L'elaborato è incentrato su come Orlando (1928) di Virginia Woolf possa essere letto come un testo letterario capace di anticipare temi che diventeranno centrali, negli anni successivi, nelle teorie femministe, nei queer e transgender studies. Propongo una doppia ipotesi: da un lato, Orlando offre uno spazio narrativo variegato per letture contemporanee della differenza di genere, e può essere interpretato sia come una figura queer che come un prototipo di personaggio transgender ancora non pienamente definito; dall’altro, la posizione di Woolf rimane profondamente ambigua, e l’androginità del romanzo è stata messa in discussione e criticata dalla critica proprio per la sua natura parodica e instabile. L'opera viene contestualizzata nel modernismo e nella tradizione biografica che Woolf eredita e al tempo stesso critica. L’analisi segue successivamente un percorso storico-teorico che collega il modernismo woolfiano agli studi di genere contemporanei e all’evoluzione dei femminismi. I testi che sostengono la mia ricerca si collocano nell’ambito della storiografia femminista (Hannam, Hewitt, Kotef, Snyder), dei queer studies (Somerville, Sedgwick, Green), della performatività di genere (Butler) e della ricezione critica di Orlando nei queer e trans studies (tra cui Burns, Caughie, Coffman, Crawford, Homans, Kaivola, Helt). Gli studi sull’intersezionalità e il transfemminismo supportano ulteriormente la tesi. Dal punto di vista metodologico, la tesi combina un inquadramento storico-teorico con una lettura del testo Orlando e con un’analisi della sua ricezione critica nei queer e trans studies. I risultati mostrano che Orlando può essere interpretato come una figura queer e come un prototipo di personaggio transgender la cui identità rimane volutamente instabile, coerentemente con l’impianto satirico e modernista del romanzo. Allo stesso tempo, la critica woolfiana delle norme vittoriane non risolve le sue stesse contraddizioni, impedendo quindi definizioni riduttive o categoriche sia dell’autrice quanto del testo. Infine, sostengo che Orlando sia centrale per gli studi di genere contemporanei perché anticipa sviluppi teorici successivi e, proprio per questo, continua a rappresentare un “well of controversy”.
My dissertation examines how Virginia Woolf’s Orlando (1928) can be read as a literary text that anticipates topics that later become central to feminist theory, queer studies, and transgender studies. I propose a double hypothesis: on the one hand, Orlando offers a variegated narrative space for contemporary readings of gender differences and can be interpreted as a queer figure and a prototypical transgender character not yet fully defined; on the other hand, Woolf’s position remains deeply ambiguous, and the novel’s androgyny has been questioned and criticized by scholars because of its parodic and unstable nature. The object of study is examined within the context of modernism and in relation to the biographical tradition Woolf both inherits and critiques. The analysis follows a historical-theoretical trajectory that connects Woolf’s modernism to contemporary gender studies and the evolution of feminisms. The texts supporting my thesis are related to feminist historiography (Hannam, Hewitt, Kotef, Snyder), queer studies (Somerville, Sedgwick, Green), and gender performativity (Butler) and the reception of Orlando within queer and trans studies (including Burns, Caughie, Coffman, Crawford, Homans, Kaivola, Helt). Studies on intersectionality and transfeminism further support the analysis. In terms of approach, the thesis combines a historical-theoretical overview with close readings of Orlando and an analysis of its critical reception in queer and trans studies. The results show that Orlando can be interpreted as a queer figure and a prototypical transgender character whose identity remains deliberately unstable, consistent with the novel’s satirical and modernist design. At the same time, Woolf’s critique of Victorian norms does not solve her own contradictions, preventing reductive or categorical definitions of both author and text. Ultimately, I argue that Orlando is central to contemporary gender studies because it both anticipates later gender studies and therein remains a well of controversy.
Echoes of Orlando: Virginia Woolf in Transgender, Queer, and Transfeminist Studies
RAIMONDO, SAMUELE
2025/2026
Abstract
L'elaborato è incentrato su come Orlando (1928) di Virginia Woolf possa essere letto come un testo letterario capace di anticipare temi che diventeranno centrali, negli anni successivi, nelle teorie femministe, nei queer e transgender studies. Propongo una doppia ipotesi: da un lato, Orlando offre uno spazio narrativo variegato per letture contemporanee della differenza di genere, e può essere interpretato sia come una figura queer che come un prototipo di personaggio transgender ancora non pienamente definito; dall’altro, la posizione di Woolf rimane profondamente ambigua, e l’androginità del romanzo è stata messa in discussione e criticata dalla critica proprio per la sua natura parodica e instabile. L'opera viene contestualizzata nel modernismo e nella tradizione biografica che Woolf eredita e al tempo stesso critica. L’analisi segue successivamente un percorso storico-teorico che collega il modernismo woolfiano agli studi di genere contemporanei e all’evoluzione dei femminismi. I testi che sostengono la mia ricerca si collocano nell’ambito della storiografia femminista (Hannam, Hewitt, Kotef, Snyder), dei queer studies (Somerville, Sedgwick, Green), della performatività di genere (Butler) e della ricezione critica di Orlando nei queer e trans studies (tra cui Burns, Caughie, Coffman, Crawford, Homans, Kaivola, Helt). Gli studi sull’intersezionalità e il transfemminismo supportano ulteriormente la tesi. Dal punto di vista metodologico, la tesi combina un inquadramento storico-teorico con una lettura del testo Orlando e con un’analisi della sua ricezione critica nei queer e trans studies. I risultati mostrano che Orlando può essere interpretato come una figura queer e come un prototipo di personaggio transgender la cui identità rimane volutamente instabile, coerentemente con l’impianto satirico e modernista del romanzo. Allo stesso tempo, la critica woolfiana delle norme vittoriane non risolve le sue stesse contraddizioni, impedendo quindi definizioni riduttive o categoriche sia dell’autrice quanto del testo. Infine, sostengo che Orlando sia centrale per gli studi di genere contemporanei perché anticipa sviluppi teorici successivi e, proprio per questo, continua a rappresentare un “well of controversy”.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106748