Il dolore da arto fantasma (PLP) è una condizione clinica che si manifesta all’interno della Sindrome dell’Arto Fantasma ed èdefinito come la percezione di dolore o disagio riferita a un artorimosso in seguito ad amputazione, con ricadute che possonoridurre drasticamente la qualità di vita dei pazienti. Tale disturbo, infatti, non origina dal sito fisico dell’amputazione ma coinvolge meccanismi neurofisiologici centrali, approfonditi nel corso della trattazione, tra cui l’alterazione della neuromatrice, la riorganizzazione corticale e il conflitto sensomotorio. Considerata l’attuale mancanza di una terapia di elezione per questo disturbo, il presente elaborato indaga l’efficacia dell’Action ObservationTherapy (AOT) nel trattamento di tale sintomatologia. Questoapproccio riabilitativo sfrutta il funzionamento del sistema dei neuroni specchio: una specifica classe di neuroni visuomotori che si attivano sia durante l’esecuzione di un gesto che durante l’osservazione dello stesso eseguito da altri. Il trattamento AOT si struttura in tre fasi principali: il paziente osserva azioni quotidiane compiute da altri, ne simula mentalmente l’esecuzione (Motor Imagery - MI) e infine tenta di riprodurle con l’arto fantasma.L’applicazione di tale tecnica risulta promettente poiché la combinazione di osservazione e MI consente di riattivare le rappresentazioni motorie corticali dell’arto amputato; inoltre, lo stimolo visivo esterno fornisce al sistema nervoso centrale un feedback che compensa la mancanza di afferenze sensoriali disinnescando il conflitto sensomotorio. L’analisi della letteratura evidenzia come l’AOT si configuri come uno strumento economico, non invasivo e clinicamente efficace nella riduzione del dolore cronico legato al PLP, favorendo un miglioramento della qualità della vita. Infine, l’elaborato esplora le nuove prospettive terapeutiche, concludendo che l’evoluzione tecnologica, attraverso l’integrazione della Realtà Virtuale (VR) e della Realtà Aumentata (AR), possa potenziare l’immersività el’effetto clinico del trattamento.
Dalle basi neurali all’evidenza clinica: l’Action Observation Therapy nel trattamento della Sindrome dell’Arto Fantasma
MORA, NAWAL
2025/2026
Abstract
Il dolore da arto fantasma (PLP) è una condizione clinica che si manifesta all’interno della Sindrome dell’Arto Fantasma ed èdefinito come la percezione di dolore o disagio riferita a un artorimosso in seguito ad amputazione, con ricadute che possonoridurre drasticamente la qualità di vita dei pazienti. Tale disturbo, infatti, non origina dal sito fisico dell’amputazione ma coinvolge meccanismi neurofisiologici centrali, approfonditi nel corso della trattazione, tra cui l’alterazione della neuromatrice, la riorganizzazione corticale e il conflitto sensomotorio. Considerata l’attuale mancanza di una terapia di elezione per questo disturbo, il presente elaborato indaga l’efficacia dell’Action ObservationTherapy (AOT) nel trattamento di tale sintomatologia. Questoapproccio riabilitativo sfrutta il funzionamento del sistema dei neuroni specchio: una specifica classe di neuroni visuomotori che si attivano sia durante l’esecuzione di un gesto che durante l’osservazione dello stesso eseguito da altri. Il trattamento AOT si struttura in tre fasi principali: il paziente osserva azioni quotidiane compiute da altri, ne simula mentalmente l’esecuzione (Motor Imagery - MI) e infine tenta di riprodurle con l’arto fantasma.L’applicazione di tale tecnica risulta promettente poiché la combinazione di osservazione e MI consente di riattivare le rappresentazioni motorie corticali dell’arto amputato; inoltre, lo stimolo visivo esterno fornisce al sistema nervoso centrale un feedback che compensa la mancanza di afferenze sensoriali disinnescando il conflitto sensomotorio. L’analisi della letteratura evidenzia come l’AOT si configuri come uno strumento economico, non invasivo e clinicamente efficace nella riduzione del dolore cronico legato al PLP, favorendo un miglioramento della qualità della vita. Infine, l’elaborato esplora le nuove prospettive terapeutiche, concludendo che l’evoluzione tecnologica, attraverso l’integrazione della Realtà Virtuale (VR) e della Realtà Aumentata (AR), possa potenziare l’immersività el’effetto clinico del trattamento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109591