This dissertation examines the relationship between premeditation and partial mental impairment in Italian criminal law, as a point of intersection between the rules on criminal responsibility and those governing aggravating circumstances. Through a doctrinal and literature-based approach, it reconstructs the historical, doctrinal, and jurisprudential development of the two concepts, with particular attention to the main interpretative issues concerning their compatibility. After analysing the notion of premeditation, understood as an aggravating circumstance reflecting a higher degree of intent (mens rea), as well as the evolution of the concept of mental illness and partial mental impairment, the study focuses on the debate concerning the compatibility of these two concepts. In particular, it highlights the contrast between favourable, opposing, and intermediate positions, as well as the role of the 1957 judicial turning point and the potential contributions of neuroscience. The analysis shows that the issue cannot be resolved in abstract terms, but requires a concrete assessment entrusted to the judge, taking into account the specific circumstances of each case and the scientific findings concerning the capacity to understand and to will.

Il presente elaborato analizza il rapporto tra premeditazione e vizio parziale di mente nel diritto penale italiano, quale punto di intersezione tra la disciplina dell’imputabilità e quella delle circostanze aggravanti. Attraverso un approccio compilativo, viene ricostruita l’evoluzione storica, dottrinale e giurisprudenziale dei due istituti, con particolare attenzione alle principali questioni interpretative relative alla loro compatibilità. Dopo aver esaminato la nozione di premeditazione, intesa come circostanza aggravante espressiva della maggiore intensità del dolo, nonché l’evoluzione del concetto di infermità mentale e del vizio parziale di mente, l’indagine si concentra sul dibattito relativo alla conciliabilità dei due istituti. In particolare, vengono evidenziati il contrasto tra orientamenti favorevoli, contrari e intermedi, nonché il ruolo della svolta giurisprudenziale del 1957 e dei possibili contributi delle neuroscienze. L’analisi mostra come la questione non sia risolvibile in termini astratti, ma richieda una valutazione concreta, affidata al giudice, che tenga conto delle peculiarità del caso e delle acquisizioni scientifiche in materia di capacità di intendere e di volere.

La compatibilità tra premeditazione e vizio parziale di mente: orientamenti in dottrina e giurisprudenza.

CONARDI, LINDA
2025/2026

Abstract

This dissertation examines the relationship between premeditation and partial mental impairment in Italian criminal law, as a point of intersection between the rules on criminal responsibility and those governing aggravating circumstances. Through a doctrinal and literature-based approach, it reconstructs the historical, doctrinal, and jurisprudential development of the two concepts, with particular attention to the main interpretative issues concerning their compatibility. After analysing the notion of premeditation, understood as an aggravating circumstance reflecting a higher degree of intent (mens rea), as well as the evolution of the concept of mental illness and partial mental impairment, the study focuses on the debate concerning the compatibility of these two concepts. In particular, it highlights the contrast between favourable, opposing, and intermediate positions, as well as the role of the 1957 judicial turning point and the potential contributions of neuroscience. The analysis shows that the issue cannot be resolved in abstract terms, but requires a concrete assessment entrusted to the judge, taking into account the specific circumstances of each case and the scientific findings concerning the capacity to understand and to will.
2025
The Compatibility between Premeditation and Partial Insanity: Guidelines in Doctrine and Jurisprudence.
Il presente elaborato analizza il rapporto tra premeditazione e vizio parziale di mente nel diritto penale italiano, quale punto di intersezione tra la disciplina dell’imputabilità e quella delle circostanze aggravanti. Attraverso un approccio compilativo, viene ricostruita l’evoluzione storica, dottrinale e giurisprudenziale dei due istituti, con particolare attenzione alle principali questioni interpretative relative alla loro compatibilità. Dopo aver esaminato la nozione di premeditazione, intesa come circostanza aggravante espressiva della maggiore intensità del dolo, nonché l’evoluzione del concetto di infermità mentale e del vizio parziale di mente, l’indagine si concentra sul dibattito relativo alla conciliabilità dei due istituti. In particolare, vengono evidenziati il contrasto tra orientamenti favorevoli, contrari e intermedi, nonché il ruolo della svolta giurisprudenziale del 1957 e dei possibili contributi delle neuroscienze. L’analisi mostra come la questione non sia risolvibile in termini astratti, ma richieda una valutazione concreta, affidata al giudice, che tenga conto delle peculiarità del caso e delle acquisizioni scientifiche in materia di capacità di intendere e di volere.
Premeditazione
Aggravante
Dolo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106163