Ognuno di noi ha delle considerazioni diverse quando osserva una pianta, ad esempio c’è chi la considera un elemento di arredo per la casa o per la città, c’è chi la ritiene un semplice essere vivente che fa parte dell’ecosistema, c’è chi la venera e le attribuisce doti spirituali o magiche. Nella scala evolutiva degli esseri viventi, le piante sono posizionate un gradino sopra i corpi inerti, minerali e metalli, ma sono al di sotto degli altri viventi, quasi separate da questi ultimi. A partire dal XX secolo, gli studi sulle piante iniziarono ad assumere una prospettiva diversa, e si iniziò a considerarle degli organismi più complessi dotati di una propria cognizione. Non avendo un cervello, sarebbe assurdo dire che le piante possiedono una mente, delle capacità cognitive, ma se ci focalizziamo sulla definizione di cognizione, che rappresenta la capacità di percepire segnali esterni, elaborarli e produrre risposte e strategie per la sopravvivenza, allora si può affermare che anche le piante presentano una forma di cognizione. Ad esempio, di fronte a problemi ambientali, come la ricerca di luce, acqua o l’adattamento a condizioni di temperatura variabile, le piante testano diverse risposte fino a trovare la strategia più efficace. Ad esempio, quando una pianta si trova in un ambiente con luce limitata, può far crescere i suoi rami e foglie in varie direzioni alla ricerca del punto migliore per assorbire il massimo di luce disponibile. Se la luce si sposta, la pianta può regolare il suo orientamento o modificare la sua struttura per continuare ad accedere alla luce. La similitudine con gli animali riguarda quindi questa capacità di esplorare, regolare e memorizzare risposte senza un sistema nervoso centrale. La cognizione nelle piante può essere dunque identificata tramite il tipo di cambiamento che avviene nel loro comportamento e che determina un miglioramento nelle loro possibilità di sopravvivenza. In questo elaborato mi sono focalizzata in particolare, sui diversi tipi di comunicazione utilizzati dalle piante, per esplorare fino in fondo quanta somiglianza ci può essere tra il mondo umano e il mondo vegetale.

Il linguaggio silenzioso delle piante: la comunicazione sotterranea e aerea

SFORZA, ALESSIA
2025/2026

Abstract

Ognuno di noi ha delle considerazioni diverse quando osserva una pianta, ad esempio c’è chi la considera un elemento di arredo per la casa o per la città, c’è chi la ritiene un semplice essere vivente che fa parte dell’ecosistema, c’è chi la venera e le attribuisce doti spirituali o magiche. Nella scala evolutiva degli esseri viventi, le piante sono posizionate un gradino sopra i corpi inerti, minerali e metalli, ma sono al di sotto degli altri viventi, quasi separate da questi ultimi. A partire dal XX secolo, gli studi sulle piante iniziarono ad assumere una prospettiva diversa, e si iniziò a considerarle degli organismi più complessi dotati di una propria cognizione. Non avendo un cervello, sarebbe assurdo dire che le piante possiedono una mente, delle capacità cognitive, ma se ci focalizziamo sulla definizione di cognizione, che rappresenta la capacità di percepire segnali esterni, elaborarli e produrre risposte e strategie per la sopravvivenza, allora si può affermare che anche le piante presentano una forma di cognizione. Ad esempio, di fronte a problemi ambientali, come la ricerca di luce, acqua o l’adattamento a condizioni di temperatura variabile, le piante testano diverse risposte fino a trovare la strategia più efficace. Ad esempio, quando una pianta si trova in un ambiente con luce limitata, può far crescere i suoi rami e foglie in varie direzioni alla ricerca del punto migliore per assorbire il massimo di luce disponibile. Se la luce si sposta, la pianta può regolare il suo orientamento o modificare la sua struttura per continuare ad accedere alla luce. La similitudine con gli animali riguarda quindi questa capacità di esplorare, regolare e memorizzare risposte senza un sistema nervoso centrale. La cognizione nelle piante può essere dunque identificata tramite il tipo di cambiamento che avviene nel loro comportamento e che determina un miglioramento nelle loro possibilità di sopravvivenza. In questo elaborato mi sono focalizzata in particolare, sui diversi tipi di comunicazione utilizzati dalle piante, per esplorare fino in fondo quanta somiglianza ci può essere tra il mondo umano e il mondo vegetale.
2025
The silent language of plants: underground and aerial communication
linguaggio
sotteraneo
aereo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107793