Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare criticamente il rapporto tra l'individuo e il dolore nella modernità occidentale, esplorando come le pratiche di mindfulness siano state influenzate dalle dinamiche della "società della prestazione". Nella prima parte, la ricerca esamina la tendenza sistematica alla rimozione della sofferenza, interpretata come un ostacolo all'efficienza e alla performance. Attraverso il pensiero di autori come Byung-Chul Han e Zygmunt Bauman, viene evidenziato come il dolore sia oggi percepito come una debolezza da eliminare, portando a una mercificazione delle emozioni e alla nascita del fenomeno della "McMindfulness", ovvero un'estrapolazione individualistica e decontestualizzata delle pratiche orientali. Il secondo capitolo si focalizza sul recupero della "Mindfulness Etica", sottolineando il nesso inscindibile tra etica (Sila) e attenzione (Sati) presente nel Canone Pali. L'obiettivo è ripoliticizzare il disagio, leggendo la sofferenza non solo come un problema individuale, ma come un sintomo sociale derivante da un adattamento patologico a contesti alienanti. Infine, la tesi propone un nuovo approccio basato sulla "cura collettiva", ispirato anche dalle riflessioni di Miguel Benasayag sulla dimensione relazionale del dolore. In conclusione, si sostiene la necessità di una mindfulness che trascenda la sfera personale per abbracciare una dimensione comunitaria e sociale, capace di trasformare il dolore in un'occasione di connessione e trasformazione collettiva.

L'imperativo occidentale di rimozione del dolore: come la società neoliberale mercifica le emozioni e trasforma le pratiche orientali

BALLATORE, DAVIDE
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare criticamente il rapporto tra l'individuo e il dolore nella modernità occidentale, esplorando come le pratiche di mindfulness siano state influenzate dalle dinamiche della "società della prestazione". Nella prima parte, la ricerca esamina la tendenza sistematica alla rimozione della sofferenza, interpretata come un ostacolo all'efficienza e alla performance. Attraverso il pensiero di autori come Byung-Chul Han e Zygmunt Bauman, viene evidenziato come il dolore sia oggi percepito come una debolezza da eliminare, portando a una mercificazione delle emozioni e alla nascita del fenomeno della "McMindfulness", ovvero un'estrapolazione individualistica e decontestualizzata delle pratiche orientali. Il secondo capitolo si focalizza sul recupero della "Mindfulness Etica", sottolineando il nesso inscindibile tra etica (Sila) e attenzione (Sati) presente nel Canone Pali. L'obiettivo è ripoliticizzare il disagio, leggendo la sofferenza non solo come un problema individuale, ma come un sintomo sociale derivante da un adattamento patologico a contesti alienanti. Infine, la tesi propone un nuovo approccio basato sulla "cura collettiva", ispirato anche dalle riflessioni di Miguel Benasayag sulla dimensione relazionale del dolore. In conclusione, si sostiene la necessità di una mindfulness che trascenda la sfera personale per abbracciare una dimensione comunitaria e sociale, capace di trasformare il dolore in un'occasione di connessione e trasformazione collettiva.
2025
The Western Imperative of Pain Removal: How Neoliberal Society Commodifies Emotions and Transforms Oriental Practices
rimozione del dolore
mindfulness
capitalismo emotivo
comunità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/108159