Studi presenti in letteratura mostrano che i pazienti affetti da malattia di Parkinson e malattia di Alzheimer ottengono prestazioni inferiori alla norma nei compiti decisionali che implicano ambiguità e incertezza. Tale evidenza è riconducibile alle caratteristiche fisiopatologiche proprie di queste malattie neurodegenerative. Nel caso della malattia di Alzheimer, il deficit decisionale può essere attribuito alla presenza di depositi amiloidi e aggregati neurofibrillari all'interno dei neuroni, che si manifestano inizialmente a livello dell'ippocampo per poi estendersi progressivamente alle aree primarie della corteccia cerebrale. La malattia di Alzheimer è caratterizzata da deficit di memoria episodica, sia nella fase di codifica che in quella di recupero delle informazioni, una condizione che può compromettere significativamente il processo decisionale. A ciò si aggiunge l'apatia, altro sintomo frequentemente riscontrato nei pazienti con malattia di Alzheimer, intesa come riduzione della motivazione e del coinvolgimento emotivo. Nel caso della malattia di Parkinson, la perdita progressiva dei neuroni dopaminergici della substantia nigra determina un deterioramento delle funzioni esecutive, ovvero della capacità di elaborare informazioni, pianificare e selezionare le azioni appropriate. Il processo neurodegenerativo si estende poi alle regioni corticali, tra cui la corteccia prefrontale, struttura deputata al controllo degli impulsi, all'apprendimento basato su ricompensa e punizione e alla regolazione dell'umore. Tuttavia, per quanto risulta dalla letteratura disponibile, non sono stati ancora condotti studi che confrontino direttamente queste due patologie nell'ambito di compiti decisionali ambigui e incerti. Il presente lavoro si propone pertanto di descrivere le differenze nelle prestazioni tra le due popolazioni attraverso una rassegna della letteratura esistente, con un'attenzione particolare per i correlati neurali coinvolti nelle due patologie. I primi due capitoli saranno dedicati a una presentazione introduttiva della malattia di Alzheimer e della malattia di Parkinson, con particolare riguardo alle loro caratteristiche fisiopatologiche e alle implicazioni cognitive. A partire dal terzo capitolo verrà condotto un confronto critico di quattro articoli selezionati dalla letteratura, volto a mettere in evidenza le differenze nelle prestazioni decisionali tra le due popolazioni. L'obiettivo finale è quello di sottolineare l'importanza della competenza decisionale nei pazienti anziani affetti da queste patologie, nella convinzione che una diagnosi precoce rappresenti un fattore determinante per garantire un intervento tempestivo e migliorare la qualità delle cure, oltre alla qualità della vita.
Basi neurali della competenza decisionale in compiti che implicano ambiguità e incertezza nei pazienti con malattia di Alzheimer e malattia di Parkinson
BOSCOLO STAGNARO, FRANCESCO
2025/2026
Abstract
Studi presenti in letteratura mostrano che i pazienti affetti da malattia di Parkinson e malattia di Alzheimer ottengono prestazioni inferiori alla norma nei compiti decisionali che implicano ambiguità e incertezza. Tale evidenza è riconducibile alle caratteristiche fisiopatologiche proprie di queste malattie neurodegenerative. Nel caso della malattia di Alzheimer, il deficit decisionale può essere attribuito alla presenza di depositi amiloidi e aggregati neurofibrillari all'interno dei neuroni, che si manifestano inizialmente a livello dell'ippocampo per poi estendersi progressivamente alle aree primarie della corteccia cerebrale. La malattia di Alzheimer è caratterizzata da deficit di memoria episodica, sia nella fase di codifica che in quella di recupero delle informazioni, una condizione che può compromettere significativamente il processo decisionale. A ciò si aggiunge l'apatia, altro sintomo frequentemente riscontrato nei pazienti con malattia di Alzheimer, intesa come riduzione della motivazione e del coinvolgimento emotivo. Nel caso della malattia di Parkinson, la perdita progressiva dei neuroni dopaminergici della substantia nigra determina un deterioramento delle funzioni esecutive, ovvero della capacità di elaborare informazioni, pianificare e selezionare le azioni appropriate. Il processo neurodegenerativo si estende poi alle regioni corticali, tra cui la corteccia prefrontale, struttura deputata al controllo degli impulsi, all'apprendimento basato su ricompensa e punizione e alla regolazione dell'umore. Tuttavia, per quanto risulta dalla letteratura disponibile, non sono stati ancora condotti studi che confrontino direttamente queste due patologie nell'ambito di compiti decisionali ambigui e incerti. Il presente lavoro si propone pertanto di descrivere le differenze nelle prestazioni tra le due popolazioni attraverso una rassegna della letteratura esistente, con un'attenzione particolare per i correlati neurali coinvolti nelle due patologie. I primi due capitoli saranno dedicati a una presentazione introduttiva della malattia di Alzheimer e della malattia di Parkinson, con particolare riguardo alle loro caratteristiche fisiopatologiche e alle implicazioni cognitive. A partire dal terzo capitolo verrà condotto un confronto critico di quattro articoli selezionati dalla letteratura, volto a mettere in evidenza le differenze nelle prestazioni decisionali tra le due popolazioni. L'obiettivo finale è quello di sottolineare l'importanza della competenza decisionale nei pazienti anziani affetti da queste patologie, nella convinzione che una diagnosi precoce rappresenti un fattore determinante per garantire un intervento tempestivo e migliorare la qualità delle cure, oltre alla qualità della vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/109669