Il presente elaborato indaga le modalità attraverso cui gli alunni della scuola primaria costruiscono il significato del segno di uguale, con particolare attenzione al passaggio da una concezione procedurale a una concezione relazionale. La letteratura evidenzia come il simbolo “=” venga spesso interpretato come un segnale operativo che introduce il risultato di un calcolo, ostacolando lo sviluppo del pensiero relazionale. La ricerca è stata condotta in una classe terza della scuola primaria attraverso un disegno quasi-sperimentale di tipo pre-test/post-test. È stato somministrato un questionario iniziale volto a rilevare le concezioni spontanee degli alunni, seguito da un intervento didattico strutturato in più fasi (esplorazione, costruzione e formalizzazione) e da una rilevazione finale. L’intervento ha previsto attività basate sull’uso di uguaglianze non canoniche, discussioni collettive e strumenti manipolativi, in particolare la bilancia a due piatti, utilizzata per rappresentare il concetto di uguaglianza come equilibrio tra quantità. Le attività hanno favorito il confronto tra pari, la verbalizzazione e la riflessione metacognitiva. L’analisi dei dati, condotta attraverso una categorizzazione qualitativa delle risposte (procedurali, parziali, relazionali), ha evidenziato una prevalenza iniziale di concezioni procedurali, in linea con la letteratura. Al termine dell’intervento si è osservato un aumento delle risposte di tipo relazionale, accompagnato da un uso più consapevole del linguaggio matematico. I risultati indicano che un intervento didattico mirato, basato su attività diversificate e su un approccio attivo e riflessivo, può favorire una ristrutturazione del significato attribuito al segno di uguale, contribuendo allo sviluppo del pensiero matematico degli alunni.
Il segno di uguale come simbolo di relazione: dalle misconcezioni alla comprensione relazionale nella scuola primaria
DALLA RIVA, ARIANNA
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato indaga le modalità attraverso cui gli alunni della scuola primaria costruiscono il significato del segno di uguale, con particolare attenzione al passaggio da una concezione procedurale a una concezione relazionale. La letteratura evidenzia come il simbolo “=” venga spesso interpretato come un segnale operativo che introduce il risultato di un calcolo, ostacolando lo sviluppo del pensiero relazionale. La ricerca è stata condotta in una classe terza della scuola primaria attraverso un disegno quasi-sperimentale di tipo pre-test/post-test. È stato somministrato un questionario iniziale volto a rilevare le concezioni spontanee degli alunni, seguito da un intervento didattico strutturato in più fasi (esplorazione, costruzione e formalizzazione) e da una rilevazione finale. L’intervento ha previsto attività basate sull’uso di uguaglianze non canoniche, discussioni collettive e strumenti manipolativi, in particolare la bilancia a due piatti, utilizzata per rappresentare il concetto di uguaglianza come equilibrio tra quantità. Le attività hanno favorito il confronto tra pari, la verbalizzazione e la riflessione metacognitiva. L’analisi dei dati, condotta attraverso una categorizzazione qualitativa delle risposte (procedurali, parziali, relazionali), ha evidenziato una prevalenza iniziale di concezioni procedurali, in linea con la letteratura. Al termine dell’intervento si è osservato un aumento delle risposte di tipo relazionale, accompagnato da un uso più consapevole del linguaggio matematico. I risultati indicano che un intervento didattico mirato, basato su attività diversificate e su un approccio attivo e riflessivo, può favorire una ristrutturazione del significato attribuito al segno di uguale, contribuendo allo sviluppo del pensiero matematico degli alunni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109033