The growing need to identify sustainable food systems has directed scientific and industrial interest toward cellular agriculture, considered one of the most promising solutions to address the environmental challenges and ethical dilemmas associated with traditional livestock farming. However, in the Italian context, the acceptance of cultured meat is strongly hindered by cultural barriers, prejudices regarding the "unnaturalness" of the process, and deep-rooted gastronomic traditions. This study analyzes the perception of Italian consumers toward cultured meat, investigating how exposure to the critical issues of intensive farming can influence consumption intentions. Since literature often highlights a discrepancy between rational opinions and visceral reactions, a combined methodology was adopted: the use of a Shimmer sensor for Galvanic Skin Response (GSR), aimed at measuring physiological arousal, and a structured questionnaire to detect attitudes, sensitivity toward animal welfare, and attitudes toward conventional meat, in addition to measuring food neophobia and willingness to try. The research is based on an experimental protocol involving a comparison between a laboratory-monitored sample and an extensive online survey. All participants underwent a within-subjects design, expressing their perception of cultured meat at two points: before and after viewing a video treatment documenting animal conditions in intensive farming. For the in-person group, the biometric component allowed for the real-time mapping of the emotional impact of the visual stimulus, testing whether the physiological stress induced by awareness of traditional practices acts as a catalyst for the acceptance of the cultivated alternative. The results aim to clarify whether emotional engagement can mitigate cognitive barriers and whether there is consistency between the physiological (implicit) response and the declared (explicit) change in opinion. The study contributes to the understanding of the psychological drivers guiding the protein transition in Italy, highlighting the crucial role of ethical information and consumer awareness in overcoming resistance to biotechnological food innovations.

La crescente necessità di individuare sistemi alimentari sostenibili ha orientato l’interesse scientifico e industriale verso l’agricoltura cellulare, considerata una delle soluzioni più promettenti per affrontare le sfide ambientali e i dilemmi etici legati alla zootecnia tradizionale. Tuttavia, nel contesto italiano, l’accettazione della carne coltivata risulta fortemente ostacolata da barriere culturali, pregiudizi legati all’innaturalità del processo e una radicata tradizione gastronomica. Il presente studio analizza la percezione dei consumatori italiani nei confronti della carne coltivata, indagando come l’esposizione alle criticità degli allevamenti intensivi possa influenzare l’intenzione al consumo. Poiché la letteratura evidenzia spesso una discrepanza tra opinioni razionali e reazioni viscerali, è stata adottata una metodologia combinata: l’utilizzo del sensore Shimmer per la rilevazione della conduttanza cutanea (GSR), volto a misurare l'attivazione fisiologia, e un questionario strutturato per rilevare attitudini, benessere animale, l’atteggiamento verso la carne convenzionale, oltre a misurare la neofobia alimentare e disponibilità all’assaggio. La ricerca si basa su un protocollo sperimentale che prevede un campione monitorato in laboratorio e un’indagine estesa condotta online. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un disegno within-subjects, esprimendo la propria percezione della carne coltivata in due momenti, prima e dopo la visione di un trattamento video documentate le condizioni animali negli allevamenti intensivi. Per il gruppo in presenza, la componente biometrica ha permesso di mappare in tempo reale l’impatto emotivo dello stimolo visivo, verificando se lo stress fisiologico indotto dalla consapevolezza delle pratiche tradizionali agisca come catalizzatore per l’accettazione dell’alternativa cultivated. I risultati mirano a chiarire se il coinvolgimento emotivo sia in grado di mitigare le barriere cognitive e se esista una coerenza tra la risposta fisiologica (implicita) e il cambiamento di opinione dichiarato (esplicito). Lo studio contribuisce alla comprensione dei driver psicologici che guidano la transizione proteica in Italia, sottolineando il ruolo cruciale dell’informazione etica e della sensibilizzazione del consumatore nel superare resistenze verso le innovazioni alimentari biotecnologiche.

Accettazione della carne coltivata: un’analisi integrata tra preferenze dichiarate e attivazione fisiologica

GAIGA, CHIARA
2025/2026

Abstract

The growing need to identify sustainable food systems has directed scientific and industrial interest toward cellular agriculture, considered one of the most promising solutions to address the environmental challenges and ethical dilemmas associated with traditional livestock farming. However, in the Italian context, the acceptance of cultured meat is strongly hindered by cultural barriers, prejudices regarding the "unnaturalness" of the process, and deep-rooted gastronomic traditions. This study analyzes the perception of Italian consumers toward cultured meat, investigating how exposure to the critical issues of intensive farming can influence consumption intentions. Since literature often highlights a discrepancy between rational opinions and visceral reactions, a combined methodology was adopted: the use of a Shimmer sensor for Galvanic Skin Response (GSR), aimed at measuring physiological arousal, and a structured questionnaire to detect attitudes, sensitivity toward animal welfare, and attitudes toward conventional meat, in addition to measuring food neophobia and willingness to try. The research is based on an experimental protocol involving a comparison between a laboratory-monitored sample and an extensive online survey. All participants underwent a within-subjects design, expressing their perception of cultured meat at two points: before and after viewing a video treatment documenting animal conditions in intensive farming. For the in-person group, the biometric component allowed for the real-time mapping of the emotional impact of the visual stimulus, testing whether the physiological stress induced by awareness of traditional practices acts as a catalyst for the acceptance of the cultivated alternative. The results aim to clarify whether emotional engagement can mitigate cognitive barriers and whether there is consistency between the physiological (implicit) response and the declared (explicit) change in opinion. The study contributes to the understanding of the psychological drivers guiding the protein transition in Italy, highlighting the crucial role of ethical information and consumer awareness in overcoming resistance to biotechnological food innovations.
2025
Consumer acceptance of cultured meat: a multidimensional analysis of self-reported responses and physiological arousal
La crescente necessità di individuare sistemi alimentari sostenibili ha orientato l’interesse scientifico e industriale verso l’agricoltura cellulare, considerata una delle soluzioni più promettenti per affrontare le sfide ambientali e i dilemmi etici legati alla zootecnia tradizionale. Tuttavia, nel contesto italiano, l’accettazione della carne coltivata risulta fortemente ostacolata da barriere culturali, pregiudizi legati all’innaturalità del processo e una radicata tradizione gastronomica. Il presente studio analizza la percezione dei consumatori italiani nei confronti della carne coltivata, indagando come l’esposizione alle criticità degli allevamenti intensivi possa influenzare l’intenzione al consumo. Poiché la letteratura evidenzia spesso una discrepanza tra opinioni razionali e reazioni viscerali, è stata adottata una metodologia combinata: l’utilizzo del sensore Shimmer per la rilevazione della conduttanza cutanea (GSR), volto a misurare l'attivazione fisiologia, e un questionario strutturato per rilevare attitudini, benessere animale, l’atteggiamento verso la carne convenzionale, oltre a misurare la neofobia alimentare e disponibilità all’assaggio. La ricerca si basa su un protocollo sperimentale che prevede un campione monitorato in laboratorio e un’indagine estesa condotta online. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un disegno within-subjects, esprimendo la propria percezione della carne coltivata in due momenti, prima e dopo la visione di un trattamento video documentate le condizioni animali negli allevamenti intensivi. Per il gruppo in presenza, la componente biometrica ha permesso di mappare in tempo reale l’impatto emotivo dello stimolo visivo, verificando se lo stress fisiologico indotto dalla consapevolezza delle pratiche tradizionali agisca come catalizzatore per l’accettazione dell’alternativa cultivated. I risultati mirano a chiarire se il coinvolgimento emotivo sia in grado di mitigare le barriere cognitive e se esista una coerenza tra la risposta fisiologica (implicita) e il cambiamento di opinione dichiarato (esplicito). Lo studio contribuisce alla comprensione dei driver psicologici che guidano la transizione proteica in Italia, sottolineando il ruolo cruciale dell’informazione etica e della sensibilizzazione del consumatore nel superare resistenze verso le innovazioni alimentari biotecnologiche.
carne coltivata
neuromarketing
cultured meat
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/110403