Modern apple cultivation is based on increasingly intensive growing systems, in which the rootstock plays a decisive role in controlling vigour, early entry into production, production efficiency and the plant’s adaptation to soil and climate conditions. For many decades, the M9 rootstock has been the benchmark in apple cultivation, thanks to its ability to restrict vegetative growth, facilitate high-density planting and ensure high-quality, high-yield production. However, its widespread use has highlighted certain limitations, linked above all to reduced tolerance to biotic and abiotic stresses, susceptibility to soil exhaustion, fire blight, drought and low temperatures. It is within this context that rootstock breeding programmes, including the Cornell-Geneva programme, have emerged, aimed at selecting genotypes that are more resilient and better suited to the demands of modern fruit growing. The Geneva rootstocks, also obtained through the use of wild Malus germplasm, aim to combine the vigour control and high yield efficiency typical of M9 with greater tolerance to pathogens, environmental stresses and replanting conditions. Their widespread adoption therefore represents an important prospect for increasing the sustainability, yield stability and adaptability of future apple-growing systems.

La melicoltura moderna si basa su sistemi colturali sempre più intensivi, nei quali il portinnesto assume un ruolo determinante nel controllo della vigoria, nella precocità di entrata in produzione, nell’efficienza produttiva e nell’adattamento della pianta alle condizioni pedoclimatiche. Per molti decenni il portinnesto M9 ha rappresentato lo standard di riferimento nella coltivazione del melo, grazie alla sua capacità di contenere lo sviluppo vegetativo, favorire impianti ad alta densità e garantire produzioni elevate e di qualità. Tuttavia, la sua ampia diffusione ha messo in evidenza alcuni limiti, legati soprattutto alla ridotta tolleranza a stress biotici e abiotici, alla sensibilità alla stanchezza del terreno, al colpo di fuoco batterico, alla siccità e alle basse temperature. In questo contesto si inseriscono i programmi di miglioramento genetico dei portinnesti, tra cui il programma Cornell-Geneva, finalizzato alla selezione di genotipi più resilienti e adatti alle esigenze della frutticoltura contemporanea. I portinnesti Geneva, ottenuti anche attraverso l’impiego di germoplasma selvatico di Malus, mirano a combinare il controllo della vigoria e l’elevata efficienza produttiva tipici di M9 con una maggiore tolleranza a patogeni, stress ambientali e condizioni di reimpianto. La loro diffusione rappresenta quindi una prospettiva importante per aumentare la sostenibilità, la stabilità produttiva e l’adattabilità dei sistemi melicoli futuri.

Evoluzione dei portinnesti del melo: da M9 ai nuovi genotipi della serie Geneva

DE RICCI, ARIANNA
2025/2026

Abstract

Modern apple cultivation is based on increasingly intensive growing systems, in which the rootstock plays a decisive role in controlling vigour, early entry into production, production efficiency and the plant’s adaptation to soil and climate conditions. For many decades, the M9 rootstock has been the benchmark in apple cultivation, thanks to its ability to restrict vegetative growth, facilitate high-density planting and ensure high-quality, high-yield production. However, its widespread use has highlighted certain limitations, linked above all to reduced tolerance to biotic and abiotic stresses, susceptibility to soil exhaustion, fire blight, drought and low temperatures. It is within this context that rootstock breeding programmes, including the Cornell-Geneva programme, have emerged, aimed at selecting genotypes that are more resilient and better suited to the demands of modern fruit growing. The Geneva rootstocks, also obtained through the use of wild Malus germplasm, aim to combine the vigour control and high yield efficiency typical of M9 with greater tolerance to pathogens, environmental stresses and replanting conditions. Their widespread adoption therefore represents an important prospect for increasing the sustainability, yield stability and adaptability of future apple-growing systems.
2025
Evolution of apple rootstocks: from M9 to the new genotypes of the Geneva series
La melicoltura moderna si basa su sistemi colturali sempre più intensivi, nei quali il portinnesto assume un ruolo determinante nel controllo della vigoria, nella precocità di entrata in produzione, nell’efficienza produttiva e nell’adattamento della pianta alle condizioni pedoclimatiche. Per molti decenni il portinnesto M9 ha rappresentato lo standard di riferimento nella coltivazione del melo, grazie alla sua capacità di contenere lo sviluppo vegetativo, favorire impianti ad alta densità e garantire produzioni elevate e di qualità. Tuttavia, la sua ampia diffusione ha messo in evidenza alcuni limiti, legati soprattutto alla ridotta tolleranza a stress biotici e abiotici, alla sensibilità alla stanchezza del terreno, al colpo di fuoco batterico, alla siccità e alle basse temperature. In questo contesto si inseriscono i programmi di miglioramento genetico dei portinnesti, tra cui il programma Cornell-Geneva, finalizzato alla selezione di genotipi più resilienti e adatti alle esigenze della frutticoltura contemporanea. I portinnesti Geneva, ottenuti anche attraverso l’impiego di germoplasma selvatico di Malus, mirano a combinare il controllo della vigoria e l’elevata efficienza produttiva tipici di M9 con una maggiore tolleranza a patogeni, stress ambientali e condizioni di reimpianto. La loro diffusione rappresenta quindi una prospettiva importante per aumentare la sostenibilità, la stabilità produttiva e l’adattabilità dei sistemi melicoli futuri.
melo
portinnesti
serie Geneva
produttività
Erwinia amylovora
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