Il presente lavoro di tesi tratta il tema della meccanizzazione della operazione di diradamento del carico fiorale in ambito frutticolo, dedicando particolare attenzione all'adattamento dell'architettura delle chiome ed alle ripercussioni che tale pratica comporta sulla fisiologia delle piante trattate. La gestione della carica frutticola modula l’equilibrio funzionale tra domanda e disponibilità di assimilati, la stabilità produttiva pluriennale e l’efficienza d’uso delle risorse. Il diradamento, da sempre eseguito manualmente e successivamente supportato da molecole fitoregolatrici, è oggi oggetto di una profonda evoluzione tecnologica con l’introduzione di sistemi meccanici e meccatronici capaci di standardizzare l’intensità dell’intervento e ridurre l’incidenza dei costi di manodopera. L’efficacia di tali sistemi dipende tuttavia dall’interazione tra architettura della chioma, distribuzione spaziale dei meristemi riproduttivi, vigoria vegetativa, stato nutrizionale e parametri operativi della macchina, inclusi frequenza di impatto, velocità di avanzamento e geometria degli organi attivi. La finestra fenologica compresa tra antesi e le prime fasi di divisione cellulare del frutticino rappresenta un periodo di massima sensibilità agli stress meccanici, in cui la regolazione dell’allegagione è governata da complessi network ormonali, gradienti di disponibilità carboniosa e condizioni microclimatiche. In tale fase, la competizione sink–source tra organi vegetativi e riproduttivi determina la capacità della pianta di sostenere il carico produttivo e influenza in modo diretto i parametri qualitativi del frutto, quali calibro, consistenza, accumulo di solidi solubili e pigmentazione. La tesi analizza in modo sistematico le interazioni fisiologiche, agronomiche e operative che determinano la risposta della pianta al diradamento meccanico e delinea, infine, prospettive per l’implementazione di strategie di gestione del carico frutticolo più predittive, adattative e sostenibili.
Interazione tra carico produttivo, fioritura e architettura dell’impianto nel diradamento meccanico
RAMBALDI, MARCELLO
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi tratta il tema della meccanizzazione della operazione di diradamento del carico fiorale in ambito frutticolo, dedicando particolare attenzione all'adattamento dell'architettura delle chiome ed alle ripercussioni che tale pratica comporta sulla fisiologia delle piante trattate. La gestione della carica frutticola modula l’equilibrio funzionale tra domanda e disponibilità di assimilati, la stabilità produttiva pluriennale e l’efficienza d’uso delle risorse. Il diradamento, da sempre eseguito manualmente e successivamente supportato da molecole fitoregolatrici, è oggi oggetto di una profonda evoluzione tecnologica con l’introduzione di sistemi meccanici e meccatronici capaci di standardizzare l’intensità dell’intervento e ridurre l’incidenza dei costi di manodopera. L’efficacia di tali sistemi dipende tuttavia dall’interazione tra architettura della chioma, distribuzione spaziale dei meristemi riproduttivi, vigoria vegetativa, stato nutrizionale e parametri operativi della macchina, inclusi frequenza di impatto, velocità di avanzamento e geometria degli organi attivi. La finestra fenologica compresa tra antesi e le prime fasi di divisione cellulare del frutticino rappresenta un periodo di massima sensibilità agli stress meccanici, in cui la regolazione dell’allegagione è governata da complessi network ormonali, gradienti di disponibilità carboniosa e condizioni microclimatiche. In tale fase, la competizione sink–source tra organi vegetativi e riproduttivi determina la capacità della pianta di sostenere il carico produttivo e influenza in modo diretto i parametri qualitativi del frutto, quali calibro, consistenza, accumulo di solidi solubili e pigmentazione. La tesi analizza in modo sistematico le interazioni fisiologiche, agronomiche e operative che determinano la risposta della pianta al diradamento meccanico e delinea, infine, prospettive per l’implementazione di strategie di gestione del carico frutticolo più predittive, adattative e sostenibili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105838