Il presente lavoro analizza l’influenza dell’ambiente familiare sulla manifestazione dei sintomi dell’ADHD nei bambini tra i sei e i dieci anni, una fase evolutiva particolarmente significativa perché coincide con l’ingresso nella scuola primaria e con l’aumento delle richieste di autoregolazione, attenzione e competenze sociali. L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo con solide basi neurobiologiche e genetiche, caratterizzato da alterazioni nei circuiti fronto-striatali e da un’elevata ereditarietà. Pur riconoscendo questa vulnerabilità biologica, l’elaborato adotta una prospettiva multidimensionale per comprendere in che modo il contesto familiare possa modulare l’espressione funzionale dei sintomi, influenzando l’adattamento emotivo, comportamentale e scolastico del bambino. L’analisi si sviluppa attraverso tre principali cornici teoriche. La teoria dell’attaccamento offre una chiave di lettura dei processi di regolazione emotiva e delle dinamiche relazionali. Il modello ecologico e bioecologico consente di collocare il bambino all’interno di sistemi interconnessi, evidenziando il ruolo delle interazioni tra famiglia, scuola e contesto socio-culturale. Il modello biopsicosociale integra dimensioni biologiche, psicologiche e sociali, superando una visione esclusivamente sintomatologica del disturbo. Particolare attenzione è rivolta agli stili genitoriali, alla funzione regolativa della relazione genitore-figlio e all’uso della tecnologia in età scolare, considerando come tali dimensioni possano agire da fattori di rischio o di protezione. La riflessione sugli interventi evidenzia l’importanza del parent training, della collaborazione scuola-famiglia e di un approccio integrato e multimodale. Nel complesso, il lavoro propone una lettura dell’ADHD che, pur fondata sulle evidenze neuroscientifiche, valorizza il ruolo delle relazioni familiari nella modulazione dell’impatto dei sintomi e nella promozione di traiettorie evolutive più adattive.
ADHD e ambiente familiare tra i 6 e i 10 anni: il ruolo delle relazioni affettive, dello stile genitoriale e dell’uso della tecnologia nello sviluppo psicosociale del bambino.
GORZA, GIOVANNI
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro analizza l’influenza dell’ambiente familiare sulla manifestazione dei sintomi dell’ADHD nei bambini tra i sei e i dieci anni, una fase evolutiva particolarmente significativa perché coincide con l’ingresso nella scuola primaria e con l’aumento delle richieste di autoregolazione, attenzione e competenze sociali. L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo con solide basi neurobiologiche e genetiche, caratterizzato da alterazioni nei circuiti fronto-striatali e da un’elevata ereditarietà. Pur riconoscendo questa vulnerabilità biologica, l’elaborato adotta una prospettiva multidimensionale per comprendere in che modo il contesto familiare possa modulare l’espressione funzionale dei sintomi, influenzando l’adattamento emotivo, comportamentale e scolastico del bambino. L’analisi si sviluppa attraverso tre principali cornici teoriche. La teoria dell’attaccamento offre una chiave di lettura dei processi di regolazione emotiva e delle dinamiche relazionali. Il modello ecologico e bioecologico consente di collocare il bambino all’interno di sistemi interconnessi, evidenziando il ruolo delle interazioni tra famiglia, scuola e contesto socio-culturale. Il modello biopsicosociale integra dimensioni biologiche, psicologiche e sociali, superando una visione esclusivamente sintomatologica del disturbo. Particolare attenzione è rivolta agli stili genitoriali, alla funzione regolativa della relazione genitore-figlio e all’uso della tecnologia in età scolare, considerando come tali dimensioni possano agire da fattori di rischio o di protezione. La riflessione sugli interventi evidenzia l’importanza del parent training, della collaborazione scuola-famiglia e di un approccio integrato e multimodale. Nel complesso, il lavoro propone una lettura dell’ADHD che, pur fondata sulle evidenze neuroscientifiche, valorizza il ruolo delle relazioni familiari nella modulazione dell’impatto dei sintomi e nella promozione di traiettorie evolutive più adattive.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105087