Introduzione: La sclerodermia, o sclerosi sistemica, è una patologia cronica a patogenesi autoimmune. I segni più caratteristici sono l’ispessimento della cute, che vede nelle mani la sua sede elettiva e d'esordio, e la presenza di contratture articolari, soprattutto a livello delle mani e dei polsi, che causano rigidità con limitazione del movimento e conseguente riduzione della capacità del soggetto di svolgere le normali attività della vita quotidiana, rendendo necessaria l’assistenza da parte di altre persone o l’utilizzo di ausili, con importanti ripercussioni sulla qualità della vita. Obiettivo: L'obiettivo di questo studio è quello di valutare l'efficacia di un programma riabilitativo delle mani eseguito su pazienti con sclerosi sistemica di lungo corso (forma late), in termini di miglioramento della mobilità e funzionalità della mano e dell’arto superiore e della qualità della vita e salute in generale. Materiali e metodi: In questo studio prospettico di coorte sono stati arruolati pazienti affetti da sclerosi sistemica. I criteri principali di inclusione erano: presenza di almeno una contrattura agli arti superiori e durata di malattia di almeno 5 anni. I pazienti sono stati valutati al tempo zero (T0) e dopo circa 6-8 settimane (T1). Gli outcome valutati, e le relative scale di valutazione validate, sono: mobilità della mano (misura in cm della distanza digito-palmare e scala HAMIS), funzionalità della mano e dell’arto superiore (CHFS, DASH, HAQ) e la qualità della vita e salute (SF-36). Risultati: I pazienti considerati idonei sono stati divisi in due gruppi: il gruppo “sperimentale” (n=10), che ha eseguito il programma riabilitativo, e il gruppo “controllo” (n=6), che invece non ha svolto la riabilitazione. In seguito all’analisi dei dati ottenuti nei due gruppi, nel gruppo sperimentale si è osservato il miglioramento dell’outcome della mobilità della mano, maggiore nella mano dx, anche se in generale non significativo. Il miglioramento maggiore si è riscontrato nell’outcome della qualità della vita e salute generale, dove tutte le 8 aree della scala SF-36 hanno mostrato un miglioramento, statisticamente significativo in quattro di esse. È peggiorato invece l'outcome della funzionalità della mano, in cui solo la scala CHFS ha mostrato un miglioramento, non significativo. Il gruppo di controllo ha riportato invece un peggioramento generale dei tre outcome considerati, con miglioramenti non significativi di pochi punteggi. Conclusioni: Lo studio ha permesso di evidenziare la presenza di miglioramenti, alcuni statisticamente significativi, in seguito al trattamento, dimostrando l’efficacia del programma riabilitativo della mano in pazienti con forma late di SSc.
Efficacia e impatto sulla qualità della vita di un programma riabilitativo di manipolazione dei tessuti della mano ed esercizi di mobilizzazione attiva nella sclerosi sistemica di lungo corso
PASCU, DENISA
2024/2025
Abstract
Introduzione: La sclerodermia, o sclerosi sistemica, è una patologia cronica a patogenesi autoimmune. I segni più caratteristici sono l’ispessimento della cute, che vede nelle mani la sua sede elettiva e d'esordio, e la presenza di contratture articolari, soprattutto a livello delle mani e dei polsi, che causano rigidità con limitazione del movimento e conseguente riduzione della capacità del soggetto di svolgere le normali attività della vita quotidiana, rendendo necessaria l’assistenza da parte di altre persone o l’utilizzo di ausili, con importanti ripercussioni sulla qualità della vita. Obiettivo: L'obiettivo di questo studio è quello di valutare l'efficacia di un programma riabilitativo delle mani eseguito su pazienti con sclerosi sistemica di lungo corso (forma late), in termini di miglioramento della mobilità e funzionalità della mano e dell’arto superiore e della qualità della vita e salute in generale. Materiali e metodi: In questo studio prospettico di coorte sono stati arruolati pazienti affetti da sclerosi sistemica. I criteri principali di inclusione erano: presenza di almeno una contrattura agli arti superiori e durata di malattia di almeno 5 anni. I pazienti sono stati valutati al tempo zero (T0) e dopo circa 6-8 settimane (T1). Gli outcome valutati, e le relative scale di valutazione validate, sono: mobilità della mano (misura in cm della distanza digito-palmare e scala HAMIS), funzionalità della mano e dell’arto superiore (CHFS, DASH, HAQ) e la qualità della vita e salute (SF-36). Risultati: I pazienti considerati idonei sono stati divisi in due gruppi: il gruppo “sperimentale” (n=10), che ha eseguito il programma riabilitativo, e il gruppo “controllo” (n=6), che invece non ha svolto la riabilitazione. In seguito all’analisi dei dati ottenuti nei due gruppi, nel gruppo sperimentale si è osservato il miglioramento dell’outcome della mobilità della mano, maggiore nella mano dx, anche se in generale non significativo. Il miglioramento maggiore si è riscontrato nell’outcome della qualità della vita e salute generale, dove tutte le 8 aree della scala SF-36 hanno mostrato un miglioramento, statisticamente significativo in quattro di esse. È peggiorato invece l'outcome della funzionalità della mano, in cui solo la scala CHFS ha mostrato un miglioramento, non significativo. Il gruppo di controllo ha riportato invece un peggioramento generale dei tre outcome considerati, con miglioramenti non significativi di pochi punteggi. Conclusioni: Lo studio ha permesso di evidenziare la presenza di miglioramenti, alcuni statisticamente significativi, in seguito al trattamento, dimostrando l’efficacia del programma riabilitativo della mano in pazienti con forma late di SSc.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107413