This study analyzes the role of first responders in relation to trauma risk, highlighting how chronic operational exposure is a stronger predictor of psychological distress than a single traumatic event. The paper explores the main clinical consequences of such exposure, including Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD), depression, sleep disorders, and vicarious traumatization, understood as the “cost of empathy” that leads the responder to absorb the victims’ pain. The first part delves into the psychophysiological mechanisms of stress, examining neuroanatomical alterations and the role of norepinephrine in hyperactivation processes. Concurrently, it highlights how experience and specialized training act as protective factors, stabilizing brain electrical activity and improving cognitive efficiency under pressure. The second section explores models of prevention and intervention. It analyzes the importance of primary prevention as early as the recruitment phase through psychodiagnostic screening and resilience training, often supported by heart rate variability biofeedback techniques. The thesis also describes post-event management protocols and the treatments of choice for stabilized trauma, such as EMDR therapy and the cognitive-behavioral approach. It then discusses the operational reality of the Civil Protection Corps of the Alpini and the Italian Army itself. Through an analysis of “corps spirit” and horizontal monitoring systems, it demonstrates how group cohesion and institutional support act as fundamental protective factors, transforming the traumatic experience into an opportunity for professional growth and resilience. In conclusion, the thesis emphasizes the need for continuous institutional support that transforms stress management from an emergency response into a structured technical competency.

Il presente lavoro analizza la figura del primo soccorritore (First Responder) in relazione al rischio traumatico, evidenziando come la cronicità dell’esposizione operativa sia un fattore predittivo di malessere psicologico superiore al singolo evento eclatante. L’elaborato esplora le principali conseguenze cliniche di tale esposizione, tra cui il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD), la depressione, i disturbi del sonno e la traumatizzazione vicaria, intesa come il "costo dell'empatia" che porta l’operatore ad assorbire il dolore delle vittime. Nella prima parte, vengono approfonditi i meccanismi psicofisiologici dello stress, esaminando le alterazioni neuroanatomiche e il ruolo della noradrenalina nei processi di iperattivazione. Parallelamente, si evidenzia come l’esperienza e l'addestramento specialistico agiscano da fattori protettivi, stabilizzando l'attività elettrica cerebrale e migliorando l'efficienza cognitiva sotto pressione. La seconda sezione esplora i modelli di prevenzione e intervento. Si analizza l'importanza della prevenzione primaria già in fase di reclutamento tramite lo screening psicodiagnostico e l'addestramento alla resilienza, spesso supportato da tecniche di biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca . Vengono inoltre descritti i protocolli di gestione post-evento e i trattamenti d'elezione per il trauma stabilizzato, quali la terapia EMDR e l'approccio cognitivo-comportamentale. La tesi poi parla della realtà operativa del Corpo della Protezione Civile degli Alpini e dello stesso corpo dell'Esercito Italiano. Attraverso l'analisi dello "Spirito di Corpo" e di sistemi di monitoraggio orizzontale, si dimostra come la coesione di gruppo e il supporto istituzionale agiscano da fattori protettivi fondamentali, trasformando l'esperienza traumatica in un'opportunità di crescita professionale e resilienza. In conclusione, la tesi sottolinea la necessità di un supporto istituzionale continuo che trasformi la gestione dello stress da reazione emergenziale a competenza tecnica strutturata.

Il Soccorritore in Divisa: Prevenzione e Supporto Psicologico per il Soccorritore in Missioni Umanitarie

TORA, CLARA
2025/2026

Abstract

This study analyzes the role of first responders in relation to trauma risk, highlighting how chronic operational exposure is a stronger predictor of psychological distress than a single traumatic event. The paper explores the main clinical consequences of such exposure, including Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD), depression, sleep disorders, and vicarious traumatization, understood as the “cost of empathy” that leads the responder to absorb the victims’ pain. The first part delves into the psychophysiological mechanisms of stress, examining neuroanatomical alterations and the role of norepinephrine in hyperactivation processes. Concurrently, it highlights how experience and specialized training act as protective factors, stabilizing brain electrical activity and improving cognitive efficiency under pressure. The second section explores models of prevention and intervention. It analyzes the importance of primary prevention as early as the recruitment phase through psychodiagnostic screening and resilience training, often supported by heart rate variability biofeedback techniques. The thesis also describes post-event management protocols and the treatments of choice for stabilized trauma, such as EMDR therapy and the cognitive-behavioral approach. It then discusses the operational reality of the Civil Protection Corps of the Alpini and the Italian Army itself. Through an analysis of “corps spirit” and horizontal monitoring systems, it demonstrates how group cohesion and institutional support act as fundamental protective factors, transforming the traumatic experience into an opportunity for professional growth and resilience. In conclusion, the thesis emphasizes the need for continuous institutional support that transforms stress management from an emergency response into a structured technical competency.
2025
The First Responder: Prevention and Psychological Support for Rescuers on Humanitarian Missions
Il presente lavoro analizza la figura del primo soccorritore (First Responder) in relazione al rischio traumatico, evidenziando come la cronicità dell’esposizione operativa sia un fattore predittivo di malessere psicologico superiore al singolo evento eclatante. L’elaborato esplora le principali conseguenze cliniche di tale esposizione, tra cui il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD), la depressione, i disturbi del sonno e la traumatizzazione vicaria, intesa come il "costo dell'empatia" che porta l’operatore ad assorbire il dolore delle vittime. Nella prima parte, vengono approfonditi i meccanismi psicofisiologici dello stress, esaminando le alterazioni neuroanatomiche e il ruolo della noradrenalina nei processi di iperattivazione. Parallelamente, si evidenzia come l’esperienza e l'addestramento specialistico agiscano da fattori protettivi, stabilizzando l'attività elettrica cerebrale e migliorando l'efficienza cognitiva sotto pressione. La seconda sezione esplora i modelli di prevenzione e intervento. Si analizza l'importanza della prevenzione primaria già in fase di reclutamento tramite lo screening psicodiagnostico e l'addestramento alla resilienza, spesso supportato da tecniche di biofeedback della variabilità della frequenza cardiaca . Vengono inoltre descritti i protocolli di gestione post-evento e i trattamenti d'elezione per il trauma stabilizzato, quali la terapia EMDR e l'approccio cognitivo-comportamentale. La tesi poi parla della realtà operativa del Corpo della Protezione Civile degli Alpini e dello stesso corpo dell'Esercito Italiano. Attraverso l'analisi dello "Spirito di Corpo" e di sistemi di monitoraggio orizzontale, si dimostra come la coesione di gruppo e il supporto istituzionale agiscano da fattori protettivi fondamentali, trasformando l'esperienza traumatica in un'opportunità di crescita professionale e resilienza. In conclusione, la tesi sottolinea la necessità di un supporto istituzionale continuo che trasformi la gestione dello stress da reazione emergenziale a competenza tecnica strutturata.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/109571