L’elaborato si inserisce nell’analisi del legame tra natura e psiche, particolarmente tra il paesaggio naturale presente nell’opera pittorica e il suo fruitore. Tramite strumenti tratti dalla psicologia ambientale, che studia l’interazione tra essere umano e ambiente fisico (naturale e costruito), la ricerca esplorativa indaga se il dipinto di un paesaggio naturale, rappresentando il paesaggio interiore dell’artista, sia in grado di trasmettere un corrispondente stato affettivo su varie tipologie di fruitori e altresì capace di produrre effetti rigenerativi in grado di ripristinare risorse emotive e cognitive pur di breve durata. L’oggetto in questione rientra in una tipologia di elementi naturali che nel restorative design concorre all’obiettivo di creare un ambiente fonte di benessere (Pazzaglia & Tizi, 2022), secondo le teorie di riferimento (Biofilia, Wilson, 1984; ART, Kaplan & Kaplan, 1989; SRT, Ulrich, 1991). Dopo un breve excursus storico sulla diffusione della pitttura di paesaggio viene descritto il paesaggio interiore: in psicologia (Lingiardi, 2017; Winnicot, 1974, 1975; Rosenberg, 2013; Glasgow, 2021; Stolz, 2021; Zeki, 2003), come luogo in cui si sedimentano le informazioni del mondo circostante, comprensibili non solamente dalla ricezione visiva, ma anche corporea (Wolfflin, 2010) grazie alla quale, competenze simulativo-mimetiche dei neuroni specchio e una natura socio-relazionale (Ammaniti, Gallese, 2014) ci permettono di simulare la pennellata del pittore (Umiltà, 2021) e scegliere quella che più appartiene al nostro mondo interiore; nella storia dell’arte, dove fin da tempi antichi (Turri, 1974) è l’artista che inventa o rappresenta quegli spazi psichici, scenari naturali in cui ritrovare o scoprire quello di cui abbiamo più bisogno (Musatti, 1982; Simmel, 1903; Amiel, 1883, 1884). Per la ricerca vengono scelti tre quadri (Monet, Van Gogh, Kandinsky) caratterizzati da stili pittorici, intenti e stati d’animo differenti, contenenti caratteristiche altamente attrattive (Ulrich, 1991) e altre di natura ambivalente, tanto da ipotizzare la loro influenza nella promozione di effetti oppositivi, in contrasto con gli auspicati effetti rigenerativi. Tramite piattaforma Qualtrix MX, a 38 partecipanti (21 femmine, 17 maschi) dai 18 ai 45 anni, vengono somministrati tre questionari: versione ridotta italiana (Perugini et al., 2002)) del Modello Circonflesso di Russell, versione ridotta italiana (Berto, 2001; Peron et al., 2002) della PRS di Hartig, Giudizio di piacevolezza ad hoc. L’analisi dei dati evidenzia preferenze significative per Monet che risulta, supportato dalla letteratura citata, il più rigenerativo, il più gradevole, il meno ambiguo, procurando uno stato affettivo piacevole quasi soporifero, senza particolari commozioni romantiche com’era negli intenti dell’artista. Gli altri due confermando parzialmente le aspettative, risultando più ambivalenti e quindi un po’ meno adatti per certi ambienti di relax. Il genere di appartenenza dei partecipanti risulta non influire sulle preferenze, ma solo per punteggi più alti sulla piacevolezza da parte delle femmine. Si è concluso che la scelta dell’immagine di un paesaggio naturale in grado di trasmettere lo stato d’animo dell’artista per di più rigenerante, debba tener conto di una bellezza universale derivante più dal puro stile pittorico che da un contenuto, il più possibile privo di elementi fuorvianti, soprattutto in presenza di una competenza artistica di livello medio, come nel caso della popolazione presente nel sondaggio dell’elaborato.

Paesaggi interiori nella pittura di paesaggio. Stati affettivi e rigeneratività percepita

MEDICI, FEDERICA
2025/2026

Abstract

L’elaborato si inserisce nell’analisi del legame tra natura e psiche, particolarmente tra il paesaggio naturale presente nell’opera pittorica e il suo fruitore. Tramite strumenti tratti dalla psicologia ambientale, che studia l’interazione tra essere umano e ambiente fisico (naturale e costruito), la ricerca esplorativa indaga se il dipinto di un paesaggio naturale, rappresentando il paesaggio interiore dell’artista, sia in grado di trasmettere un corrispondente stato affettivo su varie tipologie di fruitori e altresì capace di produrre effetti rigenerativi in grado di ripristinare risorse emotive e cognitive pur di breve durata. L’oggetto in questione rientra in una tipologia di elementi naturali che nel restorative design concorre all’obiettivo di creare un ambiente fonte di benessere (Pazzaglia & Tizi, 2022), secondo le teorie di riferimento (Biofilia, Wilson, 1984; ART, Kaplan & Kaplan, 1989; SRT, Ulrich, 1991). Dopo un breve excursus storico sulla diffusione della pitttura di paesaggio viene descritto il paesaggio interiore: in psicologia (Lingiardi, 2017; Winnicot, 1974, 1975; Rosenberg, 2013; Glasgow, 2021; Stolz, 2021; Zeki, 2003), come luogo in cui si sedimentano le informazioni del mondo circostante, comprensibili non solamente dalla ricezione visiva, ma anche corporea (Wolfflin, 2010) grazie alla quale, competenze simulativo-mimetiche dei neuroni specchio e una natura socio-relazionale (Ammaniti, Gallese, 2014) ci permettono di simulare la pennellata del pittore (Umiltà, 2021) e scegliere quella che più appartiene al nostro mondo interiore; nella storia dell’arte, dove fin da tempi antichi (Turri, 1974) è l’artista che inventa o rappresenta quegli spazi psichici, scenari naturali in cui ritrovare o scoprire quello di cui abbiamo più bisogno (Musatti, 1982; Simmel, 1903; Amiel, 1883, 1884). Per la ricerca vengono scelti tre quadri (Monet, Van Gogh, Kandinsky) caratterizzati da stili pittorici, intenti e stati d’animo differenti, contenenti caratteristiche altamente attrattive (Ulrich, 1991) e altre di natura ambivalente, tanto da ipotizzare la loro influenza nella promozione di effetti oppositivi, in contrasto con gli auspicati effetti rigenerativi. Tramite piattaforma Qualtrix MX, a 38 partecipanti (21 femmine, 17 maschi) dai 18 ai 45 anni, vengono somministrati tre questionari: versione ridotta italiana (Perugini et al., 2002)) del Modello Circonflesso di Russell, versione ridotta italiana (Berto, 2001; Peron et al., 2002) della PRS di Hartig, Giudizio di piacevolezza ad hoc. L’analisi dei dati evidenzia preferenze significative per Monet che risulta, supportato dalla letteratura citata, il più rigenerativo, il più gradevole, il meno ambiguo, procurando uno stato affettivo piacevole quasi soporifero, senza particolari commozioni romantiche com’era negli intenti dell’artista. Gli altri due confermando parzialmente le aspettative, risultando più ambivalenti e quindi un po’ meno adatti per certi ambienti di relax. Il genere di appartenenza dei partecipanti risulta non influire sulle preferenze, ma solo per punteggi più alti sulla piacevolezza da parte delle femmine. Si è concluso che la scelta dell’immagine di un paesaggio naturale in grado di trasmettere lo stato d’animo dell’artista per di più rigenerante, debba tener conto di una bellezza universale derivante più dal puro stile pittorico che da un contenuto, il più possibile privo di elementi fuorvianti, soprattutto in presenza di una competenza artistica di livello medio, come nel caso della popolazione presente nel sondaggio dell’elaborato.
2025
Interior landscapes in landscape painting. Affective states and perceived restoration.
paesaggio interiore
paesaggio dipinto
natura
stati affettivi
rigeneratività
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/109540