La tesi analizza lo stato della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (PA) italiana e le potenzialità sull’applicazione dell'Intelligenza Artificiale (IA). Il progetto A.N.D.R.E.A. (Assistente Nazionale Definizione Ricerca Efficienza Applicazione) viene proposto come modello trasversale e innovativo per superare le criticità strutturali esistenti. Il primo capitolo evidenzia, attraverso l'analisi dei rapporti ANCI (2025) e AGID (2025), un’Italia a due velocità digitali. Un lato evidenzia l'avanzamento della migrazione al cloud e l'adozione di strumenti come SPID, pagoPA e IO mentre l’altro mostra la persistenza di server obsoleti, connettività insufficiente (soprattutto nei piccoli comuni), carenza di piani di Disaster Recovery e una scarsa digitalizzazione dei servizi essenziali per il welfare e le fasce deboli. Vengono analizzate anche la limitata specializzazione del personale (RSI, RTD) e la mancata sensibilizzazione dei cittadini, che frenano l'utilizzo dei servizi digitali. Il capitolo si conclude con la presentazione di progetti IA nella PA, ancora in fase sperimentale, che rischiano di essere guidati da mode di mercato invece che da vere necessità, con poca attenzione all'impatto ambientale e alla sostenibilità. Il secondo capitolo esplora l'evoluzione tecnologica dell'IA (modello Transformer) e i nuovi metodi di addestramento, evidenziandone sia le potenzialità che i limiti. L'utilità dell'IA viene dimostrata nell'ottimizzazione di processi (es. classificazione di immagini per segnalazioni) e nella predisposizione di rischi (es. idrogeologico con piattaforma ReNDiS) attraverso l’analisi di studi internazionali. I progressi portati dall’IA vengono messi a confronto con i rischi della sua introduzione quali "disallineamento agentico", opacità decisionale, perpetuazione di bias discriminatori, problemi di sicurezza informatica e dipendenza tecnologica. Il capitolo si conclude con l’analisi di casi aziendali fallimentari che dimostrano come l'IA non sia ancora in grado di sostituire l'uomo, soprattutto in compiti che richiedono empatia, creatività e giudizio etico. Il terzo capitolo presenta il progetto A.N.D.R.E.A., un sistema basato su un'architettura ibrida Local-Cloud, pensata per coniugare il controllo locale dei dati sensibili con la potenza e l'aggiornamento continuo di una rete nazionale. Il progetto punta alla semplificazione dei processi, fungendo da sportello digitale unico, supporto per esperti giuridici (snellimento normativo) e strumento di governance preventiva (monitoraggio del territorio e rischi idrogeologici). La strategia prevede una partenza "dal basso", dai comuni più piccoli e marginali, per garantire equità e apprendere dalla complessità reale. La conclusione finale è che, pur essendo tecnicamente valido, il successo di ANDREA dipenderà da massicci investimenti in infrastrutture, formazione del personale, educazione digitale dei cittadini e da una chiara definizione della responsabilità umana, evitando che l'IA diventi uno strumento utilizzato semplicemente per ridurre i costi o di ulteriore frammentazione del paese.
A.N.D.R.E.A. : studio sull'applicazione dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione.
TONIOLO, NICHOLAS
2025/2026
Abstract
La tesi analizza lo stato della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (PA) italiana e le potenzialità sull’applicazione dell'Intelligenza Artificiale (IA). Il progetto A.N.D.R.E.A. (Assistente Nazionale Definizione Ricerca Efficienza Applicazione) viene proposto come modello trasversale e innovativo per superare le criticità strutturali esistenti. Il primo capitolo evidenzia, attraverso l'analisi dei rapporti ANCI (2025) e AGID (2025), un’Italia a due velocità digitali. Un lato evidenzia l'avanzamento della migrazione al cloud e l'adozione di strumenti come SPID, pagoPA e IO mentre l’altro mostra la persistenza di server obsoleti, connettività insufficiente (soprattutto nei piccoli comuni), carenza di piani di Disaster Recovery e una scarsa digitalizzazione dei servizi essenziali per il welfare e le fasce deboli. Vengono analizzate anche la limitata specializzazione del personale (RSI, RTD) e la mancata sensibilizzazione dei cittadini, che frenano l'utilizzo dei servizi digitali. Il capitolo si conclude con la presentazione di progetti IA nella PA, ancora in fase sperimentale, che rischiano di essere guidati da mode di mercato invece che da vere necessità, con poca attenzione all'impatto ambientale e alla sostenibilità. Il secondo capitolo esplora l'evoluzione tecnologica dell'IA (modello Transformer) e i nuovi metodi di addestramento, evidenziandone sia le potenzialità che i limiti. L'utilità dell'IA viene dimostrata nell'ottimizzazione di processi (es. classificazione di immagini per segnalazioni) e nella predisposizione di rischi (es. idrogeologico con piattaforma ReNDiS) attraverso l’analisi di studi internazionali. I progressi portati dall’IA vengono messi a confronto con i rischi della sua introduzione quali "disallineamento agentico", opacità decisionale, perpetuazione di bias discriminatori, problemi di sicurezza informatica e dipendenza tecnologica. Il capitolo si conclude con l’analisi di casi aziendali fallimentari che dimostrano come l'IA non sia ancora in grado di sostituire l'uomo, soprattutto in compiti che richiedono empatia, creatività e giudizio etico. Il terzo capitolo presenta il progetto A.N.D.R.E.A., un sistema basato su un'architettura ibrida Local-Cloud, pensata per coniugare il controllo locale dei dati sensibili con la potenza e l'aggiornamento continuo di una rete nazionale. Il progetto punta alla semplificazione dei processi, fungendo da sportello digitale unico, supporto per esperti giuridici (snellimento normativo) e strumento di governance preventiva (monitoraggio del territorio e rischi idrogeologici). La strategia prevede una partenza "dal basso", dai comuni più piccoli e marginali, per garantire equità e apprendere dalla complessità reale. La conclusione finale è che, pur essendo tecnicamente valido, il successo di ANDREA dipenderà da massicci investimenti in infrastrutture, formazione del personale, educazione digitale dei cittadini e da una chiara definizione della responsabilità umana, evitando che l'IA diventi uno strumento utilizzato semplicemente per ridurre i costi o di ulteriore frammentazione del paese.| File | Dimensione | Formato | |
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