Il presente lavoro si inserisce nel contesto dello studio di strategie utili a ridurre il pregiudizio e la deumanizzazione dell’outgroup, con riferimento anche alla teoria del contatto intergruppi (Allport, 1954). L'obiettivo principale della ricerca è stato di mettere a confronto l'efficacia di due strategie indirette di contatto: il contatto positivo immaginato e il movimento sincrono immaginato, valutandone gli effetti sulle emozioni, gli atteggiamenti e le attribuzioni di umanità all'outgroup. Come rapporto intergruppi si è considerato quello tra Italiani e Marocchini: uno dei più numerosi gruppi di immigrazione in Italia. Allo studio hanno partecipato 172 studenti universitari di origine e nazionalità italiana. Il disegno sperimentale era definito da tre fattori: immaginazione (si immaginava un incontro positivo con due persone sconosciute oppure di camminare sincronicamente con esse), condizione (le due persone erano membri dell’ingroup o, invece, membri dell’outgroup), tempo (le misure erano rilevate prima e dopo il compito di immaginazione). I primi due fattori erano tra i partecipanti, il terzo era nei partecipanti. I risultati emersi mostrano che, indipendentemente dal compito svolto, l'incontro immaginato ha aumentato l'empatia e l'attribuzione di tratti unicamente umani all'outgroup marocchino, mentre non ha prodotto variazioni per l'ingroup. Per quanto riguarda la fiducia, si è riscontrato un effetto differenziato delle manipolazioni: il movimento sincrono ha incrementato la fiducia per l'ingroup, mentre l'incontro positivo ha incrementato la fiducia per l'outgroup. La ricerca consente le seguenti conclusioni: 1. l’immaginare sincronia dei movimenti può migliorare i rapporti intergruppi; 2. gli effetti non sono sostanzialmente diversi dall’immaginare un incontro positivo; 3. nei contesti in cui si richiedono attività motorie, esse possono essere strutturate in modo da ridurre il pregiudizio e favorire la cooperazione.
Modi di contatto immaginato intergruppi: sincronia dei movimenti versus incontro positivo
MARCUZZI, SOFIA MARIANNA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro si inserisce nel contesto dello studio di strategie utili a ridurre il pregiudizio e la deumanizzazione dell’outgroup, con riferimento anche alla teoria del contatto intergruppi (Allport, 1954). L'obiettivo principale della ricerca è stato di mettere a confronto l'efficacia di due strategie indirette di contatto: il contatto positivo immaginato e il movimento sincrono immaginato, valutandone gli effetti sulle emozioni, gli atteggiamenti e le attribuzioni di umanità all'outgroup. Come rapporto intergruppi si è considerato quello tra Italiani e Marocchini: uno dei più numerosi gruppi di immigrazione in Italia. Allo studio hanno partecipato 172 studenti universitari di origine e nazionalità italiana. Il disegno sperimentale era definito da tre fattori: immaginazione (si immaginava un incontro positivo con due persone sconosciute oppure di camminare sincronicamente con esse), condizione (le due persone erano membri dell’ingroup o, invece, membri dell’outgroup), tempo (le misure erano rilevate prima e dopo il compito di immaginazione). I primi due fattori erano tra i partecipanti, il terzo era nei partecipanti. I risultati emersi mostrano che, indipendentemente dal compito svolto, l'incontro immaginato ha aumentato l'empatia e l'attribuzione di tratti unicamente umani all'outgroup marocchino, mentre non ha prodotto variazioni per l'ingroup. Per quanto riguarda la fiducia, si è riscontrato un effetto differenziato delle manipolazioni: il movimento sincrono ha incrementato la fiducia per l'ingroup, mentre l'incontro positivo ha incrementato la fiducia per l'outgroup. La ricerca consente le seguenti conclusioni: 1. l’immaginare sincronia dei movimenti può migliorare i rapporti intergruppi; 2. gli effetti non sono sostanzialmente diversi dall’immaginare un incontro positivo; 3. nei contesti in cui si richiedono attività motorie, esse possono essere strutturate in modo da ridurre il pregiudizio e favorire la cooperazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/110693