La demenza rappresenta uno dei più grandi problemi di salute pubblica a livello mondiale a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. La presente tesi si propone di analizzare i principali fattori di rischio associati alle demenze, con un focus specifico sulla malattia di Alzheimer, che ne rappresenta la forma più comune. Nel primo capitolo vengono esaminate le basi biologiche della patologia attraverso il modello ATN (beta-amiloide, proteina tau e neurodegenerazione) e le componenti genetiche, quali i geni APOE, APP, PSEN 1 e PSEN 2. Inoltre si evidenzia come attualmente non esistono delle terapie curative e ci si limita a trattare i sintomi con farmaci come gli inibitori della colinesterasi e gli antiglutaminergici. Il secondo capitolo approfondisce i fattori di rischio modificabili delle demenze, suddivisi in tre fasce d'età secondo il modello del "life-course approach". Circa il 45% dei casi di demenza a livello globale potrebbe essere prevenuto o ritardato se si interviene su tali fattori. Per tale motivazione, emerge la necessità di investire su politiche di prevenzione, con l'obiettivo di ridurre i fattori di rischio e parallelamente incrementare quelli protettivi. Infine, l'ultimo capitolo indaga il tema centrale della tesi, ovvero il ruolo del Varicella-Zoster Virus come potenziale quindicesimo fattore di rischio modificabile. Le evidenze emerse dagli studi più recenti indicano una correlazione significativa tra l'infezione da Herpes Zoster (sindrome causata dalla riattivazione del Varicella-Zoster Virus latente nell’organismo) e l'aumento del rischio di demenza. In particolare, la severità dell'infezione e la ricorrenza degli episodi infettivi emergono come variabili critiche che possono incrementare notevolmente il rischio. Attualmente, i meccanismi biologici che spiegherebbero questa correlazione non sono ancora ben chiari, sebbene vi siano delle ipotesi. Nonostante ciò, si è osservato un effetto significativo dei farmaci antivirali e dei vaccini contro l’Herpes Zoster sullo sviluppo di demenza, confermando l’esistenza di una relazione tra le due patologie. Per questo motivo risulta importante investire sulla ricerca e sulla prevenzione: L'integrazione del VZV tra i fattori di rischio modificabili offrirebbe nuove opportunità per la Sanità Pubblica.
Fattori di rischio delle demenze: il possibile ruolo delle infezioni da Varicella-Zoster Virus (VZV).
BASSO, ELENA
2025/2026
Abstract
La demenza rappresenta uno dei più grandi problemi di salute pubblica a livello mondiale a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. La presente tesi si propone di analizzare i principali fattori di rischio associati alle demenze, con un focus specifico sulla malattia di Alzheimer, che ne rappresenta la forma più comune. Nel primo capitolo vengono esaminate le basi biologiche della patologia attraverso il modello ATN (beta-amiloide, proteina tau e neurodegenerazione) e le componenti genetiche, quali i geni APOE, APP, PSEN 1 e PSEN 2. Inoltre si evidenzia come attualmente non esistono delle terapie curative e ci si limita a trattare i sintomi con farmaci come gli inibitori della colinesterasi e gli antiglutaminergici. Il secondo capitolo approfondisce i fattori di rischio modificabili delle demenze, suddivisi in tre fasce d'età secondo il modello del "life-course approach". Circa il 45% dei casi di demenza a livello globale potrebbe essere prevenuto o ritardato se si interviene su tali fattori. Per tale motivazione, emerge la necessità di investire su politiche di prevenzione, con l'obiettivo di ridurre i fattori di rischio e parallelamente incrementare quelli protettivi. Infine, l'ultimo capitolo indaga il tema centrale della tesi, ovvero il ruolo del Varicella-Zoster Virus come potenziale quindicesimo fattore di rischio modificabile. Le evidenze emerse dagli studi più recenti indicano una correlazione significativa tra l'infezione da Herpes Zoster (sindrome causata dalla riattivazione del Varicella-Zoster Virus latente nell’organismo) e l'aumento del rischio di demenza. In particolare, la severità dell'infezione e la ricorrenza degli episodi infettivi emergono come variabili critiche che possono incrementare notevolmente il rischio. Attualmente, i meccanismi biologici che spiegherebbero questa correlazione non sono ancora ben chiari, sebbene vi siano delle ipotesi. Nonostante ciò, si è osservato un effetto significativo dei farmaci antivirali e dei vaccini contro l’Herpes Zoster sullo sviluppo di demenza, confermando l’esistenza di una relazione tra le due patologie. Per questo motivo risulta importante investire sulla ricerca e sulla prevenzione: L'integrazione del VZV tra i fattori di rischio modificabili offrirebbe nuove opportunità per la Sanità Pubblica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109658