Autism Spectrum Disorder (ASD) is characterized by marked clinical and functional heterogeneity and by frequent difficulties in regulation processes, sensorimotor integration, and the development of intersubjectivity. In recent years, aquatic intervention has been proposed as a complementary therapeutic context in the treatment of neurodevelopmental disorders, with research primarily focused on motor outcomes. The present work critically analyzes the literature on aquatic interventions in ASD, highlighting their potential, methodological limitations, and underexplored areas, particularly with regard to regulatory and relational processes in children with low adaptive functioning. The theoretical reflection is integrated with the clinical exploration of a neuropsychomotor intervention conducted in an aquatic setting, including the analysis of the initial profile, the definition of goals, and the observation of regulatory and interactive processes, in order to establish a dialogue between the scientific literature and clinical experience.

Il disturbo dello spettro autistico (ASD) si caratterizza per un’elevata eterogeneità clinico-funzionale e per frequenti fragilità nei processi di regolazione, integrazione sensomotoria e costruzione dell’intersoggettività. Negli ultimi anni l’intervento in ambiente acquatico è stato proposto come contesto complementare nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo, con evidenze prevalentemente orientate agli outcome motori. Il presente lavoro analizza criticamente la letteratura relativa agli interventi acquatici nell’ASD, evidenziandone potenzialità, limiti metodologici e aree ancora poco esplorate, in particolare rispetto ai processi regolativi e relazionali nei profili a basso funzionamento adattivo. La riflessione teorica è integrata con l’approfondimento clinico di un intervento neuropsicomotorio in setting acquatico, comprendente l’analisi del profilo iniziale, la definizione degli obiettivi e l’osservazione dei processi regolativi e interattivi, al fine di mettere in dialogo quanto emerso dalla letteratura con l’esperienza clinica.

Il setting acquatico come contesto terapeutico nel disturbo dello spettro autistico: potenzialità e implicazioni per l’intervento neuropsicomotorio

GAZZIN, ANGELA
2024/2025

Abstract

Autism Spectrum Disorder (ASD) is characterized by marked clinical and functional heterogeneity and by frequent difficulties in regulation processes, sensorimotor integration, and the development of intersubjectivity. In recent years, aquatic intervention has been proposed as a complementary therapeutic context in the treatment of neurodevelopmental disorders, with research primarily focused on motor outcomes. The present work critically analyzes the literature on aquatic interventions in ASD, highlighting their potential, methodological limitations, and underexplored areas, particularly with regard to regulatory and relational processes in children with low adaptive functioning. The theoretical reflection is integrated with the clinical exploration of a neuropsychomotor intervention conducted in an aquatic setting, including the analysis of the initial profile, the definition of goals, and the observation of regulatory and interactive processes, in order to establish a dialogue between the scientific literature and clinical experience.
2024
The Aquatic Setting as a Therapeutic Context in Autism Spectrum Disorder: Potential and Implications for Neuropsychomotor Intervention
Il disturbo dello spettro autistico (ASD) si caratterizza per un’elevata eterogeneità clinico-funzionale e per frequenti fragilità nei processi di regolazione, integrazione sensomotoria e costruzione dell’intersoggettività. Negli ultimi anni l’intervento in ambiente acquatico è stato proposto come contesto complementare nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo, con evidenze prevalentemente orientate agli outcome motori. Il presente lavoro analizza criticamente la letteratura relativa agli interventi acquatici nell’ASD, evidenziandone potenzialità, limiti metodologici e aree ancora poco esplorate, in particolare rispetto ai processi regolativi e relazionali nei profili a basso funzionamento adattivo. La riflessione teorica è integrata con l’approfondimento clinico di un intervento neuropsicomotorio in setting acquatico, comprendente l’analisi del profilo iniziale, la definizione degli obiettivi e l’osservazione dei processi regolativi e interattivi, al fine di mettere in dialogo quanto emerso dalla letteratura con l’esperienza clinica.
Autismo
Setting acquatico
Neuropsicomotricità
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