Il contesto contemporaneo del lavoro è caratterizzato da rapidi cambiamenti organizzativi, tecnologici e sociali che rendono la formazione aziendale uno strumento sempre più fondamentale non solo per lo sviluppo delle competenze professionali, ma anche per il benessere dei lavoratori. Le organizzazioni sono chiamate a investire in percorsi formativi che si configurano come fattori strategici, in grado di ridurre il turnover e di favorire l’adattabilità, la partecipazione attiva e la motivazione dei lavoratori. Tali interventi contribuiscono al miglioramento della qualità della vita lavorativa e alla promozione di condizioni di lavoro sostenibili, inclusive e orientate alla valorizzazione delle persone. Questo elaborato esamina in particolare la condizione dei lavoratori low-skilled, i quali possiedono bassi livelli di istruzione formale o competenze professionali limitate e possono incontrare difficoltà nei contesti lavorativi, limitato accesso alla formazione, condizioni di maggiore vulnerabilità, insicurezza occupazionale e rischio di esclusione. La letteratura evidenzia come tali lavoratori siano spesso esposti a mansioni meno qualificate, a minori opportunità di sviluppo professionale e a livelli più bassi di benessere lavorativo. In questo scenario, la formazione aziendale può costituire una leva strategica per promuovere non solo l’acquisizione di competenze, ma anche il miglioramento del benessere individuale e organizzativo. Alla luce di queste considerazioni, questo lavoro si propone di esplorare il rapporto tra formazione aziendale e benessere dei lavoratori low-skilled, attraverso un’analisi delle principali evidenze emerse dalla letteratura scientifica.
L’IMPATTO DELLA FORMAZIONE AZIENDALE SUL BENESSERE DEI LAVORATORI LOW-SKILLED
CARLINI, EMMA
2025/2026
Abstract
Il contesto contemporaneo del lavoro è caratterizzato da rapidi cambiamenti organizzativi, tecnologici e sociali che rendono la formazione aziendale uno strumento sempre più fondamentale non solo per lo sviluppo delle competenze professionali, ma anche per il benessere dei lavoratori. Le organizzazioni sono chiamate a investire in percorsi formativi che si configurano come fattori strategici, in grado di ridurre il turnover e di favorire l’adattabilità, la partecipazione attiva e la motivazione dei lavoratori. Tali interventi contribuiscono al miglioramento della qualità della vita lavorativa e alla promozione di condizioni di lavoro sostenibili, inclusive e orientate alla valorizzazione delle persone. Questo elaborato esamina in particolare la condizione dei lavoratori low-skilled, i quali possiedono bassi livelli di istruzione formale o competenze professionali limitate e possono incontrare difficoltà nei contesti lavorativi, limitato accesso alla formazione, condizioni di maggiore vulnerabilità, insicurezza occupazionale e rischio di esclusione. La letteratura evidenzia come tali lavoratori siano spesso esposti a mansioni meno qualificate, a minori opportunità di sviluppo professionale e a livelli più bassi di benessere lavorativo. In questo scenario, la formazione aziendale può costituire una leva strategica per promuovere non solo l’acquisizione di competenze, ma anche il miglioramento del benessere individuale e organizzativo. Alla luce di queste considerazioni, questo lavoro si propone di esplorare il rapporto tra formazione aziendale e benessere dei lavoratori low-skilled, attraverso un’analisi delle principali evidenze emerse dalla letteratura scientifica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112052