La presente tesi analizza il ruolo delle metodologie attive nella promozione dell’inclusione scolastica nella scuola primaria, evidenziando come tali approcci possano favorire la partecipazione e la valorizzazione delle differenze all’interno del gruppo classe. L’elaborato si sviluppa a partire da una riflessione sul concetto di inclusione e sulla sua evoluzione in ambito pedagogico e normativo, con particolare riferimento al contesto scolastico italiano. Nel primo capitolo viene approfondito il passaggio da una prospettiva centrata sull’inserimento dell’alunno con disabilità a una visione inclusiva della scuola, che considera la diversità come una risorsa educativa. Vengono inoltre analizzati i principali riferimenti normativi italiani relativi all’inclusione scolastica. Il secondo capitolo è dedicato alle metodologie attive e ai loro fondamenti teorici, con riferimento al pensiero di John Dewey, Jean Piaget e Lev Vygotskij. In particolare, vengono approfondite strategie didattiche come il cooperative learning, il peer tutoring, la didattica laboratoriale, evidenziandone il valore educativo e inclusivo. Nel terzo capitolo l’attenzione si concentra sul rapporto tra metodologie attive e inclusione nella scuola primaria. Attraverso il contributo teorico di studiosi come Andrea Canevaro, Dario Ianes, Silvia Dell’Anna e Francesco Marsili, viene evidenziato come una didattica attiva e partecipativa possa contribuire alla costruzione di ambienti di apprendimento accessibili e accoglienti per tutti gli alunni. La tesi mette in luce come le metodologie attive non rappresentino soltanto strumenti didattici innovativi, ma costituiscano un elemento fondamentale per realizzare una scuola realmente inclusiva, capace di valorizzare le potenzialità di ciascun bambino e promuovere il benessere e la partecipazione di tutti.
Metodologie attive come strumento di inclusione nella scuola primaria.
BORTOLATTO, FEDERICA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il ruolo delle metodologie attive nella promozione dell’inclusione scolastica nella scuola primaria, evidenziando come tali approcci possano favorire la partecipazione e la valorizzazione delle differenze all’interno del gruppo classe. L’elaborato si sviluppa a partire da una riflessione sul concetto di inclusione e sulla sua evoluzione in ambito pedagogico e normativo, con particolare riferimento al contesto scolastico italiano. Nel primo capitolo viene approfondito il passaggio da una prospettiva centrata sull’inserimento dell’alunno con disabilità a una visione inclusiva della scuola, che considera la diversità come una risorsa educativa. Vengono inoltre analizzati i principali riferimenti normativi italiani relativi all’inclusione scolastica. Il secondo capitolo è dedicato alle metodologie attive e ai loro fondamenti teorici, con riferimento al pensiero di John Dewey, Jean Piaget e Lev Vygotskij. In particolare, vengono approfondite strategie didattiche come il cooperative learning, il peer tutoring, la didattica laboratoriale, evidenziandone il valore educativo e inclusivo. Nel terzo capitolo l’attenzione si concentra sul rapporto tra metodologie attive e inclusione nella scuola primaria. Attraverso il contributo teorico di studiosi come Andrea Canevaro, Dario Ianes, Silvia Dell’Anna e Francesco Marsili, viene evidenziato come una didattica attiva e partecipativa possa contribuire alla costruzione di ambienti di apprendimento accessibili e accoglienti per tutti gli alunni. La tesi mette in luce come le metodologie attive non rappresentino soltanto strumenti didattici innovativi, ma costituiscano un elemento fondamentale per realizzare una scuola realmente inclusiva, capace di valorizzare le potenzialità di ciascun bambino e promuovere il benessere e la partecipazione di tutti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112047