato di osservazione, apprendimento sociale ed emotivo e promozione dello sviluppo. Attraverso il contributo dell’esperienza di tirocinio, la tesi propone una riflessione critica sulle prassi operative, mettendo in luce sia le potenzialità del modello comunitario sia alcune criticità ricorrenti, quali la discontinuità delle figure educative, le difficoltà organizzative, la standardizzazione degli interventi e la distanza tra indicazioni normative e applicazione concreta. In questo quadro, il lavoro approfondisce anche le potenzialità del ruolo dello psicologo all’interno delle comunità educative residenziali, pur in assenza di una presenza stabile prevista dall’organizzazione dei servizi. Viene evidenziato come il contributo psicologico possa rappresentare una risorsa significativa in termini di lettura delle dinamiche relazionali, supporto alla progettualità educativa individualizzata e supervisione degli operatori, rafforzando la qualità degli interventi e la tenuta del sistema comunitario. Il lavoro si conclude sottolineando l’importanza di una progettualità educativa individualizzata, di un’organizzazione comunitaria coerente e di un adeguato supporto agli operatori, al fine di garantire interventi realmente orientati al benessere e allo sviluppo dei minori accolti.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105084