This thesis is devoted to an analysis of the philosophy of T. W. Adorno (1903–1969), with particular reference to the problem of individuality and to the experience of its fragmentation and suffering as the starting point for a critique of late-capitalist society and its mechanisms of domination. The first part of this work is devoted to an analysis, partly comparative, of the works representing the different phases of Adorno’s theoretical and critical thought, with the aim of highlighting both its coherence and its elements of discontinuity. The analysis begins with Adorno’s contributions of the early 1930s, which lay the theoretical foundations for the critical method that the author would employ throughout his philosophical production. It then turns to the arguments developed in Dialectic of Enlightenment (1947), written together with Max Horkheimer, a text that offers a radical and indispensable critique of the paradigm of calculative and instrumental rationality oriented toward domination. This paradigm emerged from the human attempt to control the presumed “irrationality” of nature, yet ultimately generated the forms of violence underlying the modern model of the subject. The second part of the thesis focuses on Adorno’s writings of the 1940s on the crisis of the individual and on Minima Moralia (1951), which allow a more direct engagement with Adorno’s reflections on the experience of suffering to which the individual is subjected in contemporary society. Attention is also devoted to the controversial Adornian question of the deferral of praxis, a central theme of Negative Dialectics (1966). The aim is to bring out both the reasons for and the limits of this position, situating it within the broader debate in which it has been discussed. From this critical perspective, the thesis ultimately seeks to show how Adorno’s analysis of the “crisis of the individual” may in fact open up significant possibilities for the ethical–practical dimension, whose emancipatory potential this work aims to highlight.

Il presente elaborato è rivolto all’analisi della filosofia di T. W. Adorno (1903-1969) con specifico riferimento al problema dell’individualità e della sua esperienza di lacerazione e sofferenza in quanto premessa con cui intraprendere la critica della società tardo-capitalistica e dei suoi dispositivi di dominio. La prima parte di questo lavoro è dedicata all’analisi, anche comparativa, delle opere che rappresentano le diverse fasi del pensiero teorico-critico di Adorno, nel tentativo di metterne in luce tanto la coerenza quanto gli elementi di discontinuità. L’analisi prende le mosse dai contributi dei primi anni Trenta, che gettano le basi teoretiche per l’elaborazione del metodo critico di cui l’autore si servirà in tutta la sua produzione filosofica. In seguito, si prendono in esame i contenuti della Dialettica dell’Illuminismo (1947), testo scritto insieme ad Horkheimer, che costituisce una critica radicale ed imprescindibile al paradigma di razionalità calcolante, strumentale e rivolta al dominio sorto a partire dal tentativo umano di controllare la presunta "irrazionalità" della natura, ma foriero delle forme di violenza alla base del modello di soggetto della modernità. La seconda parte dell’elaborato si concentra sugli scritti degli anni Quaranta sulla crisi dell’individuo e sui Minima moralia (1951), che permettono di entrare più propriamente nel merito della questione posta da Adorno riguardo all’esperienza di sofferenza a cui è costretto l’individuo nel contesto della contemporaneità. Si darà spazio anche alla controversa questione adorniana del rinvio alla prassi, tema centrale della Dialettica negativa (1966), cercando di farne emergere sia le ragioni sia i limiti inquadrandola alla luce del dibattito che l’ha vista protagonista. Questa prospettiva critica accompagnerà il tentativo di mostrare come, a partire dalla trattazione adorniana relativa alla "crisi dell’individuo" sia in realtà possibile rintracciare significative aperture alla dimensione etico-pratica, di cui questo lavoro intende valorizzare le potenzialità emancipative.

Sofferenza come resistenza. La crisi dell’individuo nella filosofia di Adorno e il problema delle sue aperture pratiche

BORDIGNON, GIADA
2025/2026

Abstract

This thesis is devoted to an analysis of the philosophy of T. W. Adorno (1903–1969), with particular reference to the problem of individuality and to the experience of its fragmentation and suffering as the starting point for a critique of late-capitalist society and its mechanisms of domination. The first part of this work is devoted to an analysis, partly comparative, of the works representing the different phases of Adorno’s theoretical and critical thought, with the aim of highlighting both its coherence and its elements of discontinuity. The analysis begins with Adorno’s contributions of the early 1930s, which lay the theoretical foundations for the critical method that the author would employ throughout his philosophical production. It then turns to the arguments developed in Dialectic of Enlightenment (1947), written together with Max Horkheimer, a text that offers a radical and indispensable critique of the paradigm of calculative and instrumental rationality oriented toward domination. This paradigm emerged from the human attempt to control the presumed “irrationality” of nature, yet ultimately generated the forms of violence underlying the modern model of the subject. The second part of the thesis focuses on Adorno’s writings of the 1940s on the crisis of the individual and on Minima Moralia (1951), which allow a more direct engagement with Adorno’s reflections on the experience of suffering to which the individual is subjected in contemporary society. Attention is also devoted to the controversial Adornian question of the deferral of praxis, a central theme of Negative Dialectics (1966). The aim is to bring out both the reasons for and the limits of this position, situating it within the broader debate in which it has been discussed. From this critical perspective, the thesis ultimately seeks to show how Adorno’s analysis of the “crisis of the individual” may in fact open up significant possibilities for the ethical–practical dimension, whose emancipatory potential this work aims to highlight.
2025
Suffering as Resistance. The Crisis of the Individual in Adorno’s Philosophy and the Problem of its Openings toward Praxis
Il presente elaborato è rivolto all’analisi della filosofia di T. W. Adorno (1903-1969) con specifico riferimento al problema dell’individualità e della sua esperienza di lacerazione e sofferenza in quanto premessa con cui intraprendere la critica della società tardo-capitalistica e dei suoi dispositivi di dominio. La prima parte di questo lavoro è dedicata all’analisi, anche comparativa, delle opere che rappresentano le diverse fasi del pensiero teorico-critico di Adorno, nel tentativo di metterne in luce tanto la coerenza quanto gli elementi di discontinuità. L’analisi prende le mosse dai contributi dei primi anni Trenta, che gettano le basi teoretiche per l’elaborazione del metodo critico di cui l’autore si servirà in tutta la sua produzione filosofica. In seguito, si prendono in esame i contenuti della Dialettica dell’Illuminismo (1947), testo scritto insieme ad Horkheimer, che costituisce una critica radicale ed imprescindibile al paradigma di razionalità calcolante, strumentale e rivolta al dominio sorto a partire dal tentativo umano di controllare la presunta "irrazionalità" della natura, ma foriero delle forme di violenza alla base del modello di soggetto della modernità. La seconda parte dell’elaborato si concentra sugli scritti degli anni Quaranta sulla crisi dell’individuo e sui Minima moralia (1951), che permettono di entrare più propriamente nel merito della questione posta da Adorno riguardo all’esperienza di sofferenza a cui è costretto l’individuo nel contesto della contemporaneità. Si darà spazio anche alla controversa questione adorniana del rinvio alla prassi, tema centrale della Dialettica negativa (1966), cercando di farne emergere sia le ragioni sia i limiti inquadrandola alla luce del dibattito che l’ha vista protagonista. Questa prospettiva critica accompagnerà il tentativo di mostrare come, a partire dalla trattazione adorniana relativa alla "crisi dell’individuo" sia in realtà possibile rintracciare significative aperture alla dimensione etico-pratica, di cui questo lavoro intende valorizzare le potenzialità emancipative.
Adorno
crisi dell'individuo
sofferenza
resistenza
prassi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107242