Il presente lavoro di tesi si propone di indagare il costrutto di "Sofferenza Sottosoglia" (Subclinical Distress), con l’obiettivo di delineare il funzionamento psicologico di quei soggetti che, pur mancando dei criteri per una diagnosi psichiatriche formali (Disease), sperimentano una condizione soggettiva di grave malessere (Illness). Lo studio è strutturato su un disegno osservazionale trasversale caso-controllo, confrontando un Gruppo Sperimentale di 77 soggetti definiti "Sani ma Sofferenti" con un Gruppo di Controllo Normativo di 510 individui della popolazione generale. Per la rilevazione dei dati è stata impiegata la batteria Cognitive Behavioural Assessment (CBA-3). Dall’ analisi dei dati emerge una frattura netta tra i due gruppi, statisticamente significativa (p < .001), e caratterizzata da un’ampia dimensione dell’effetto (Cohen’s d > 1.5). Nello specifico, il profilo dei soggetti "Sani ma Sofferenti" appare marcatamente Internalizzante e Overcontrolled: si registrano picchi significativi nelle scale di Depressione (Z = +1.98) e Ansia di Tratto (Z = +1.56), accompagnati da Iperattivazione Psicofisiologica e Perfezionismo Clinico. A fronte di tale carico sintomatologico, le risorse individuali appaiono deficitarie, con indici di strategie di Coping e Autoefficacia sensibilmente ridotti (Z = -1.12). L'approfondimento qualitativo ha inoltre portato alla luce elementi di rischio spesso silenti, quali un’ideazione suicidaria occulta e un passato segnato da Family Stress e invalidazione emotiva. In sintesi, i risultati confermano la presenza di una fascia di "pazienti invisibili" che, pur mantenendo un buon adattamento sociale, nascondono una grave compromissione interna. Emerge dunque un preoccupante Treatment Gap: è imperativo sviluppare nuovi protocolli di screening capaci di intercettare questo disagio precocemente. È tempo di restituire dignità a una sofferenza che non ha bisogno di diventare patologia grave per meritare di essere ascoltata, perché intervenire oggi significa prevenire il crollo silenzioso di domani.
La discrepanza tra clinica e vissuto: analisi della Sofferenza Sottosoglia attraverso il CBA-3 in un campione non clinico
LO IACONO, CHIARA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi si propone di indagare il costrutto di "Sofferenza Sottosoglia" (Subclinical Distress), con l’obiettivo di delineare il funzionamento psicologico di quei soggetti che, pur mancando dei criteri per una diagnosi psichiatriche formali (Disease), sperimentano una condizione soggettiva di grave malessere (Illness). Lo studio è strutturato su un disegno osservazionale trasversale caso-controllo, confrontando un Gruppo Sperimentale di 77 soggetti definiti "Sani ma Sofferenti" con un Gruppo di Controllo Normativo di 510 individui della popolazione generale. Per la rilevazione dei dati è stata impiegata la batteria Cognitive Behavioural Assessment (CBA-3). Dall’ analisi dei dati emerge una frattura netta tra i due gruppi, statisticamente significativa (p < .001), e caratterizzata da un’ampia dimensione dell’effetto (Cohen’s d > 1.5). Nello specifico, il profilo dei soggetti "Sani ma Sofferenti" appare marcatamente Internalizzante e Overcontrolled: si registrano picchi significativi nelle scale di Depressione (Z = +1.98) e Ansia di Tratto (Z = +1.56), accompagnati da Iperattivazione Psicofisiologica e Perfezionismo Clinico. A fronte di tale carico sintomatologico, le risorse individuali appaiono deficitarie, con indici di strategie di Coping e Autoefficacia sensibilmente ridotti (Z = -1.12). L'approfondimento qualitativo ha inoltre portato alla luce elementi di rischio spesso silenti, quali un’ideazione suicidaria occulta e un passato segnato da Family Stress e invalidazione emotiva. In sintesi, i risultati confermano la presenza di una fascia di "pazienti invisibili" che, pur mantenendo un buon adattamento sociale, nascondono una grave compromissione interna. Emerge dunque un preoccupante Treatment Gap: è imperativo sviluppare nuovi protocolli di screening capaci di intercettare questo disagio precocemente. È tempo di restituire dignità a una sofferenza che non ha bisogno di diventare patologia grave per meritare di essere ascoltata, perché intervenire oggi significa prevenire il crollo silenzioso di domani.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107783