Il presente elaborato analizza il rapporto tra educazione e televisione, ricostruendo, da un punto di vista storico, i principali programmi televisivi educativi della Rai delle origini: Telescuola, Non è mai troppo tardi, la Tv dei ragazzi. Il lavoro si apre con una ricostruzione storiografica dell’opera dei principali protagonisti dell’azienda di servizio pubblico televisivo (Guala, Rodinò, Arata, Bernabei), sottolineando come queste figure dirigenziali, oltre che per le loro innovazioni tecniche, abbiano giocato un ruolo centrale nel “fare” gli italiani attraverso il piccolo schermo. Si prosegue poi con un focus pedagogico dedicato alla figura di Alberto Manzi e al suo significativo contributo nel panorama pedagogico contemporaneo. L’elaborato si conclude con l’esame di un programma simbolo della tv pedagogica dei nostri giorni, SuperQuark. Il lavoro di tesi si basa principalmente su un’analisi storico-critica sia di matrice pedagogica che televisivo-mediale. La metodologia del lavoro è di tipo interpretativo, attenta a porre attenzione alla ricostruzione del contesto – storico, culturale, politico, sociale, mediale e pedagogico – entro cui si snoda il racconto. La corrente pedagogica dell’attivismo e il rinnovamento del pensiero educativo post ’45 fanno da sfondo anche all’analisi della programmazione educativa Rai. L’analisi è tesa a dimostrare che il medium tv, spesso disprezzato e considerato potenzialmente pericoloso in ambito educativo, in realtà oggi, come allora, può essere estremamente utile nel contribuire a generare curiosità e stimolare il processo di apprendimento, configurandosi come supporto necessario. Il lavoro, infine, riflette su come, nel contesto odierno, la televisione educativa esista ancora, magari trasformata nei linguaggi e nella struttura, ma comunque presente.
Analisi storica della Rai educativa. Un percorso storico-televisivo tra Non è mai troppo tardi e (Super)Quark
ALBANESE, SEBASTIANO
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato analizza il rapporto tra educazione e televisione, ricostruendo, da un punto di vista storico, i principali programmi televisivi educativi della Rai delle origini: Telescuola, Non è mai troppo tardi, la Tv dei ragazzi. Il lavoro si apre con una ricostruzione storiografica dell’opera dei principali protagonisti dell’azienda di servizio pubblico televisivo (Guala, Rodinò, Arata, Bernabei), sottolineando come queste figure dirigenziali, oltre che per le loro innovazioni tecniche, abbiano giocato un ruolo centrale nel “fare” gli italiani attraverso il piccolo schermo. Si prosegue poi con un focus pedagogico dedicato alla figura di Alberto Manzi e al suo significativo contributo nel panorama pedagogico contemporaneo. L’elaborato si conclude con l’esame di un programma simbolo della tv pedagogica dei nostri giorni, SuperQuark. Il lavoro di tesi si basa principalmente su un’analisi storico-critica sia di matrice pedagogica che televisivo-mediale. La metodologia del lavoro è di tipo interpretativo, attenta a porre attenzione alla ricostruzione del contesto – storico, culturale, politico, sociale, mediale e pedagogico – entro cui si snoda il racconto. La corrente pedagogica dell’attivismo e il rinnovamento del pensiero educativo post ’45 fanno da sfondo anche all’analisi della programmazione educativa Rai. L’analisi è tesa a dimostrare che il medium tv, spesso disprezzato e considerato potenzialmente pericoloso in ambito educativo, in realtà oggi, come allora, può essere estremamente utile nel contribuire a generare curiosità e stimolare il processo di apprendimento, configurandosi come supporto necessario. Il lavoro, infine, riflette su come, nel contesto odierno, la televisione educativa esista ancora, magari trasformata nei linguaggi e nella struttura, ma comunque presente.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106867