The present work examines the relationship between work and the environment in the age of the climate crisis, asking whether it is possible to outline a labour law of sustainability, namely a body of labour law that treats environmental protection – including its intergenerational dimension – as an intrinsic component of its regulatory rationale. Starting from the Brundtland Report and from the emergence of sustainable development as a systemic principle in international, EU and domestic law, the thesis reconstructs the evolution of the legal notion of the environment from public interest to unified legal good and, ultimately, fundamental right, and shows how this has challenged the traditional separation between the working environment and the external environment. The conflict between employment, health and the environment is analysed through the case law of the Italian Constitutional Court, the European Court of Human Rights and the Court of Justice, with particular attention to the Ilva case, in order to highlight how the consolidation of core fundamental rights narrows the scope for balancing techniques based solely on production continuity. This dissertation then focuses on the principle of sustainable development, tracing its juridification at the different levels of the legal order and emphasising its role as a guiding criterion for reconciling economic, social and environmental interests, as well as its intergenerational reach, also in dialogue with the capability approach. Within this framework, the notion of just transition is taken as a key conceptual tool through which labour law can be embedded in the sustainable development paradigm, aligning labour market and social policies with climate objectives while ensuring a fairer distribution of the costs and benefits of the ecological transition. Finally, the thesis considers the role of the enterprise and of workers in the just transition, examining the shift from corporate social responsibility to the sustainable enterprise, the evolution of ESG standards, the new EU rules on sustainability reporting and value‑chain due diligence, recent legislation on workers’ participation, and the potential – and ambivalences – of green jobs and workers’ participation and collective action. It argues that there is now sufficient normative, case‑law and practical evidence to support the emergence of a labour law of sustainability, capable of giving concrete legal content to the common future envisaged by the Brundtland Report.

La tesi analizza il rapporto tra lavoro e ambiente nell’era della crisi climatica, interrogandosi sulla possibilità di delineare un c.d. diritto del lavoro della sostenibilità, inteso come un diritto del lavoro che assuma la tutela dell’ambiente – anche nelle sue proiezioni intergenerazionali – come componente intrinseca della propria razionalità regolativa. Muovendo dal Rapporto Brundtland e dall’emersione del principio dello sviluppo sostenibile quale principio sistemico dell’ordinamento internazionale, europeo e interno, il lavoro ricostruisce la progressiva qualificazione dell’ambiente da interesse pubblico a bene giuridico unitario e, infine, a diritto fondamentale, mostrando come ciò abbia inciso sulla tradizionale separazione tra ambiente di lavoro e ambiente esterno. Il conflitto tra occupazione, salute e ambiente è esaminato alla luce della giurisprudenza costituzionale, della Corte EDU e della Corte di giustizia, con particolare attenzione al caso Ilva, per evidenziare come la consolidazione di un nucleo duro di diritti fondamentali limiti lo spazio per bilanciamenti fondati sulla sola continuità produttiva. La tesi approfondisce il principio dello sviluppo sostenibile, ricostruendone la giuridicizzazione nei diversi livelli dell’ordinamento e valorizzandone la funzione di criterio ordinante delle scelte di bilanciamento tra interessi economici, sociali e ambientali, nonché la dimensione intergenerazionale, anche in dialogo con l’approccio delle capabilities. In questo quadro, la formula della just transition è assunta come chiave concettuale attraverso cui il diritto del lavoro può innestarsi nel paradigma dello sviluppo sostenibile, allineando le politiche occupazionali agli obiettivi climatici e, al contempo, garantendo una distribuzione più equa dei costi e dei benefici della transizione. L’analisi considera infine il ruolo dell’impresa e del lavoratore nella just transition, esaminando il passaggio dalla responsabilità sociale d’impresa all’impresa sostenibile, l’evoluzione del paradigma ESG, le nuove regole europee su rendicontazione e due diligence, la legislazione sulla partecipazione dei lavoratori e le potenzialità, ma anche le ambivalenze, dei green jobs e delle diverse forme di partecipazione e conflitto collettivo. La tesi sostiene che esistano ormai basi sufficienti per riconoscere l’emersione di un diritto del lavoro della sostenibilità, capace di contribuire a dare contenuto giuridico concreto al common future evocato dal Rapporto Brundtland.

Lavoro e ambiente nell’era della crisi climatica: verso un diritto del lavoro della sostenibilità

DI BENEDETTO, BEATRICE
2025/2026

Abstract

The present work examines the relationship between work and the environment in the age of the climate crisis, asking whether it is possible to outline a labour law of sustainability, namely a body of labour law that treats environmental protection – including its intergenerational dimension – as an intrinsic component of its regulatory rationale. Starting from the Brundtland Report and from the emergence of sustainable development as a systemic principle in international, EU and domestic law, the thesis reconstructs the evolution of the legal notion of the environment from public interest to unified legal good and, ultimately, fundamental right, and shows how this has challenged the traditional separation between the working environment and the external environment. The conflict between employment, health and the environment is analysed through the case law of the Italian Constitutional Court, the European Court of Human Rights and the Court of Justice, with particular attention to the Ilva case, in order to highlight how the consolidation of core fundamental rights narrows the scope for balancing techniques based solely on production continuity. This dissertation then focuses on the principle of sustainable development, tracing its juridification at the different levels of the legal order and emphasising its role as a guiding criterion for reconciling economic, social and environmental interests, as well as its intergenerational reach, also in dialogue with the capability approach. Within this framework, the notion of just transition is taken as a key conceptual tool through which labour law can be embedded in the sustainable development paradigm, aligning labour market and social policies with climate objectives while ensuring a fairer distribution of the costs and benefits of the ecological transition. Finally, the thesis considers the role of the enterprise and of workers in the just transition, examining the shift from corporate social responsibility to the sustainable enterprise, the evolution of ESG standards, the new EU rules on sustainability reporting and value‑chain due diligence, recent legislation on workers’ participation, and the potential – and ambivalences – of green jobs and workers’ participation and collective action. It argues that there is now sufficient normative, case‑law and practical evidence to support the emergence of a labour law of sustainability, capable of giving concrete legal content to the common future envisaged by the Brundtland Report.
2025
Work and Environment in the Age of the Climate Crisis: Towards a Sustainable Labour Law
La tesi analizza il rapporto tra lavoro e ambiente nell’era della crisi climatica, interrogandosi sulla possibilità di delineare un c.d. diritto del lavoro della sostenibilità, inteso come un diritto del lavoro che assuma la tutela dell’ambiente – anche nelle sue proiezioni intergenerazionali – come componente intrinseca della propria razionalità regolativa. Muovendo dal Rapporto Brundtland e dall’emersione del principio dello sviluppo sostenibile quale principio sistemico dell’ordinamento internazionale, europeo e interno, il lavoro ricostruisce la progressiva qualificazione dell’ambiente da interesse pubblico a bene giuridico unitario e, infine, a diritto fondamentale, mostrando come ciò abbia inciso sulla tradizionale separazione tra ambiente di lavoro e ambiente esterno. Il conflitto tra occupazione, salute e ambiente è esaminato alla luce della giurisprudenza costituzionale, della Corte EDU e della Corte di giustizia, con particolare attenzione al caso Ilva, per evidenziare come la consolidazione di un nucleo duro di diritti fondamentali limiti lo spazio per bilanciamenti fondati sulla sola continuità produttiva. La tesi approfondisce il principio dello sviluppo sostenibile, ricostruendone la giuridicizzazione nei diversi livelli dell’ordinamento e valorizzandone la funzione di criterio ordinante delle scelte di bilanciamento tra interessi economici, sociali e ambientali, nonché la dimensione intergenerazionale, anche in dialogo con l’approccio delle capabilities. In questo quadro, la formula della just transition è assunta come chiave concettuale attraverso cui il diritto del lavoro può innestarsi nel paradigma dello sviluppo sostenibile, allineando le politiche occupazionali agli obiettivi climatici e, al contempo, garantendo una distribuzione più equa dei costi e dei benefici della transizione. L’analisi considera infine il ruolo dell’impresa e del lavoratore nella just transition, esaminando il passaggio dalla responsabilità sociale d’impresa all’impresa sostenibile, l’evoluzione del paradigma ESG, le nuove regole europee su rendicontazione e due diligence, la legislazione sulla partecipazione dei lavoratori e le potenzialità, ma anche le ambivalenze, dei green jobs e delle diverse forme di partecipazione e conflitto collettivo. La tesi sostiene che esistano ormai basi sufficienti per riconoscere l’emersione di un diritto del lavoro della sostenibilità, capace di contribuire a dare contenuto giuridico concreto al common future evocato dal Rapporto Brundtland.
Sostenibilità
Sviluppo sostenibile
Green Transition
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106165