Questa tesi si propone di indagare il concetto di errore, analizzandone l’evoluzione semantica e culturale nelle diverse epoche storiche (da strumento di miglioramento personale a indicatore di fallimento) e interrogandone le ragioni, con particolare attenzione alla società contemporanea. L’obiettivo è comprendere come il significato attribuito all’errore si sia progressivamente trasformato e quali effetti tale trasformazione produca sulle vite degli individui. La ricerca si concentra prevalentemente su contributi in ambito sociologico, pur mantenendo un approccio interdisciplinare, al fine di evidenziare come, nella società odierna, l’errore assuma un peso rilevante nella costruzione delle soggettività. In particolare, errare come pratica di conoscenza di sé e come momento di esplorazione del proprio percorso viene oggi frequentemente interpretato come “tempo inutile”, in quanto non immediatamente orientato a un’utilità di tipo capitalistico. In questa prospettiva, l’errore risulta non funzionale, poiché potenzialmente capace di deviare gli individui dai binari prestabiliti da logiche egemoniche di produzione e rendimento. Dal punto di vista metodologico, la tesi si avvale di note di campo raccolte durante il periodo in cui ho avuto l’opportunità di vivere un’esperienza presso l’UERJ (Universidade do Estado do Rio de Janeiro) a Rio de Janeiro, in Brasile, e degli insegnamenti maturati all’interno del gruppo di ricerca NEFI – Núcleo de Estudos em Filosofia e Infância (Centro di Studi sulla Filosofia e l’Infanzia), attivo da oltre vent’anni presso l’Università Statale di Rio de Janeiro e coordinato dal prof. Walter O. Kohan. A partire da questa esperienza, la ricerca propone un’etnografia multisituata tra Italia e Brasile (Rio de Janeiro), condotta in contesti scolastici dell’istruzione obbligatoria, attraverso pratiche di con-ricerca e mediante un approccio dichiaratamente antioppressivo. Elemento centrale del lavoro è la decostruzione delle aspettative dominanti attraverso la formulazione di domande critiche. In questo scenario, il corpo emerge come possibile luogo e tempo di decostruzione sociale ed emancipazione dalle strutture dominanti: attraverso il corpo, l’individuo diventa spazio e tempo di erranza. I corpi, mediante il pensiero, possono trasformarsi in strumenti di evasione da contesti oppressivi. In questa prospettiva, la scuola può essere ripensata come una palestra privilegiata per l’apprendimento di pratiche e logiche emancipative, in quanto luogo in cui si stabiliscono i primi rapporti con i pari e si allena il il pensiero critico.

O corpo como abrigo para o erro. Uma etnografia multissituada em escolas entre Itália e Brasil (RJ) como lugares para o pensamento do corpo errante.

VIANELLO, ELISA
2025/2026

Abstract

Questa tesi si propone di indagare il concetto di errore, analizzandone l’evoluzione semantica e culturale nelle diverse epoche storiche (da strumento di miglioramento personale a indicatore di fallimento) e interrogandone le ragioni, con particolare attenzione alla società contemporanea. L’obiettivo è comprendere come il significato attribuito all’errore si sia progressivamente trasformato e quali effetti tale trasformazione produca sulle vite degli individui. La ricerca si concentra prevalentemente su contributi in ambito sociologico, pur mantenendo un approccio interdisciplinare, al fine di evidenziare come, nella società odierna, l’errore assuma un peso rilevante nella costruzione delle soggettività. In particolare, errare come pratica di conoscenza di sé e come momento di esplorazione del proprio percorso viene oggi frequentemente interpretato come “tempo inutile”, in quanto non immediatamente orientato a un’utilità di tipo capitalistico. In questa prospettiva, l’errore risulta non funzionale, poiché potenzialmente capace di deviare gli individui dai binari prestabiliti da logiche egemoniche di produzione e rendimento. Dal punto di vista metodologico, la tesi si avvale di note di campo raccolte durante il periodo in cui ho avuto l’opportunità di vivere un’esperienza presso l’UERJ (Universidade do Estado do Rio de Janeiro) a Rio de Janeiro, in Brasile, e degli insegnamenti maturati all’interno del gruppo di ricerca NEFI – Núcleo de Estudos em Filosofia e Infância (Centro di Studi sulla Filosofia e l’Infanzia), attivo da oltre vent’anni presso l’Università Statale di Rio de Janeiro e coordinato dal prof. Walter O. Kohan. A partire da questa esperienza, la ricerca propone un’etnografia multisituata tra Italia e Brasile (Rio de Janeiro), condotta in contesti scolastici dell’istruzione obbligatoria, attraverso pratiche di con-ricerca e mediante un approccio dichiaratamente antioppressivo. Elemento centrale del lavoro è la decostruzione delle aspettative dominanti attraverso la formulazione di domande critiche. In questo scenario, il corpo emerge come possibile luogo e tempo di decostruzione sociale ed emancipazione dalle strutture dominanti: attraverso il corpo, l’individuo diventa spazio e tempo di erranza. I corpi, mediante il pensiero, possono trasformarsi in strumenti di evasione da contesti oppressivi. In questa prospettiva, la scuola può essere ripensata come una palestra privilegiata per l’apprendimento di pratiche e logiche emancipative, in quanto luogo in cui si stabiliscono i primi rapporti con i pari e si allena il il pensiero critico.
2025
The body as a shelter for error. A multi-sited ethnography in schools between Italy and Brazil (Rio de Janeiro) as places for the thought of the wandering body.
Errare
Corpo
Etnografia
Scuola
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107222