Abstract Il presente elaborato di tesi analizza il ruolo fondamentale dell'educatore professionale nel supporto ai familiari caregiver di persone affette da demenza, proponendo un progetto educativo mirato a migliorare il benessere di chi assiste. Nel primo capitolo viene delineato il quadro clinico ed epidemiologico della patologia, sottolineando come l'invecchiamento della popolazione renda la demenza una priorità di salute pubblica globale. Viene inoltre esaminato l'inquadramento normativo, con particolare riferimento al Piano Nazionale Demenze (PND) e alle iniziative della Regione Veneto, volte a garantire percorsi diagnostico-terapeutici integrati e a tutelare i diritti della persona con demenza. Un passaggio cruciale riguarda il superamento del modello puramente biomedico a favore dell'approccio di Tom Kitwood, che pone al centro la "persona" nella sua globalità, valorizzando le relazioni e l'ambiente sociale. Il secondo capitolo si focalizza sulla figura del caregiver familiare, spesso gravato da un carico assistenziale che può degenerare in stress cronico, ansia e isolamento. Vengono esplorate le dinamiche emotive tipiche, come il "lutto bianco" e il senso di impotenza , e l'importanza di strumenti comunicativi come il Metodo ABC (Approccio Basato sulle Capacità) di Pietro Vigorelli, che insegna ai familiari a mantenere una relazione soddisfacente con il malato nonostante la patologia. Il terzo capitolo analizza i bisogni di chi cura, evidenziando il divario tra la domanda di assistenza e le risposte dei servizi pubblici. Si sottolinea l'importanza del respite care (servizi di sollievo) e dei fondi legislativi introdotti per riconoscere il valore sociale del lavoro di cura non professionale. Infine, l’ultima parte della tesi presenta una proposta progettuale nata dalla mia esperienza di tirocinio. Il progetto prevede 12 incontri mensili rivolti a gruppi di 30 familiari, condotti da un'équipe multidisciplinare. L'educatore professionale funge da responsabile e conduttore, facilitando il dialogo tra specialisti (medico, psicologo, assistente sociale, fisioterapista) e familiari. L'inserimento di un "caregiver esperto" nell'équipe mira a fornire consigli pratici e supporto tra pari. L'obiettivo finale è creare uno spazio sicuro per la formazione e l'ascolto del caregiver, validando l'importanza di guardare al contesto di vita della persona con demenza per garantirne la dignità e il benessere globale. Key words: Dementia, Family caregiver, Professional educator, Educational project, Well-being Parole chiave: Demenza, Caregiver familiare, Educatore professionale, Progetto educativo, Benessere.
Il ruolo dell educatore professionale nelle riunioni per i familiari caregiver di persone con demenza
CANTON, LARA
2024/2025
Abstract
Abstract Il presente elaborato di tesi analizza il ruolo fondamentale dell'educatore professionale nel supporto ai familiari caregiver di persone affette da demenza, proponendo un progetto educativo mirato a migliorare il benessere di chi assiste. Nel primo capitolo viene delineato il quadro clinico ed epidemiologico della patologia, sottolineando come l'invecchiamento della popolazione renda la demenza una priorità di salute pubblica globale. Viene inoltre esaminato l'inquadramento normativo, con particolare riferimento al Piano Nazionale Demenze (PND) e alle iniziative della Regione Veneto, volte a garantire percorsi diagnostico-terapeutici integrati e a tutelare i diritti della persona con demenza. Un passaggio cruciale riguarda il superamento del modello puramente biomedico a favore dell'approccio di Tom Kitwood, che pone al centro la "persona" nella sua globalità, valorizzando le relazioni e l'ambiente sociale. Il secondo capitolo si focalizza sulla figura del caregiver familiare, spesso gravato da un carico assistenziale che può degenerare in stress cronico, ansia e isolamento. Vengono esplorate le dinamiche emotive tipiche, come il "lutto bianco" e il senso di impotenza , e l'importanza di strumenti comunicativi come il Metodo ABC (Approccio Basato sulle Capacità) di Pietro Vigorelli, che insegna ai familiari a mantenere una relazione soddisfacente con il malato nonostante la patologia. Il terzo capitolo analizza i bisogni di chi cura, evidenziando il divario tra la domanda di assistenza e le risposte dei servizi pubblici. Si sottolinea l'importanza del respite care (servizi di sollievo) e dei fondi legislativi introdotti per riconoscere il valore sociale del lavoro di cura non professionale. Infine, l’ultima parte della tesi presenta una proposta progettuale nata dalla mia esperienza di tirocinio. Il progetto prevede 12 incontri mensili rivolti a gruppi di 30 familiari, condotti da un'équipe multidisciplinare. L'educatore professionale funge da responsabile e conduttore, facilitando il dialogo tra specialisti (medico, psicologo, assistente sociale, fisioterapista) e familiari. L'inserimento di un "caregiver esperto" nell'équipe mira a fornire consigli pratici e supporto tra pari. L'obiettivo finale è creare uno spazio sicuro per la formazione e l'ascolto del caregiver, validando l'importanza di guardare al contesto di vita della persona con demenza per garantirne la dignità e il benessere globale. Key words: Dementia, Family caregiver, Professional educator, Educational project, Well-being Parole chiave: Demenza, Caregiver familiare, Educatore professionale, Progetto educativo, Benessere.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106012